inquinamento. “AGLIANA CAMBIA” ROMPE IL SILENZIO SUI PESTICIDI

Nessuno ascolta nessuno e Alfredo Nerozzi reclama l’attuazione del principio di precauzione e il controllo dell'utilizzo per una riduzione delle esposizioni di operatori e cittadinanza
Diserbanti e pesticidi saranno la nostra fine

AGLIANA. Sull’argomento “pesticidi” (ovvero il famigerato glifosate) è stato scritto di tutto e di più, con i politici del Pd che fanno passerelle ad assicurare che “tutto va ben, Madam la Marchesa”, medici clinici che denunciano l’inefficienza degli organi di controllo, vivaisti spregiudicati che si impegnano nel green (anche con l’eolico) ma che niente sanno dire su cosa faranno per il loro controllo e contenimento, magistrati che archiviano denunce di presunzione di inquinamento dei bacini idropotabili, l’Ordine dei Medici di Pistoia che parla di recrudescenza delle malattire tumorali (indice di prevanza più alto del 31% rispetto alla media nazionale), l’Austria che chiude i rubinetti definitivamente sul glifosate e, su tutti, l’UE che prende tempo e ne rinvia la proibizione, nonostante che l’epidemiologia sia oramai decisiva e ci siano evidenze di riferibilità diretta tra l’uso di pesticidi e le malattie tumorali.

E gli effetti come si evitano?

Oggi arriva la lista civica “Agliana Cambia” che, con Alfredo Fabrizio Nerozzi e Giacomo Mangoni (quest’ultimo, fulminato dunque sulla via di Damasco?), riapre la ferita nei palazzi fiorentini della Regione, dove l’Assessorato di Federica Fratoni rinvia il protocollo sul “Pan” (Piano anticrittogrammici) e vorrebbe tenere il necessario “basso profilo” preelettorale, vista la concorrenza tra il “vivaio di voti” dei vivaisti e la minaccia di una pubblica opinione più informata e responsabile resa più sensibile, anche per la conoscenza assicurata dai social network.

Dunque la questione dell’uso sconsiderato dei pesticidi è destinato a divenire centrale nel dibattito politico locale, ma anche nazionale per imprimere una maggiore consapevolezza anche al parlamento che dovrà sicuramente legiferare sul tema.

La mozione presentata dalla lista civica Agliana Cambia è questa di seguito riportata:

 

Il capogruppo Alfredo Nerozzi

OGGETTO: Tutela della salute della popolazione e dell’ambiente.

Rispetto della normativa vigente nell’utilizzo dei prodotti fitosanitari.

                                VISTO

  • Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n.152, norme in materia ambientale;

  • Decreto legislativo 14 Agosto 2012, n.150 (Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi)

  • Decreto 2014 P.A.N. (Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari);

  • Regolamento Comunale di Igiene Comune di Agliana 2007;

  • Il Decreto del Presidente della Giunta Regionale Toscana (D.P.G.R.) 30 Luglio 2018 n.43/R. Disposizioni relative alle aree di salvaguardia: piano di utilizzazione per l’impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti (PUFF) e disposizioni per la perimetrazione;

  • La mozione n. 1-00124 del 26/02/2019 Camera dei Deputati (con voti favorevoli 453 su 453 votanti in aula) dei gruppi Parlamentari (Lega-M5S-PD-FI-FdI-LEU) concernente “Iniziative volte a vietare l’utilizzo dei pesticidi e dei diserbanti nelle produzioni agricole, favorendone lo sviluppo con metodo biologico”.

  • La decisione con la quale, l‘Europarlamento, aveva espresso con parere non vincolante, una riduzione graduale con divieto d’uso entro dicembre 2022.

  • Il “Comitato d’appello” dei 18 Stati membri su 28, nel quale si sconfessa la decisione dell’Europarlamento e si autorizza l’uso del glifosate per altri 5 anni, fino al 15 dicembre 2022 (con nove Paesi contrari: oltre a Italia e Francia, anche Belgio, Grecia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia e un solo astenuto, il Portogallo).

