inizia ikkùrturale. ANCILLA, ANCILLÆ, ANCILLÆ, ANCILLAM, ANCILLA, ANCILLA… MA È STATO SOLAMENTE UN QUI PER QUO (QUA ERA RIMASTO A DORMIRE DA NONNA PAPERA INSIEME A CICCIO)

«Solo che io – chiarisce Giampaolo Pagliai al telefono – non ho mai detto questo. Del resto non ci metteremo molto, se vogliamo, a leggere il verbale del consiglio per vedere che le mie parole non erano rivolte alla consigliera Cotti. Non potevo dire che lei era una ancella del Pd anche perché, facendone parte, lei stessa era il Pd…»

TRA DIRE E NON CAPIRE

È TUTTO UN IMPAZZIRE


Seguite Rossi. Lui ha saputo mungerla la vacca della sanità toscana

 

PANNA MONTATA

Si piglia del latte direttamente da una mucca, come fa Rossi quando mette le mani sulla sanità. E quando si n’è riempito un secchione (non di quelli del Classico Forteguerri, di latta), si screma ben bene e, con le mani ancor sudice come dopo una mungitura nella stalla, si piglia il frullino e si comincia a frullare.

Quello a mano: è più artigianale di quello elettrico. E la panna è meglio artigianale che industriale. Zucchero a volontà, altrimenti anche bile di misosessisti e/o post-comunisti che non hanno un cazzo da fare da mattina a sera.

Sulla panna si può aggiungere qb anche di essenza di kurturàle. Non abbondare oltre una goccia o una goccia e mezzo: siccome non ci sono più case del popolo (ora son tutti circoli Arci e anche con un pizzichino di vergogna), quell’essenza là è sempre più rara, come, fra i bacchettoni, l’affettato sottile d’Ombra di campanile non al pistacchio ma al mazzillero. Si tratta di un salume sparito quasi completamente a causa della dottrina sociale della Cei (non Conferenza Episcopale, Comunità Economica Italica).

Quando è tutto pronto, si piglia un bel pandispagna, ché il gusto ci guadagna, si ricopre del nobile frullato, ci si aggiunge dei riccioli di crema al burro con cui si deve scrivere «È del tutto evidente a chiunque abbia una minima cognizione della storia e del­la lingua…», dietro cui si potrà mettere qualsiasi cazzata. È indifferente. Ecco alcuni esempi brillanti:

Qua è rimasto a dormire da Ciccio alla fattoria di Nonna Papera

ancella è una terribile offesa sessista
tromboviolinata (da tromboviolino) idem con patate
il dipendente di Alia che scopa una strada è un’offesa sessista e dovrebbe essere buttato nel cassonetto perché allude alle donne e le mette in pessima luce

Uno strumento caro al potere: il tromboviolino o violinofono

Gianfranco Spinelli, ex assessore dell’amministrazione Pd di Serravalle, quando scrisse su facebook che il Rio di Casale era stato trombato e non tombato, manifestò un lapsus freudiano di sessismo maschilista e avrebbe meritato di essere cacciato a sassate nel deserto del Redolone di Casale come il famoso capro espiatorio degli ebrei
Alba Parietti, gnuda in tv che cade all’indietro e mostra la passera a milioni d’italiani, è stata sessista e ha sputtanato le donne nel loro complesso
Sabrina Ferilli che promise di gnudarsi per la sua squadra di calcio, sputtanò le donne in quanto tali
la Madonna, madre di Gesù, è complice dei sessisti maschilisti fascisti salvinisti neonazisti perché si autodichiarò ancilla Domini senza rendersi conto di essere un oggetto sessuale sfruttato come… primo utero in affitto?

Al contrario, la Laura Boldrini, che va dal papa in ciabatte (come l’ex prefetta Zarrilli di Pistoia, col ditone fuori del sandalo d’inverno – se lo sarà lavato?) lei non è una ancilla degli islamici quando si mette il velo in capo rinunciando alla sua identità occidentale di donna che, se nata di lì e là in Arabia, non sarebbe certo finita a beccare 25mila euro al mese di parlamentarità, ma sarebbe stata tenuta ammucciata per terra in casa a far tappeti dalla sua nascita alla sua deposizione nel tabuto (che significa cassa da morto). Ma politicamente corretti si nasce per ius soli se hai un piede nel Pd.

Giampaolo Pagliai

 

GIAMPAOLO PAGLIAI
E IL SICOMORO GOGNATICO

Dopo la presunta offesa a morte della signora Cotti con l’epiteto di ancella del Pd, tutti contro il Pagliai, sconcio craxiano che sta seriamente pensando di trovare un sicomoro per impiccarsi e risolvere la sua ineliminabile colpa.

