«INCOMPRENSIBILE CHE SI IGNORI SAMBUCA»

Roberto Fossi e gli altri membri di “L’altra Sambuca”
Roberto Fossi e gli altri membri di “L’altra Sambuca”

SAMBUCA PISTOIESE. In queste ultime settimane è riesplosa la discussione sull’assetto amministrativo della Montagna Pistoiese, sopita dopo la tornata elettorale della primavera scorsa.

All’annuncio dei sindaci di Abetone e Cutigliano di avviarsi verso un processo di fusione dei due comuni, risponde la proposta di legge dei consiglieri regionali pistoiesi (la n° 365 depositata il 30/10/14) che disegna il percorso di fusione dei 4 comuni toscani della alta valle del Reno, così da cantare il de profundis alla Unione dei Comuni dell’Appennino Pistoiese, mai di fatto decollata.

Due o quattro che siano, questo dibattito pecca per “la dimenticanza” del comune di Sambuca Pistoiese. Dimenticanza inconcepibile se si pensa che Sambuca fa parte dell’attuale Unione, così come della disciolta Comunità Montana, ma soprattutto perché è un comune della montagna pistoiese!

Se è pur vero che Sambuca fino ad adesso non ha mostrato particolare entusiasmo per questo dibattito, è altrettanto vero che non molto si è fatto per coinvolgerla. Un po’ come quei compagni di scuola, che alle feste inviti per forma, ma sei contento se non partecipano. Certo è che questa dimenticanza è inaccettabile se legata ad un atto istituzionale, come la presentazione di una proposta di legge regionale. Quale è la logica che ha ispirato i firmatari della proposta?

Come è possibile pensare ad un riassetto amministrativo della montagna pistoiese senza porsi il problema di quale sia il futuro di Sambuca Pistoiese? Senza Unione, schiacciata tra Pistoia e l’Emilia, sarebbe il classico vaso di coccio.

Ma la questione, a nostro avviso, non può essere ridotta, per quanto importante, alla sola forma amministrativa, a quali confini comunali debbano essere spostati, ma definire, soprattutto, quale progetto proporre per la montagna pistoiese, intesa come ambito territoriale omogeneo e non come una somma di municipalità.

Il logo della lista
Il logo della lista

Un progetto che proponga uno sviluppo della Montagna partendo dalla valorizzazione delle proprie risorse; il paesaggio, la storia e la cultura locale come attrattori di un turismo che sia per 365 giorni e diffuso su tutta la montagna. Una economia legata al territorio che veda in primis nel bosco una risorsa (filiera legno-energia, legname di pregio, castanicoltura, ecc.), coltivazioni e allevamenti di pregio accompagnate da una politica della certificazione di origine e qualità.

Per questo c’è bisogno di una visione unitaria, inclusiva, che comprenda tutte le realtà territoriali che compongono la montagna pistoiese e che veda in un soggetto amministrativo unico la condizione indispensabile per rappresentare quella massa critica necessaria ad essere interlocutore credibile ed efficacie.

Che il “soggetto unico” sia un Unione Speciale o un unico comune, il dibattito è aperto. Pensiamo, quindi ad un tavolo che riunisca associazioni e istituzioni di tutto il territorio montano. Certo è che fughe esclusiviste o visioni parziali non danno alla montagna pistoiese quella compattezza necessaria per il proprio rilancio.

Lista “L’altra Sambuca”

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2 thoughts on “«INCOMPRENSIBILE CHE SI IGNORI SAMBUCA»

  1. quale capogruppo di minoranza del comune di Abetone condivido in pieno il vostro pensiero, non esiste alta montagna e bassa montagna, esiste la Montagna Piastoiese che per me comprende Sambuca Pistoiese come Marliana, la funzionalità dell’unione dei comuni dovrebbe essere la funzione del comune Unico dove chi dirige sono tutti i Sindaci, ma in questo momento a me sembra invece che tutti cerchino il modo di arraffare più euro possibili infischiandosene del futuro della montagna, e se coi pensate bene l’unica Comunità Montana fatta fallire in tutta Italia è stata solo la nostra

  2. E pensare che a castiglioni di treppio, dove ci sono anche degli abitanti per tutto l’anno, da circa 15 anni manca l’illuminazione stradale e senza considerare anche il degrado dell’asfalto con qualche frana pericolante, un cavo della luce appoggiato di fortuna su di un palo incastrato di peso per terra e ci passa il pulmino per andare a prendere i bambini per portarli a scuola ecc…

    (Fabio Meucci da Fb)

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