  • Che il 25 Ottobre 2017 la Commissione Europea con una maggioranza qualificata, (soddisfatta dalle due condizioni con il voto favorevole del 55% dei paesi almeno 16 su 28 e la rappresentanza di almeno il 65% della popolazione totale dell’UE) ha approvato l’estensione nell’uso del glifosate per altri 5 anni, fino al 15 dicembre 2022 (decisiva la Germania che, stretta tra la crisi di governo interna e gli interessi di società private multinazionali, dopo numerose astensioni passa al sì).

  • Che la Commissione europea ha approvato l’avvicendamento nella conduzione delle indagini riguardo l’uso del glifosate: Francia, Ungheria, Olanda e Svezia prendono il posto della Germania in qualità di maggiori responsabili nella valutazione sulla sicurezza del più diffuso pesticida al mondo.

  • Che i quattro Paesi inquirenti saranno i relatori del gruppo di sorveglianza denominato AGG (Assessment Group on Glyphosate) e gli esperti nazionali in materia di salute devono presentare entro l’estate 2020, il parere scientifico da cui prenderà il via l’iter per il rinnovo della licenza per il glifosate.

  • AGG valuterà il fascicolo di domanda presentato dalle società produttrici di glifosato e preparerà un rapporto di valutazione del rinnovo all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) entro il 2021 (le domande di rinnovo dovranno essere presentate entro il 15 dicembre 2019, 3 anni prima della scadenza dell’attuale autorizzazione, mentre un dossier completo dovrà essere a disposizione dell’AGG entro il 15 giugno 2020. A partire da questa data, l’AGG potrà iniziare i lavori di valutazione scientifica che poi trasmetterà all’EFSA in un processo di revisione che dovrebbe coinvolgere tutti gli Stati membri e prevedere anche una consultazione pubblica riguardo la valutazione redatta dal nuovo gruppo di sorveglianza).

  • Il Regolamento 178/2002 dell’ Unione Europea afferma che, in caso di dubbi su aspetti legati alla salute della collettività dovuti a una carenza di dati scientifici certi, si raccomanda la prudenza (rectius:adozione del prevalente Principio di Precauzione) e sono consentiti interventi atti a a tutelare – prima di tutto – la salute dei cittadini Europei.

                                                         C O N S I D E R A T O    C H E

– il 20 marzo 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organo dell’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS massima autorità in campo oncologico) ha classificato il glifosfate nel gruppo 2A, tra i probabili cancerogeni, dichiarandone la pericolosità e i rischi per la salute umana e accertando la forte correlazione epidemiologica tra l’esposizione e il linfoma non-Hodgkin, con frequenza di leucemie infantili e malattie neurodegenerative, quali il morbo di Parkinson:

– il glifosfate è stato classificato anche come interferente endocrino certo, che negli ultimi anni è emersa un’ulteriore “correlazione con l’insorgenza della celiachia” (studi del MIT, 2013-2014): gravi e preoccupanti sono le indicazioni provenienti dagli esperti in materia di epigenetica, così come è stato specificato nel convegno dell’Ordine dei Medici di Pistoia tenuto a Villa Cappugi nel Dicembre 2016

                                                                           V I S T E

  • le evidenze epidemiologiche esistenti a livello internazionale che riguardano il rischio cancerogeno correlato all’esposizione a “pesticidi”, (vedi valutazione IARC) risulta dunque, opportuno anzi necessario, applicare il prevalente Principio di precauzione“.