«Solo che io – chiarisce Giampaolo al telefono – non ho mai detto questo. Del resto non ci metteremo molto, se vogliamo, a leggere il verbale del consiglio per vedere che le mie parole non erano rivolte alla consigliera Cotti. Non potevo dire che lei era una ancella del Pd anche perché, facendone parte, lei stessa era il Pd…».

La logica è logica, ma non piace ai rossi. Cosa è successo, allora, di preciso? E Pagliai prosegue:

«Stavo parlando di chi, non essendo del Pd, ad esso è legato con le catene di Promèteo: la consigliera Federica Bonacchi di Pistoia città di tutti; e di Tina Nuti di Spirito Libero».

Chiariamo: l’espressione «catene di Promèteo» non l’ha pronunciata Giampaolo Pagliai; è nostra per esprimere il forte, indissolubile legame che corre – a quanto si evidenzia dai voti in consiglio – tra alcune consigliere ancillari e il Pd. E dove non c’è mai un disaccordo, si più parlare di ancillarità dei comportamenti o è un’offesa sessista? Che differenza passa tra sesso e lingua, specie se la lingua non è quella del vocabolario della Crusca, ma quella di chi l’adopera come il migliore amico dell’uomo, il quattrozampe che ti manifesta il suo amore baciandoti a… suon di leccate?

Politically correct in action

Riepilogando, le due ancillæ della narrazione erano loro: la Cotti non è mai stata sfiorata dalla mano colpevolmente sessista di Giampaolo Pagliai. Difficile, perciò, spiegare se tutto sia dovuto a un deficit di comprensione del Pd (càpita anche nelle migliori famiglie; nel Pd più che altrove); o se, al contrario, c’è chi c’ha giocato sopra a tutto campo e «questo non è bello» – come disse una volta una professoressa al suo spasimante che gliela aveva chiesta con un bel «me la dai?». «Sì, io te la do… – rispose – Ma non si chiede così…».

Se le cose stanno come dice il Pagliai, la Cotti abbasserà il viso soffuso “d’amabile rossor” (per parodiare il Manzoni)? E il Pd comunale, sarà capace di dire di non essere un professore di storia della lingua italiana pimpante e cruscante?

Certo potranno sempre ribellarsi le altre due ancillæ. Alle quali, tuttavia, basterà ricordare, con fair play da filosofo stile-Cacciari:

alla Tina la famosa storia della figlia affortunata che trova lavoro sulla Sala mentre serviva pizze ai padroni del San Jacopo (che culo! Si può dire o è sessista anche questo? Il culo, sembra, ce l’hanno tutti: M, F, LGBT e perfino i cetrioli di mare)
alla Federica la gentilezza e la moderazione con cui affrontò la videoconferenza durante la quale chiedeva la morte del Galligani. Il suo ritratto mi riportò in mente la famosa battuta di Tacito sulla storia e sugli storici: che devono operare sine ira et studio, in altre parole (anche per i pistoiesi che sono gonfi di Forteguerri) «senza perdere la calma e farla di fuori dal vaso».

Ma in questa provinciuola provinciale con un sacchetto di puzzetta sotto il nasuccio arricciato alla francese, quali sono i veri problemi, alla fine?

Peggio di Jorge da Burgos in Il nome della rosa. Cristo non rideva e i Pd non sanno ridere. Però sanno benissimo far ridere…

Non la giustizia che per alcuni si applica e per altri si interpreta; non la sanità che, in emergenza Covid forse ha fatto cacare nonostante le tromboviolinate dell’ufficio stampa della Daniela Ponticelli, cresciuta a tessera e protezioni; non la viabilità che è marcia; non i servizi che fanno pena; non i debiti fuori bilancio, causati da scelte dell’amministrazione Bertinelli, ma contro cui il Pd vota no come se quei debiti li avessero fatti il Tomasi o la Celesti; non un patrimonio dell’Asl che il granBuca di Bientina manda in malora (vecchio Ospedale del Ceppo; disastro delle Ville Sbertoli; sputtanamento del Caselli di Quarrata; malversazione dell’Ospedale Pacini di San Marcello): ma l’offensività del termine ancella, sessista perché allude alla moglie del topo! Pensate. E anche la polemica di panna montata (ma si può dire montata o è sessista perché alla monta taurina?) che riguarda le fotografie che i pistoiesi hanno pubblicato su facebook, ma che hanno messo a soqquadro il mondo dei fotografi di professione.

I motivi psichiatrici di tutto questo potrebbero essere due, ugualmente plausibili:

  1. una psicosi schizofrenica da astinenza erotico-sessuale
  2. una schizofrenia psicotica da superaffaticamento erotico-sessuale

Si torna sempre lì. Basaglia e Pirella la fecero pulita a chiudere le Ville Sbertoli, San Salvi, Maggiano etc. etc.!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Cogito ergo sum. Non co[g]ito, ergo sum «politically correct»!

Nuovo Rinascimento…

 

Oggi tutti insegnano: ecco perché in giro ci sono tanti somari, vero Azzolina?


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