italia viva. VENITE, ADOREMUS! DA PISTOIA RENZI FARÀ RIPARTIRE IL MONDO

E oggi alle 16, al Nursery Campus di Vannucci Piante, c’è da aspettarsi più «sardine» di quelle di ieri a Bologna. «La nerissima (poi rossissima) Pistoia, fatta provincia dal Duce, ha più mani in pasta di quanto un comune mortale possa pensare in un sogno di una notte di mezza estate»

 

Arrivano i salvatori del mondo e iniziano la marcia su Roma da Pistoia

VIVA RENZI E ITALIA VIVA
E A PISTOIA IN MAN LA PIVA!


Renzi a Pistoia è di casa anche in via Ciliegiole

 

PISTOIA. Di prima mattina, c’è già qualcuno che mi manda la foto di una pagina della Nazione, sulla quale Luigi Caroppo ci racconta che oggi sarà gran festa in paese – come cantava Battisti – ma non per questo si brucian le chiese, no, no, no.

Meno male che oggi è il 17 novembre, un numero che porta male: e quindi perché non sperare, senza mezzi termini, che l’operazione dell’Italia Viva finisca come merita? Una bella sepoltura nella laguna ad acqua alta di Venezia: non costa nulla e si elimina un problema per questa nostra non-repubblica; quello dell’arrembaggio al potere.

Tutti questi personaggi che hanno governato – e malissimo – il nostro presente e che hanno messo in dubbio e serio pericolo il futuro dei giovani (governi non eletti, postcomunisti non-comunisti, ma cattocomunisti distruttivi e traditori dei compagni come Renzi con Letta, grazie a quel trafficante di Napolitano e, a seguire, di quell’inaffidabile di Mattarella – del resto nomen= omen, anche il cognome ha un senso); tutti questi personaggi, per essere sopportati, richiedono dosi massicce di Gaviscon ad evitare fastidiosi bruciori di stomaco.

Quanto alla Saccardi, la conosce bene la gente della Montagna Pistoiese: successorA di quel brav’uomo di Marroni e inflessibile nel portare al lumicino la sanità toscana, il suo interesse sarà solo quello di “renzificare” in toto una regione che al tempo dei Medici e di Lorenzo era l’ago della bilancia della politica europea, mentre oggi, con tutti i cervelli in tempesta che si ritrova, è l’ago per l’iniezione letale dell’eutanasia dei toscani. A meno che la gente non si sia talmente rotta i coglioni  dei vari Renzi/Rossi/Saccardi Gate da mandarli drittti dritti a defecare altrove.

Stefania Saccardi regolerà il traffico [Controradio]
Personalmente me lo auguro, senza mezzi termini, per i pochi anni che mi restano e per i molti che toccano ai ventenni sciagurati di oggi, somari di una scuola che non insegna nulla e vittime di una politica che, potendo, spaccherebbe – come facevano i neandertaliani – le ossa dei loro consimili per succhiargli il nutriente midollo.

Una volta, nei mei verdi anni, chi lavorava per La Nazione era, da sùbito, un fascista. Oggi non c’è questo pericolo: chi lavora per La Nazione oggi è un comunista; e basta vedere cosa passa, da mane a sera, sulle pagine di quel QN lì: sarà sufficiente citare la storia (su cui tornerò più che volentieri) dell’esimio dottor Luigi Egidio Bardelli, Cavaliere della Luce (e soprattutto di Tvl). Ma questa è un’altra storia.

Oggi, 17 novembre, Renzi riparte da Pistoia perché – teste Dante – questa città-sarcofago è «degna tana» anche per lui: la sua avventura è partita da Pistoia e dalla Festa dell’Unità non tanto santomatica, quanto fantomatica. I quattrini leopoldini sono nati qui vicino, nell’orto degli zecchini d’oro di Pinocchio, fra politici piddìni, demokrats e grembiulini.

Perché, checché se ne dica, la nerissima (poi rossissima) Pistoia, fatta provincia dal Duce, ha più mani in pasta di quanto un comune mortale possa pensare in un sogno di una notte di mezza estate.

Licio Gelli [www.iltempo.it]
L’inciucio democristian-comunista tra banche e fondazioni, con l’apporto massonico locale ed oltre, ha sempre funzionato bene, a quanto pare, a Pistoia: almeno fino quando non è scomparso Licio Gelli che – a mio parere – conoscendo i segreti più segreti di tutti, teneva (è una mia convinzione e come tale è legittima e immodificabile) tutti in mano e al contempo alla dovuta distanza: e tutti i pistoiesi (senza esclusione), a quanto mi fece intravedere lui stesso in una mia mai pubblicata mezza-intervista, erano passati da lui a Villa Wanda con il cappello in mano – tanto più gli insospettabili servitori della democrazia (cristiana e non). Oserei dire che forse fu fatto cadere dalla sella della P2 solo perché poteva strizzare fin troppi coglioni.

Allora avanti tutta, oggi, a Pistoia, alle 16, al Nursery Campus di Vannucci Piante, al 116 di via Bonellina, la strada anche della sede del Pd, dove si decideranno le sorti della Toscana, d’Italia, dell’Europa, del Mondo con il messia che viene da Rignano sull’Arno.

Se Pistoia è il sarcofago che personalmente conosco fin troppo, mi va di tirare una profezia che non garberà punto, ma che è icastica su un quotidiano anche satirico come questo: in metafora l’adunata potrebbe somigliare all’evento naturale della cagnetta in calore.

La piccola, la «vergine cuccia» di pariniana memoria, protetta entro i sicuri cancelli della villa padronale, potrà godere come una pazza vedendo così tanti cagnetti arrapati e scodinzolanti, seduti  e con la lingua di fuori, in visibilio come drogati per gli esaltanti effluvii ormonici del nulla politico disperso nell’aria.

Chi si contenta, gode.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Piddìni, il can di Betto non porta fortuna!


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