interviste.  IL POLITICAMENTE CORRETTO C’È. E SI SENTE

Giornalisti e giornalai. Nello stesso pomeriggio due colleghi trattano lo stesso argomento in due interviste. Ma uno graffia, mentre e l’altro è prudente, attento e un poco distratto

 

Il collega della Tg regionale toscana.

ROMA-FIRENZE.  Non vi diremo i nomi, ma il peccato. Preferiamo infatti che siate voi a fare una selezione, giusto per non incorrere nella sanzione della Commissione disciplinare dell’Ordine che è molto attenta a certe posizioni di critica, soprattutto con noi che facciamo della ricerca della Verità una motivazione inderogabile.

La vicenda è – perdonateci – ancora relativa alla provocazione feisbucchiana di Don Massimo Biancalani, trattata alle 19,30 sul Tg regionale della Toscana  e in una intervista radiofonica nel programma Si può fare su Radio 24 alle 18,30 dello stesso giorno 22 Agosto.

il collega di “Radio 24”

Entrambi hanno affrontato la medesima questione del parroco socializzato (che non ha niente a che vedere con socialista), impegnato nell’accoglienza di giovani migranti africani.

Solo uno ha fatto la domanda da cento punti, che valeva l’intero servizio e che, infatti, ha indotto il parroco arcobaleno a una veemente risposta di rigetto che potrete comodamente riascoltare in podcast: “…quanti dei ragazzi suoi ospiti sono muniti del requisito di rifugiato politico richiedente asilo?”

Questa domanda è dirimente nell’intera questione e uno dei due colleghi non l’ha formulata: che peccato. Le stime del Ministero degli Interni hanno stabilito che solo 15, ogni 100 migranti hanno il crisma formale di “profugo politico” che permetterà loro di fruire delle allocazioni presso gli altri paesi dell’Ue, secondo i protocolli sanciti dagli accordi negoziali. Detti giovani saranno inviato presso le destinazioni a loro gradite e non resteranno in Italia.

Gli altri, cioè 85 % dei migranti, non saranno né collocati, né rimpatriati, ma ospitati e resteranno nel Belpaese a sopravvivere. Insomma solo una delle due interviste ha ben scavato nel merito della celeberrima vicenda pistoiese, mondando via la scorza della reticenza e della “correttezza politica” che – non lo diciamo noi – ma la Costituzione, impedisce di avere chiarezza e fornire un servizio di corretta e completa informazione ai lettori (anche elettori n.d.r.).

[Alessandro Romiti]

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