inceneritoristi d’antan. LA LEGA SI SVEGLI!

Il Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, contesta le due dichiarazioni fatte dalla Lega che investono il Consiglio regionale e il Comune di Quarrata

FIRENZE – QUARRATA. Il Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, contesta le due dichiarazioni fatte dalla Lega che investono il Consiglio regionale e il Comune di Quarrata, ricordando come i partiti di opposizione abbiano storicamente omesso di attuare una politica virtuosa dei rifiuti

La Presidente del Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, Paola Gelli

Il Comitato si richiama a recenti prese di posizione dei partiti d’opposizione sull’incenerimento dei rifiuti e ricorda come negli ultimi lustri sia stata assicurata una sistematica dis-attuazione della legge Ronchi sulla “Raccolta Differenziata”, con le conseguenze gestionali di una imminente criticità per la eliminazione degli inceneritori.

A Quarrata la Lega protesta per la negazione di un emendamento proposto al Consiglio accusato di avere un “pregiudizio” sulla delicata tematica ambientale, cavalcata a tempo e merito, solo nelle fasi preelettorali.

Il pregiudizio – si legge nel comunicato stampa leghista – sarebbe riconosciuto nel rigetto di una mozione, solo tesa ad assicurarsi che “non vi fossero in atto progetti di realizzazione di nuovi impianti di termovalorizzazione sul territorio comunale e dei Comuni limitrofi”.

Orbene, la mozione è ridicola e ridondante: Quarrata detiene il 48 % dell’impianto più famigerato d’Italia, quello del Cis, posto sul confine dei tre territori dei Comuni di Montale, Agliana e Montemurlo, esposti da quaranta anni alle ricadute dei microinquinanti.

Se è vero che “al peggio non v’è fine” è davvero fantasioso (nel senso più deteriore) che in qualche comune della Piana pistoiese, possa immaginarsi la costruzione di un altro impianto di incenerimento.

Giancarlo Noci

Sbagliano inoltre i due consiglieri comunali Giancarlo Noci e Pamela Colombo quando dichiarano che “il territorio quarratino abbia già dato abbastanza in termini di inquinamento ambientale e di salute pubblica”, infatti, la stessa Arpat ha scientemente stabilito (con uno studio di modellistica delle ricadute del 2010) che, il massimo delle ricadute sul territorio è dato dai “venti dominanti”, centrato su Montemurlo, ed esponente Agliana e Montale.

Quarrata è sufficientemente lontana e sopravento per potersi dire direttamente esposta ai dannosi effetti di subdolo inquinamento da microinquinanti.

Prova dimostrata dell’ipotesi è la circostanza che i quarratini, non hanno alcuna contezza pubblica della minaccia dell’impianto di via Tobagi, che è un argomento off: anche durante la campagna elettorale per le amministrative è sempre stato “dimenticato”, per come politicamente svantaggioso.

Ricadono su Quarrata solo gli oneri per il ripianamento dei buchi di bilancio, aggravati da una gestione fallace e irresponsabile.

Non meglio la posizione del capogruppo regionale della Lega, Elisa Montemagni che in un comunicato stampa denuncia le iniziative “post-chiusura” di Case Passerini, affermando che: “Enrico Rossi potrà, in modo del tutto arbitrario, far viaggiare l’immondizia un po’ dovunque, anche se è ipotizzabile che specifici luoghi, specialmente ubicati nella zona nord della Toscana, avranno il privilegio di ricevere un surplus di scarti… ancora una volta, i cittadini toscani sanno chi ringraziare se si troveranno alle prese con cumuli di rifiuti maleodoranti a due passi da casa loro…”

Se la posizione della Lega è nelle sue radici condivisibile (nelle proteste contro le sciagurate politiche inceneritoriste), questo Comitato non potrà non contestare che l’argomento dominante dovrà essere quello di implementare il sistema di “raccolta differenziata” con la più evoluta tariffazione puntuale della raccolta.

Provino un poco – i partiti di opposizione storicamente noti e la Lega specificatamente – a protestare contro i dirigenti e specificamente contro Livio Giannotti, notevole Ceo di Alia che in tre lustri di incarico iper-remunerato, non ha saputo ottimizzare tale tecnica in rispetto alle direttive di legge nazionale (legge Ronchi 2006) e secondo le linee guida dell’UE.

Se la raccolta differenziata è in calo, si rimuovano i manager inefficienti e allineati alle lobby inceneritoriste, evitando di fare insinuazioni ipocrite, solo utili a mantenere lo status quo che viene protestato blandamente e al solo effetto di ipnotizzare la pubblica opinione.

[comitato per la chiusura dell’inceneritore di montale]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT09G0626013807100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento