inquinamento. ARPAT CONFERMA: INCENERITORE DANNOSO PER LA SALUTE UMANA

Al tavolo dei relatori è assente Usl Centro

MONTALE. I presenti alla Commissione ambiente congiunta, hanno avuto il privilegio di vedere il collega Piervittorio Porciatti applicato alla video ripresa dei lavori: gli auguri sinceri della nostra redazione si associano a quelli dei molti presenti che conoscono l’amore per la verità e la pervicacia dell’anziano e mai domato collega pubblicista aglianese.

È grazie alle sue video riprese – e presto ci sarà in linea quella di cui parliamo – che molti cittadini potranno vedere e ascoltare le confessorie dichiarazioni dei relatori, tra i quali sono assenti (così non ci sono contraddizioni e divergenze d’opinione) i tecnici dell’Usl Centro.

Osserviamo sul punto, un maldestro depotenziamento alle competenze critiche degli organi di controllo e, per conseguenza, l’insipienza della commissione rimasta motònale (ci perdonerà Poggi, ma a noi, piace il concerto di campane) alla quale si è sottratta, per la seconda volta consecutiva, il delegato di Ladurner, cioè la protagonista principale che ha in gestione l’impianto e che, dunque, non ha risposto. Niente e su niente: dopo due blocchi di impianto.

Andrea Poggi, Direttore di Arpat Pistoia

La relazione di Andrea Poggi è stata formalmente ineccepibile e indubitevole, ancorchè incomprensibile ai più: l’impianto è afflitto da numerose deficienze anche penalmente rilevanti (lo dice chiaramente la relazione pubblicata), che però, sono tutte note puntuali e conosciute.

Non lo “rendono pericoloso” e dunque è da tenerselo così com’è, senza pensare al peggio.

Insomma – citando De Filippo – s’adàpassàanuttata e la cittadinanza si deve abituare alle turbolenze impiantistiche del “gioiellino” sdrammatizzando, come fanno le rane dei fossi dei vivai.

Poggi ha spiegato bene e chiaro che le diossine sono bioaccumulabili dal nostro organismo anche a piccoli dosaggi (biomagnificazione sostanze xenobiotiche) e quindi ha confermato che tutti gli inceneritori – Montale incluso – sono degli impianti (classificati come “insalubri di prima categoria”) di sicura pericolosità per i residenti che vivono nei dintorni.

Piervittorio Porciatti con la sua telecamera partecipa indomito e raccoglie saluti e auguri di tanti presenti

Il Direttore ha risposto alla domanda del consigliere d’opposizione Baroncelli sulla circostanza della registrazione Emas che è ancora decaduta, confermando che da Ispra (l’Istituto Superiore di Protezione Ambiente, gestisce il registro Emas con una apposita Commissione Ecolabeling) nessuna richiesta è pervenuta in relazione all’ipotesi di rinnovo.

Ha poi minimizzato sulla circostanza spiegando che la Certificazione Emas è secondaria rispetto alla principale mancanza del protocollo ISO 14.000 del 2015  che rispecchia, a livello internazionale, il consenso circa le attuali “buone pratiche rivolte alla protezione dell’ambiente” e che dunque, mancano all’appello: Ladurner la cita confusamente (non l’hanno ancora aggiornata con un cronoprogramma, disatteso da anni).

Non è un caso, visti gli incidenti numerosi e inspiegati – osserviamo noi – che ricordiamo ancora una volta come “tutto torni”, come disse un nostro autorevole collega pistoiese.

Consiglieri di Quarrata al centro: il primo giorno di scuola su inceneritore

Poggi ha ricordato che la “conformità normativa” è stabilita da loro con la Regione Toscana e non certamente da Ispra, ovvero il Comitato Emas che dunque – ci chiediamo noi – a che serve citarlo nei curriculum aziendali se è ridondante?

Insomma, Arpat conferma la imponderabilità gestionale dell’impianto: l’inceneritore potrebbe avere delle criticità elettrotecniche a loro ignote (“non sono il badante elettrotecnico” ha detto) e dunque, se succede qualche blocco dovuto al malfunzionamento del doppio sistema di protezione (isola e gruppo elettrogeno da 600 Kw) ci dobbiamo abituare.

Ecco come abbiamo riconosciuto il principio della “tecnica della rana bollita” di Chomsky, oggi applicato alla comunità dei cittadini della piana, esposti da 40 anni alle ricadute dell’impianto.

Non vi sembra?

Una commissione ambiente davvero eloquente, anche per la faziosità dei consiglieri di maggioranza, tutti applicati all’audizione nel più religioso silenzio: la delegazione dei mazzantiani – venuti, non si sa come e perchè dal ducato quarratino (detentore del 48% della proprietà dell’impianto, mica caccòle!) – hanno dunque svolto il loro primo giorno di scuola sulle famigerate vicissitudini dell’impianto, chiedendo a Betti – con malcelato imbarazzo – il permesso a fare domande (sull’impianto di cui sono proprietari per metà!). Annamobbène direbbe sora Maria!

Questo da buon padrone dell’ovile, ha spiegato loro come la Commissione è convocata dai soli Comuni di Agliana e Montale: Quarrata, infatti, è sempre stata latitante sull’argomento molto uncorrect e dunque, si “tenesssero a posto”.

Che sia colpa del vento delle elezioni che spira impetuoso, del nuovo governo o del divorzio di Enrico Rossi dal Pd?

[Alessandro Romiti]

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