  • i consumi dei prodotti fitosanitari sul territorio pistoiese comprensiva dei comuni di Agliana, Montale, Quarrata, Pistoia e Serravalle P.se, superiori di circa dieci volte alla media nazionale sono risultati aumentati dal 2011 al 2014 (dati di monitoraggio del CRRFV su un campione di 70 aziende floro-vivaistiche circa 700 ha su 5.000 ha totali), in particolare i diserbanti (80% circa di tutti i prodotti utilizzati, il 20% sono insetticidi/fungicidi) e fra questi il maggior contributo è dovuto al glifosate (circa la metà di tutte le sostanze attive utilizzate) come dimostrato anche dal report ARPAT del 2018 (riferito ai dati del 2017) in cui si rileva che il maggior contributo della contaminazione delle acque superficiali da fitofarmaci è dovuto a glifosate e AMPA (metabolita), oltre ad altri erbicidi come Oxadiazon, Oxifluorfen e Pendimethalin. Nel Report si evidenzia che i diserbanti contribuiscono al valore dei pesticidi totali per oltre il 90% del superamento degli standard di qualità ambientale. Il report fa una stima dei quantitativi sui consumi relativi al glifosate sulla base dei dati di monitoraggio effettuati dal CRRFV; in cui si evidenzia che da 27.502 kg per l’anno 2011 si passa a 31.753 kg nel 2014, con una media di 28.947 kg dal 2011 al 2014.

                                                         C O N S I D E R A T O

  • che i diserbanti non rientrano fra i trattamenti obbligatori per legge, il cui scopo è quello di rendere le piante esenti da fitopatologie (funghi, insetti, batteri ecc.) quindi commercializzabili ed esportabili e considerato che i diserbanti servono per combattere le erbe indesiderate infestanti, migliorando il livello estetico dei vivai, risulta evidente un consumo massiccio non giustificato dei diserbanti e in particolare del glifosate. Le quantità assolute sopra riportate finiscono in gran parte nel terreno che ha perso qualsiasi forma di vita ed è incapace di trattenere le sostanze pericolose derivate dai trattamenti (dunque queste sostanze chimiche raggiungono le falde acquifere da dove vengano emunte attraverso i pozzi dalla cittadinanza. Queste sostanze altamente inquinanti rappresentano una pressione ambientale fortissima determinano impatti insostenibili sul territorio i cui effetti ambientali sono gravissimi ed agiscono in modo combinato e moltiplicatorio sugli organismi viventi e con le altre fonti di inquinamento che si sovrappongono negli effetti di danno alla Salute dei cittadini.

                                                              C I Ò     P R E M E S S O

si rende dunque necessario applicare il decreto legislativo 128/2009 adottare metodi alternativi alla lotta chimica in particolare da subito eliminare i diserbanti i cui residui (Ampa e Glifosate) sono rilevati quasi costatemene nel monitoraggio delle acque superficiali a concentrazioni superiori ai livelli ammessi dalla normativa > SQA (Indice Standard Qualità Ambientale) e sono misurabili anche nei pozzi inferiori ai limiti di legge sia pure a concentrazioni che determinano il mancato obbiettivo ambientale di legge.

Dal monitoraggio nelle acque (report 2019 Arpat ) superficiali emerge che la maggior parte dei corsi di acqua evidenzia indici di vita dei fiumi (Stato ecologico) insufficienti, scarsi, talora pessimi dovuti alla presenza quasi sempre di glifosate ed Ampa che da soli superano i valori ammessi dalla normativa.

Fatto quest’ultimo che dovrebbe comportare prescrizioni all’uso dei prodotti fitosanitari contenenti principi attivi inseriti nel monitoraggio per ridurre la contaminazione delle acque. Invece il consumo dei fitosanitari è in aumento negli ultimi dieci anni: il glifosate è il più utilizzato in Italia e nei 5000 ettari circa di superfici a vivaio della Piana pistoiese (comprensiva dei Comuni Agliana, Montale, Quarrata, Pistoia e Serravalle Pistoiese).

Le stime dei consumi del glifosate sono in sensibile aumento dai dati ARPAT si passa da 27.502 Kg anno 2011 a 31.753 Kg anno 2014 con una media 2011-2014 di 28.947 Kg/annui e sono superiori di dieci volte alla media nazionale, ma congrue alle effettive consistenze, perchè ricavate dal monitoraggio dei consumi condotto da CRFFV (Centro Regionale Prevenzione Salute e Sicurezza nel Florovivaismo): sono 70 le aziende che occupano una superficie di 700 ettari di vivaismo nella piana Pistoiese.

