INQUINAMENTO AMBIENTALE E MALATTIE CRONICO DEGENERATIVE, OMCEO: NECESSARIO RIDURRE LE CONCENTRAZIONI DI INQUINANTI

L’Ordine dei Medici interviene anche sui sarcomi nella frazione di Casalguidi: “Grazie al lavoro di ricerca si è effettivamente riscontrato un cluster di casi purtroppo ancora senza trovare l’origine medico-scientifica diretta di tale situazione, non avendo ancora la tecnologia scientifica adeguata”.

L’intervento del presidente Montalti

PISTOIA. Ieri sabato 21 gennaio la Sala Maggiore del Palazzo Comunale ha ospitato il convegno “Inquinamento ambientale e malattie cronico degenerative, è possibile la prevenzione?”, organizzato dall’Ordine dei Medici di Pistoia .

Ha aperto i lavori il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) della provincia di Pistoia, dott. Beppino Montalti:
“Le correlazioni tra ambiente e patologie umane – ha detto – sono state indagate fin dall’origine della professione medica.

Dobbiamo prendere atto che gli stili di vita e i fattori socio-economici hanno avuto, ed avranno sempre più se non controllati, un’influenza sulle patologie che vanno a manifestarsi nell’uomo. Una prevenzione primaria ambientale è una necessità etica e non solo, è fondamentale per tutelare la salute del cittadino”.
Sono stati numerosi i contributi di molteplici professionisti – ingegneri, architetti, medici – che hanno rilanciato la necessità di operare scelte compatibili con la salute dell’ambiente in modo da ridurre la concentrazione degli inquinanti e ridurre il rischio di contrarre malattie per la popolazione.
SUL TERRITORIO. “Come Ordine provinciale – ha proseguito Montalti – siamo intervenuti più volte negli scorsi anni nella concentrazione di sarcomi nella frazione di Casalguidi, nel comune di Serravalle, circondata da più lati da criticità di tipo ambientale.
Grazie al lavoro di ricerca si è effettivamente riscontrato un cluster di casi purtroppo ancora senza trovare l’origine medico-scientifica diretta di tale situazione, non avendo ancora la tecnologia scientifica adeguata.

L’inquinamento dei pozzi a Ponte Stella

L’esitazione e talora lo scetticismo con cui ancora oggi una parte del mondo medico affronta la correlazione tra patologie e modificazione del nostro ambiente di vita appare sempre più antistorico, inadeguato e contrario alla norma deontologica”.
“La conoscenza della tossicità degli inquinanti e la consapevolezza della loro responsabilità delle malattie degenerative sono elementi cardine per mantenere lo stato di salute della popolazione – sottolinea il responsabile scientifico del convegno, il dott. Alderico Di Ienno, già dirigente medico del Centro Oncologico Fiorentino (CFO) —. Bisfenoli, ftalati, composti perclorati, insetticidi, pesticidi hanno attività xenoestrogenica e sono inquinanti organici persistenti per cui i loro effetti si sommano ad altri inquinanti come microparticolato aumentando la tossicità.
La riduzione delle loro emissioni sarebbe la soluzione adeguata, ma difficile da perseguire perché confligge con scelte di politica economica ed industriale alle quali, da cittadini, possiamo solo dissentire”.
“Per questo – conclude Di Ienno – è fondamentale far collaborare professionisti come ingegneri, architetti e medici invitandoli ad una attenta riflessione su scelte compatibili con la salute dell’ambiente in modo da ridurre la concentrazione degli inquinanti e ridurre il rischio di contrarre malattie per la popolazione”.

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