io voto no. MEGLIO IL PROFUMO DELLE PECORE CHE IL PUZZO DELLE VACCHE!

«Cleptocrazia: bel termine. Dentro ci sta tutta questa repubblica di ladri e di grassatori che i Robin Hood della politica locale, a parole, dicono di voler cambiare». E anche Pistoia, in questo, ci ha messo del suo con Alberto Bianchi & C.
Le comiche finali
Povera Costituzione! Le comiche finali

PISTOIA. Siamo estremamente imbarazzati, noi che voteremo no al referendum costituzionale.

Lo siamo perché l’inusuale compagnia è la più variegata e la più rattoppata. Staremo assieme ai tanti residui del P[partito] D[istrutto], cioè a quelli che si aggrappano al salvagente finale in attesa di essere espulsi dalla loro originaria parrocchia, tipo Vannino Chiti & compagnia briscola, per compiere l’inusuale cammino con i partigiani non combattenti dell’Anpi (da non confondere con Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, altra “roba”, altra “ciccia”) e finire con i dissidenti dell’ex Pci che si ritrovano in Sel e in Rifondazione, se ancora esiste.

E insieme a una cosiddetta destra che tale non è più, cioè destra.

È una compagnia bizzarra dalla quale ci sganceremmo volentieri, ma è anche real politik per chi pensa che si possa ancora affermare che il “potere appartiene al popolo che lo esercita, etc. etc.” secondo l’art. 1 di una Costituzione mai attuata e usata per fini personali e innominabili fin dalla sua promulgazione.

Una cosa è certa: qualunque sia la compagnia, se il fine giustifica il mezzo, per chi ritiene che questa larva di repubblica possa avere ancora un senso in attesa di una svolta presidenzialista che sia vera espressione della volontà popolare, tutto va bene.

Va bene anche il circolo Arci di Valdibrana [vedi Costituzione parliamone con A. Vannucci] che, per l’occasione, propone anche un titolo accattivante: “Dalla svolta autoritaria alla cleptocrazia”.

Siamo passati dai cazzotti sul tavolo e dalle “toscanacce” bestemmie alla raffinatezza verbale; alla cleptocrazia. Minchia, signor tenente!

Non sarebbe stato meglio titolare: “Dalla svolta autoritaria ai furti e alle ruberie dei nostri compagni”?

Dalla Cosituente alla Boschi
Dalla Cosituente alla Boschi: davvero un bel passo avanti!

Come sarebbe bella la presenza della “vergine dal candido manto” M. Elena Boschi a questo impegnativo consesso nel quale, uno dei tanti accademici – oggi più numerosi delle zanzare tigri – verrà a illustrare le ragioni di una scelta che è ben più importante del risultato!

Chi perderà, di lor signori, infatti, non avrà più futuro politico e il senso del voto, per questa massa informe di elettori cosiddetti di sinistra, avrà solo il valore di una resa di conti interna all’apparato degli ex comunisti, mitridatizzati (per chi non capisse: arricchiti) dai democristiani che ancora la fanno da padroni.

Non per niente le casse del bomba-Renzi e del suo staff sono saldamente in mano all’avvocato Alberto Bianchi, pistoiese “natione non  moribus”. O, forse, “anche moribus”, se qualcuno avrà la bontà di ricordare che in Italia la prima, cosiddetta repubblica conciliare, cioè Pci+Dc, è nata a Pistoia.

E qualche grullo ancora se ne vanta! Mentre i giovani nemmeno sanno di cosa stiamo parlando, purtroppo.

Eccoli qua i nostri... personaggètti del De Luca crozziano
Eccoli qua i nostri “personaggètti” del De Luca crozziano

Cleptocrazia: bel termine. Dentro ci sta tutta questa repubblica di ladri e di grassatori che i Robin Hood della politica locale, a parole, dicono di voler cambiare.

E mentre questi fessacchiotti, che voteranno , altrimenti il bomba-Renzi li castra tutti, continuano ad apparire e a blaterare, tutti proni e genuflessi dinnanzi al ras della Regione, il rosso-Rossi, quello del buco dell’Asl di Massa da quasi mezzo milione di euro che si mormora si candiderà alla guida del suo partito lasciando il governo della Regione alla signora Saccardi, lei che sembra un caporale dell’esercito prussiano (absit iniuria verbis!), noi ci ritroveremo a votare no con l’inedita e variegata compagnia di cui sopra. Una vera “armata Brancaleone”.

Lo faremo volentieri perché la vicinanza del popolo non ci infastidisce, anzi, ci rassicura.

I salotti radical-chic, pieni di mezze bagasce e di eunuchi del corretto pensiero, ci facevano schifo allora come oggi.

Meglio il profumo delle pecore che il puzzo delle vacche!

[Felice De Matteis]

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2 thoughts on “io voto no. MEGLIO IL PROFUMO DELLE PECORE CHE IL PUZZO DELLE VACCHE!

  1. Anch’io sono imbarazzato, per motivi senz’altro diversi da quelli segnalati da Felice, ma ci passo sopra senza problemi per attenermi al merito ed al concreto di questa proposta di riforma. Me la sono letta attentamente ed ho visto che fa veramente acqua da quasi tutte le parti (cercherò di parlarne in dettaglio in un successivo e più esauriente articolo, se il direttore vorrà ospitarmi).
    Dirò di più: se uno ha la pazienza di leggerla senza abboccare alle bugie, alle panzane, agli slogan superficiali e sciocchi di certi fautori del SI (vero on. Maria Elena Boschi, tanto per fare un solo nome?) trova subito da sé cento e più plausibilissime ragioni per votare NO.
    Quanto alla compagnia, per quanto mi riguarda, so benissimo che anche Daniela Santanché, tanto per limitarsi a questo personaggio, vota NO. Ma in casi come questi, la cosa migliore rimane sempre seguire il consiglio a suo tempo dato dal grande Indro Montanelli: “Turarsi il naso”.
    Piero Giovannelli

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