                                                R I T E N U T O     O P P O R T U N O

Federica Fratoni parla con Carla Breschi

eliminare innanzittutto i diserbanti (il glifosfate, è classificato 2A dalla IARC probabile cancerogeno per l’uomo e con prove certe di cancerogenicità sugli animali nei confronti del quale le istituzioni hanno deciso – solo formalmente di mettere in atto il preminente “Principio di precauzione” per la tutela della Salute pubblica: non evitandone del tutto l’uso (iniziativa che potrebbe avere effetti negativi sulla produzione vivaistica della Piana pistoiese) ma istituire limiti d’impiego e implementare i controlli nell’attesa di ulteriori studi. L’insieme delle disposizioni di legge è articolato su diversi piani che implicano il necessario rispetto della normativa vigente nell’utilizzo dei prodotti fitosanitari e richiamando la responsabilità del Sindaco – quale massima autorità sanitaria – a ricercare il migliore risultato possibile per la “tutela della salute pubblica” si chiede :

                                       DI IMPEGNARE IL SINDACO E LA GIUNTA

– richiesta di report dell’attività di vigilanza e controllo, degli ultimi tre anni, da parte delle competenti articolazioni del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Toscana Centro in merito al decreto legislativo n.150 del 2012 articoli 14 e 15 e numero di sanzioni previste art. 24 comma 10.

– un monitoraggio tramite i servizi pubblici di controllo (ARPAT) delle acque grezze destinate alla potabilizzazione costante nel tempo (almeno con frequenza semestrali) per tutti i principi attivi compreso glifosate e ampa ammessi all’utilizzo nelle aree di salvaguardia dal PUFF ed esattamente nei seguenti siti:

– bacino idrico Briganti e in un punto dell’affluente posto “a monte” dello stesso per le valutazioni comparate.

– qualificare il rischio di inquinamento sui pozzi dell’acqua nel territorio del Comune di Agliana.

– richiedere la revisione del Regolamento Comunale di Igiene per l’applicazione dei principi del PAN inserendo le fasce di tutela per i residenti e i gruppi vulnerabili in genere con aree agricole/ vivai.

– attuare il coinvolgimento delle Autorità locali competenti in materia di igiene pubblica (Usl-Centro) competenti in materia di “prodotti fitosanitari” e “Sicurezza sul lavoro” coinvolgendo le unità competenti (Dip. Prevenzione azienda Asl-centro, Arpat, Comune di Pistoia “servizio ambiente”, verde, mobilità, servizio governo del territorio ed Edilizia privata, Polizia municipale, Polizia Provinciale, Carabinieri Forestali

– richiesta di report dell’attività di vigilanza e controllo, degli ultimi tre anni del dipartimento di prevenzione usl centro sul rispetto del disposto dell’articolo 18 comma 1 lettera Q del D.Lgs. 81/ 2008 “il datore di lavoro deve prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio”.

                                                                           A    CHIEDERE

alla Regione Toscana l’informatizzazione dei Registri dei trattamenti fitosanitari, introducendo l’obbligo della comunicazione preliminare all’Azienda Sanitaria territorialmente competente via web, attraverso le funzionalità predisposte dal Sistema Informativo Sanitario della Prevenzione Collettiva (SISPC). Ciò permetterebbe di poter monitorare in tempo reale i consumi dei prodotti fitosanitari nel nostro territorio e permetterebbe al Servizio Pubblico di Prevenzione, un’efficace ed efficiente attività di vigilanza e controllo ai fini della tutela della “salute pubblica”.

Tenuto conto che è l’obiettivo di informatizzare tutte le attività di competenza alla Prevenzione Collettiva, compresa quella di tutela della sanità pubblica, lo strumento informatico SISPC è già utilizzato in tutto il territorio regionale per la comunicazione preliminare delle notifiche dei cantieri edili temporanei o mobili, delle rimozioni di materiali contenenti amianto, attualmente è in corso di integrazione la bonifica degli ambienti confinati.

                                                                    Capogruppo Agliana Cambia – Fabrizio Nerozzi


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