incubi, serPi & Draghi. IL NON-PRESIDENTE MUTO CONSEGNA L’ITALIA ALLE BANCHE E ALL’EUROPA NAZI-COMUNISTA: E L’ANPI DOV’È, A PRENDERE IL SOLE ALLE MALDIVE IN NOME DELLA COSTITUZIONE PIÙ BELLA DEL MONDO?

Fra democristiani e comunisti è nato il mondo illegale (ma legalizzato) dei puppa-quattrini, i cui apici erano e sono rappresentati ieri da Napolitano e oggi da Mattarella: «mìa rassa, mìa fassa» come il turco di Mediterraneo di Salvatores – quello, se non lo ricordate, che piglia e ruba ai quattro gatti spelacchiati dei soldati italiani e se la batte a vela spiegata sopra l’azzurro Mare Egeo

Rubava? E questi che hanno fatto da Mani Pulite in poi? Hanno recitato il rosario?

 

L’ITAGLIA NON LA SALVA NESSUNO. Da quando in qua non c’è più un regime parlamentare, ma siamo passati a una Repubblica del Presidente non-presidente, con s-governo del Presidente non-presidente? E soprattutto: cosa fanno le opposizioni da Salvini alla Meloni? Si grattano, forse, i coglioni riscuotendo i loro bei soldoni?

 

MENTRE IL POPOLO S’AFFAMA

SI FAN SOLDI E IN PIÙ SI TRAMA

CIÒ CHE CONTA, E OGNUN N’È FIERO,

È PENSARE AL DIO DINÈRO!

 


Lo disse Esòpo e Sergìn poi lo fece: | nel portafoglio non rimase un cece. | Fu dato tutto, in data memorabile, | a una culona detta «l’inchiavabile»!

 

STAMATTINA si comincia male con tutti i giornali, più o meno di stato, che applaudono alla saggezza salomonica di Mattarella. Si tenga presente che Salomone nella lingua medievale non di rado veniva chiamato Salamone.

Un lettore mi scrive: «Però mi aspetto che tu scriva qualcosa di sensato sul merdaio italiano e sul nuovo Mario in arrivo che a mio vedere sarà una nuova inculata come il Mario vecchio».

Non può essere diversamente. L’Italia è e resta il paese delle inculate. La sua nuova storia iniziò con la liberazione dal nazifascismo per consegnare il paese a un’orda di cavallette che, in nome della Costituzione, se la sono mangiata come un tenero germoglio, da De Gasperi a Bergoglio.

E quando non sapevano cos’altro mangiare, quattro coglioni hanno inventato l’Europa per mettere sul groppone dei popoli non il pesante carico della libertà, ma il pesante fardello di un “rotolo di ciccia” di cui parla disinvoltamente il proeta del Vernacoliere.

Fra democristiani e comunisti è nato il mondo illegale (ma legalizzato) dei puppa-quattrini, i cui apici erano rappresentati ieri da Napolitano e oggi da Mattarella: «mìa rassa, mìa fassa» (una sola razza e una sola faccia) come il turco di Mediterraneo di Salvatores – il turco con droga, se non lo ricordate, che piglia e ruba ai quattro gatti spelacchiati dei soldati italiani e se la batte a vela spiegata sopra l’azzurro mare Egeo.

Una famosa lirica del Sommo Proeta del Vernacoliere dedicata ai destini degli itaGliani…

Ladri e predatori per decenni hanno scorrazzato su e giù per un’Italia depredata insegnandoci giustizia, prudenza, fortezza e temperanza da ciucciare nel latte la mattina con fede, speranza e carità. Fìdati dei democristiani e dei comunisti ed ecco il risultato.

I giornali di stamani sono al settimo cielo e non sanno, come diceva il poeta dei Priapea, che la nazione itaGliana, con la mossa del non-presidente siculo, l’ha preso in culo non fino al settimo cielo, ma alla settima costola:

Anche se sono, vedi, un Priapo ligneo,
falce di legno e pur cazzo di legno,
ti piglierò ugualmente e ti terrò;
e questo coso, quant’è, senza frode,
t’infilerò, più teso d’una cetra,
fino a toccarti la settima costola.
                  [Carmina Priapea, Milano, Rizzoli/Bur, 2001, pag. 87]

L’unica cosa saggia che sia mai stata detta su Mattarella, la abbiamo sentita – mi spiace ammetterlo – da Giggino Di Maio; ma a volte anche i birrai degli stadi ci picchiano: mettere il Bianconiglio sotto impeachment.

Lui che, sorretto dalle sbrodolate della sinistra e dal rispetto imbecille della destra, fino all’altro giorno, da giudice costituzionale (delle sue tasche), ci ha dato a intendere che l’Italia è una democra-zia (ma anche sorella, nonna, cugina, figlientrocchia) parlamentare e che, finché si trova una maggioranza, le camere non si sciolgono.

Oggi che la maggioranza non c’è più – e lasciatemi dire… da mo’ – le camere non si sciolgono lo stesso perché c’è emergenza.

Più che di emergenza, sarebbe logico parlare di emerDenza pandemerdenziale. La merda si è impadronita della mente di tutti ed è per questo che ci s-governa dovrebbe essere sottoposto a vaccinazione, non anticovid, ma contro la Panmerdìa: onde le camere dovrebbero essere sanificate in maniera radicale, sciogliendole (come da Costituzione universalmente sfanculata) con efficacia al 101%: cioè con l’acido nitrico HNO3, che, se non ricordo male, scioglie, credo, anche il vetro.

E invece no. Non solo non si sciolgono le camere come Costituzione comanda, ma si decide di imporre un governo tecnico del [non]presidente perché evidentemente nelle menti total-staliniste della sinistra, tale organo è come una trinità: tutto in uno. Prendi tre e paghi tutto te, popolo di somari!

Con un Fico ed un limone, lei ci invita a colazione e ci spreme con Marione

Il piano B di Mattarella è chiaro come il culo di Casalino, se non prende il sole integrale: ha fatto tutto questo sfinimento di masturbazione incessante, per arrivare a convincere i cervelli deficitari dei leccaculo della sinistra, che Draghi era l’unica soluzione rimasta e sicuramente efficiente per la Panmerdìa.

Ed è vero. È l’unica rimasta per piantarci in culo il cazzo di un’Europa del cazzo fatta di Gentiloni & di succhioni ricconi coglioni.

E non li rompete, quelli lì, a noi che vi paghiamo, democratici anticostituzionali! Sono stato chiaro?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Pezzo di sàtira democratica ma non Pd

Giorgio Napolitano e Mario Monti. Di Mari (ora anche con Draghi) il popolo italiano ne ha visti e subìti a… Monti!

 

Se non ci mettono Draghi e non ci spremono a limone, come fanno i democratici ben-pensanti dei salotti buoni a finire di rubarci anche le ultime tre palanche, non più di tre, che ci sono rimaste?
E saluti a tutti i Palamara che comunque tacciono e fanno quello che vogliono a prescindere, certi che non gli succederà mai nulla.


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