infedeltà istituzionale. QUELLA COSA STUPRATA DETTA “COSTITUZIONE”

Elio Vittorini, in “Conversazione in Sicilia”, affermava che ogni cittadino deve sempre difendersi con le unghie e con i denti. E Primo Levi, in “La tregua”, sosteneva che “Guerra è sempre”…
La Bibbia tradita

«Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società».
Cost., art. 4, comma 2
Linea Libera sceglie il giornalismo

MONTALE. Il fatto che in questi giorni ci sia stata un po’ di maretta e di polemica, nel Mont-Ana, sullo scioglimento del servizio associato di polizia municipale, ci ha fatto cadere di nuovo l’occhio serpentino su una figura di democratico di alto profilo: il piddìno Ferdinando Betti.

Betti – se non sbagliamo – aveva riportato la democrazia a Montale dopo un quinquennio oscuro di destra “reassionaria e fassista”, come diceva Peppone a don Camillo.

Don Camillo e Peppone

E, come tutti i sindaci di questa Italia dePreData dal liberismo sorosiano difeso da Draghi e Monti come in una favola fantasy, in cui non mancano forze tiranniche e borderline che niente a che fare hanno con il rispetto della Costituzione, connotate da toni di teatrino Napolitano e di una situazione generale piuttosto Mattarella, tutti eroi (però) della patria a cui non manca una robusta Palamara che àncora tutti i potenti a un sistema di generale corruzione; come tutti i sindaci di questa Italia dePreData, dicevamo, anche lui, Betti, avrà – si spera – giurato sia dinanzi a Emilia Zarrilli, prefetto (che non ci pare molto attivo ed efficiente) di Pistoia, sia, successivamente, in consiglio comunale dinanzi alla Fata Smemorina, ovvero la Segretaria Generale associata a scavalco Agliana-Montale, dottoressa Donatella D’Amico (120mila e passa €uro all’anno, ma non si sa bene quanto realmente sudati, visti i disastri economici e contabili di Agliana, tutti puntualmente documentati dalla nostra testata, unica fra tutte a parlare e ad essere ignorata).

E se Ferdinando, da noi ironicamente chiamato don, come è verosimile, ha giurato per due volte (prima nel palazzo inefficiente della Prefettura e poi in quello comunale fornito di buvette ad uso di élites interne), deve averlo fatto, presumibilmente, secondo la formula standard che più o meno dice:

«Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana, di rispettarne i principi fondamentali di libertà, uguaglianza e di pari dignità di tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali e di esercitare le funzioni relative alla carica di Sindaco con onestà e spirito di servizio».

Ferdinando Betti

Ora, se tutto questo è vero – e non abbiamo motivo di dubitarne –, non possiamo che rilevare – gli avvocati dicono per tabulas, noi diciamo attraverso documenti formali e ufficiali – l’infedeltà di don Ferdinando al giuramento due volte prestato.

I dati sono, ripetiamo, oggettivi perché documentali e, a richiesta, li possiamo fornire a chiunque, Pm compresi. Onde è necessario chiedersi:

  1. Betti ha mai risposto alle nostre richieste in Pec di mostrarci documenti che lo riguardano come Sindaco? La questione investe la famosa lettera della Procura della Repubblica di Pistoia.

    NO – Dunque Betti è infedele al suo giuramento perché nega la trasparenza.

  2. Betti consente l’accesso ai dati pubblici del suo Comune e della sua amministrazione? Ci riferiamo alla questione Carbonizzo di Fognano.

    NO – Dunque Betti è infedele al suo giuramento perché nega la trasparenza e forse non solo (lo vedremo in séguito).

  3. Betti considera i cittadini tutti uguali o li discrimina? Betti discrimina fra buoni (neutri e favorevoli a lui e al suo Pd) e cattivi (noi di Linea Libera perché, invece di esserci cavati gli occhi per non vedere quello che fa, seguiamo il principio costituzionale del diritto di cronaca, di critica e di creatività-satira).

    NO – Dunque Betti è infedele al suo giuramento perché non riconosce l’uguaglianza tra bianchi e neri, democratici e non-piddì, fra ciechi, sordi e muti e vedenti, udenti e parlanti.

Detto questo, credete forse che, se noi segnaliamo al Prefetto questi fatti, il Prefetto si muoverà mai per accertare se quello che diciamo, e di cui abbiamo le prove documentali, è vero e perciò merita fare accertamenti e richiamare all’ordine costituzionale questo solerte amministratore democratico difensore del popolo? In questo caso si accettano scommesse.

E allora chi difende il popolo? Il popolo non lo difende nessuno, perché  (vedi Vittorini, vedi Levi) dovrebbe difendersi da solo, ma non lo fa.

Come secondo i poeti del Medioevo la «Curia romana non amat ovem sine lana» (il Vaticano non ama le pecore tosate, ma le vuole con una bella pelliccia folta per tosarle ben bene), così certi rappresentanti democratici del Partito Dellatosa considerano il popolo come loro proprio capitale da amministrare con le regole degli United Colours of Benetton.

Agnese Pippolini

E, detto tra noi, fanno perfettamente bene: perché se la maggior parte dei Monta-lesi (gli abitanti di Montale lesi nei loro interessi e diritti) decidono, come la Pippolini che smette di spolverare e va a Consiglio a sostenere don Ferdinando e la comandante Paola Nanni, di votare Per Don Ferdinando e per la sua squadra, prima che il gioco resti (e il gioco non resta mai…) scelgono di vivere non come i cittadini rappresentati dalla e nella Costituzione, ma come quei neri che scappano dall’Africa lasciando il posto ai cinesi, e vengono qua perché, se anche sono costretti a chinare il groppone per raccogliere pomodori a 1 €uro al giorno, hanno sempre a disposizione il telefonino a basso costo e possono serenamente diventare perfino ludopatici a forza di sperare in lotterie, Superenalotto e gratta-e-vinci.

Il mare e il pallone ci aspettano. Viva la Costituzione! Viva l’Italia!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di critica e di verità


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