inquinamento. AMBIENTALISTI, SALITE LE SCALE ANCHE VOI!

Grande enfasi del Wwf al problema dell’inquinamento dei pozzi, ma le proteste vanno presentate anche ad altri, non solo ai politici
L’acqua prelevata dal bacino Briganti è inquinata da pesticidi sì o no?

 

PISTOIALa questione dell’inquinamento è oramai cronicizzata. Anche sulla Tvl di Luigi Egidio si potrà assistere a uno spot di un laboratorio chimico che offre (l’offerta segue alla domanda, che è dunque sussistente!) l’analisi del famigerato glifosate nelle acque.

Un argomento prima ignorato e seppellito dalla generale indifferenza, ora divenuto “spot pubblicitario”. Tre Associazioni ambientaliste fecero nel 2014 un esposto congiunto sulla questione aglianese del “Cavo Briganti” che, però venne archiviato nel 2017, nonostante la chiara depilazione dei campi circostanti! 

Usl Centro e Arpat hanno sempre detto che “tutto va bene”, rassicurando la cittadinanza, ma oggi, i Comitati di cittadini sollevano dure critiche nei loro confronti, come denuncia il recente comunicato stampa, già pubblicato su questa testata. Oggi è l’agenzia Ansa che lancia una notizia internazionale inquietante: il 5% dei casi di tumore alla vescica in Europa, uno su 20, sarebbe collegato a prodotti chimici presenti nell’acqua di rubinetto, per un totale di 6.561 casi l’anno in 26 paesi del continente.

Marco Beneforti Presidente Wwf Pistoia e Prato

Marco Beneforti del Wwf pistoiese protesta duramente contro l’inerzia dei politici e scrive sul recente comunicato stampa: Per arrivare a questa situazione, ci sono state forse delle sottovalutazioni da parte della politica e degli amministratori?

Sembra però che il noto ambientalista abbia dimenticato un precedente che non è un dettaglio: quell’esposto sottoscritto con Legambiente e il Comitato antinceneritorista (era il 2014), sulla questione dell’inquinamento potenziale al bacino di acqua idropotabile della cava Briganti, proponeva gli stessi argomenti di criticità di oggi, e cioè, la mancanza di rispetto della fascia di sicurezza dai punti di prelievo delle acque. 

Vivaio in città: erbe estirpate a mano o con diserbanti?

Effetto diserbante sulla vegetazione

Se Beneforti lo aveva dimenticato, glielo ricordiamo noi, che abbiamo anche curato la pubblicazione della archiviazione, richiesta e accolta dalla Procura della Repubblica di Pistoia.

Le vicende che oggi sembrano riemergere non hanno alcuna interessante novità – almeno per questa testata uncorrect e, anche negli uffici degli organi di controllo, sembra che ci siano dirigenti con i nervi scoperti a causa delle segnalazioni di nuove denunce di cittadini di varie provenienze della provincia dei vivai.

Diserbanti e pesticidi

Il provvedimento di legge che regola la materia è il D.L. 150 del 2012 e la distanza dai bacini di acqua e dai pozzi di attingimento (che dovrebbe essere di 200 metri) non è mai stata rispettata, da nessuna parte, sia nei pozzi all’interno dei vivai che nei bacini di acqua per la rete idrica.

Dunque l’archiviazione era fondata e giusta, anche alla luce delle denunce di Carla Breschi?  Forse oggi la riapertura dell’inchiesta alla Procura guidata dal neo procuratore Tommaso Coletta potrebbe prendere un giusto verso ricercando anche delle responsabilità occultate?

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