irrefrenabili. GLI STRUGGIMENTI (ASSURDI) DELLA SINISTRA AGLIANESE

Appelli all’unità, al santo ritorno al potere, al salvataggio del popolo dalle sgrinfie della destra cattiva: ma nessuno che si batte il petto per aver ridotto Agliana a quattro zampe. Insomma, la dignità dov’è tornata di casa?
Guido Del Fante è perplesso e non capisce

AGLIANA. Il caldo non molla, ma anche noi non potremo lasciare cadere nel vuoto lo struggente e irrefrenabile – ma anche ipnotico e prevedibile – appello di Guido Del Fante sulle attività programmatiche del centro sinistra che inizierebbe – con la bocca di fiele – a parlare di elezioni regionali del 2020.

Ci sembra di rileggere l’intervista, azzeccata a posteriori, di Marco Giunti sulla disfatta di Agliana, liberata dal centro destra da 74 anni di prevaricazione sistematica sul territorio da parte della sinistra della democrazia.

È struggente e davvero “teneroso” (petalóso ci fa schifo perché piaceva a Renzi) l’appello dell’attivista Guido Del Fante: già segretario locale del Pd, oggi attivista motivato e convinto praidista (toscano), leuista, boldrinista, genderista, apriportista (e tanta altra roba con “ista”, ma non certamente fassista)  confluito nella lista civica Agliana Insieme con le due icone (nel medioevo si chiamavano Madonne, oggi, con il fanatismo antisessista, ci consiglia l’uso di massima prudenza terminologica) Eleanna Ciampolini e Lucia Salaris: due generalE (plurale di generalA, sennò la Boldrini ci potrebbe anche querelare…).

Madonna Luisa, faceva crescere il fatturato della già, sua cooperativa (dove lavorava)

Chi scrive, può vantarsi di avere fatto uscire dai gangheri entrambe, che l’hanno pubblicamente lamentato, rivelandosi così nella loro condizione di chiara percezione della pre-capitolazione del 10 giugno.

Guido si duole, su La Nazione, del metodo, ma i piddì non si preoccupano affatto del merito della sconfitta: nell’appello il ducetto rosso s’incanisce contro il sacro principio democratico dell’alternanza: “Agliana”… dove purtroppo la destra ha vinto” e questo fa scandalo e non piace ai sinistrorsi (con rispetto per il caro M49).

Daniela Ponticelli dirigeva se stessa e veniva pagata come addetta-stampa e al contempo portavoce del direttore generale Abati. Lo sapevate? Niente conflitto d’interessi, vero? Era automaticamente assolta dal PD?

Guido (ma lui parla anche per le altre due madonne), invoca temi attuali e concreti: ambiente, sanità e mobilità.

Appare però ridicolo, ai nostri occhi, che abbiamo l’archivio pieno di scandali e malversazioni dei sistemi di gestione, assicurati negli anni dalle amministrazione demokrats.

Dov’era Guido quando l’Eleanna approvava il raddoppio dell’impianto di via Tobagi? E che cosa ne pensano, loro, della occupazione militare delle Usl (la vicenda della collega Daniela Ponticelli, dirigente di sé stessa ne è la prova concreta) da parte del Pd con meno medici in corsia e più stipendi a yes-man dirigenziali?

E lo sa, il terzetto leuista, che la riduzione del traffico urbano impegna l’amministrazione a provvedere a revisioni urbanistiche strutturali, con piste ciclabili sicure e diffuse ad oggi inesistenti? Vogliono forse impegnare la Regione Toscana a delle riorganizzazioni strategiche nei servizi pubblici, mai viste e pensate prima?

La sinistra si preoccupi di sanare il marcio che ha causato negli ultimi lustri, diciamo quattro, incominciando dal pesante danno di immagine dell’affaire Nesti-Goduto, passando per i 33mila euro versati a Luigi Egidio Bardelli dal Magnanensi, per gli altrettanti 33mila euro versati dal commissario Rino Fragai alla società r.l. Anci Innovazione, i danni del Comandante Nesti per le questioni dei motorini sequestrati, comprati per 13.200 euro e demoliti, oppure – non vorremmo annoiarvi – per i circa 15mila euro di polizze assicurative versate a vuoto a favore di Unipol, il danno erariale per la questione Campanelli, il regolamento di Pm associato (e fallito), il ponte cavalcavia autostradale di via Matteotti, o il clamoroso affaire di Pane & Rose di un’altra madonna, la Luisa Tonioni, in pieno conflitto di interessi quale assessore all’istruzione, robetta da appena 160mila euro spillati abilmente, dalle tasche dei cittadini aglianesi. La finiamo per sfinimento, ma ce ne sarebbero altrettante da tirare fuori, solo per gli ultimi due lustri di Pd.

Guido Del Fante – La Nazione 17.8.19

Una vergogna, Guido! Altro che “uscire dal letargo” e “non ci deve spaventare il confronto e le urne, con il giudizio popolare”. Non avete neppure un briciolo di faccia: tra tutti dovreste vergognarvi e portare le scuse alla cittadinanza intera non in consiglio comunale, ma in piazza Gramsci e poi chiedere anche la benedizione a don Tofani, vostro cristianissimo sostenitore.

Abbiate il pudore del silenzio e del “basso profilo”, dopo le vergognose gesta dei vostri correligionari che oggi compaiono in pubblico atteggiandosi a perseguitati dalla sfortuna, mentre sono semplicemente stati epurati per le loro malefatte, in modo democratico, nient’altro, con un differenziale del 2%.

Anche in Regione, la poltrona di Rossi balla: ci sono tutti presupposti perché si verifichi un altro miracolo con una santa e salutare cacciata.

È l’alternanza, bellezza!

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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