ITALIANI E ‘TROMBOVIOLINATE’: CIECHI E FELICI DINANZI ALLA CRISI

Un Presidente del Consiglio dai molti strumenti...
Un Presidente del Consiglio dai molti strumenti…

PISTOIA. Tv e giornali sembrano divenuti, entrambi, una vera e propria fiera degli elogi che, direttamente o indirettamente convergono sull’operato del governo (del Bomban.d.r.), sui suoi ministri, e in definitiva tendono ad incentivarne il gradimento in maniera né velata né intelligente, creando con acume sottile e strisciante un clima e un’atmosfera sempre improntata al positivo.

Si elogiano, giustamente, gli angeli del fango a Genova, Carrara ecc. ma si tace sull’assenza pratica della Protezione Civile, del suo capo, invisibile o quasi, evitando di sottolineare la mancanza di aiuti organizzati, quelli che, a giudicare dal volume di tasse pagate, dovrebbero essere garantiti o per lo meno visibili. Lodi sperticate alla Marina Militare impegnata nelle operazioni di salvataggio dei migranti, tutte giustificate s’intende, ma nessuno che metta in evidenza i rischi e le storture di aver aperto indiscriminatamente gli ingressi a tutti.

Nessuno dice di come si stiano evolvendo pericolosamente i sistemi degli scafisti che, approfittando del nostro lassismo, di leggi che meriterebbe se non altro correggere e della crescente domanda di fuggire dall’Africa, sviluppano via via sistemi e modalità di fuga dal continente nero diversi e tali da mettere a repentaglio non solo la vita dei disperati che fuggono ma anche quella di coloro che si trovano a navigare nel Mediterraneo.

Ultima trovata: riempire di gente dei mercantili obsoleti fino allo stremo e abbandonarli in mezzo al mare in attesa che i nostri mezzi riescano ad individuarli e soccorrerli. Non c’è alcun giornalista che si sia permesso di chiedere, alle autorità competenti, come si possa riuscire a identificare persone che giungono qui da chissà dove senza alcun documento.

Tutti naturalmente si dichiarano in fuga dalla guerra, ovvero dalla Siria ma come questo possa essere accertato è un vero mistero che non sembra interessare a nessuno. Sorvoliamo sui controlli sanitari dei quali occorrerebbe sapere in dettaglio le regole e le procedure seguite, tuttora segrete, o almeno ignote alla massa degli italiani che, del resto, non sembrano chiedere lumi sull’argomento a meno che non si ammali di ebola il proprio vicino di casa.

La vicenda dei marò gestita senza mai mostrare, con evidenza, la cruda realtà della nostra lampante approssimazione, impotenza, debolezza che ha gettando e getta discredito sullo stato e sull’intero popolo italiano sbeffeggiato, è il caso di dirlo, su scala mondiale da gente che in fatto di democrazia ha tutto da imparare ma che, evidentemente ha coraggio sufficiente per ridicolizzarci impunemente.

In occasione di uno degli ultimi, corposi, balzelli pagati, qualcuno è riuscito a dimostrare, attraverso interviste mirate, che a Genova, chi aveva ancora il fango in casa, ha pagato con rassegnata consapevolezza mostrando senso civico e tolleranza pur avendo ancora i piedi nel fango. Nessuno si è premurato di intervistare chi ancora attende aiuti concreti dopo gli ultimi disastri naturali né, gli stessi cittadini penalizzati sembrano disposti a proteste energiche delle quali, se ci sono state, non si sono avute esaurienti notizie. Lo stesso dicasi per i datti economici. Un calo dei consumi dello 0,2% nell’ultimo mese viene presentato come un cenno di lieve ripresa sottacendo che questo va ad aggiungersi alle altre percentuali negative dei mesi precedenti e quindi evitando di fornire un allarmante dato globale dall’inizio dell’anno.

La psicologia della comunicazione è materia sottile e perversa, di essa, oggi se ne sperimentano gli specialisti e gli effetti devastanti esposti come siamo a gente che, per il proprio tornaconto, ovviamente, riesce a tradurre una notizia pessima in qualcosa di meno negativo, a trasmettere con toni pacati, che infondono speranza, dati che invece dovrebbero far riflettere.

Le crisi, qualunque sia la loro natura, non si vincono ignorandole ma possono essere combattute solo con la coscienza della loro effettiva misura. Da un lato quindi la malafede e il dolo di coloro che non informano o disinformano, dall’altro lo stolto piacere del popolo che pretende, accettando passivamente infedeli resoconti, di non veder peggiorato il proprio status, come se si potesse esser felici per legge.

L’ignoranza medioevale aveva la scusante dell’analfabetismo, della superstizione, della radicata sudditanza feudale; quella della società attuale non ha questi connotati ma ne manifesta uno peggiore: l’idiozia.

[*] – Lettore, ospite

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Per l’etimologia di tromboviolinata vedi http://www.linealibera.info/intensita-di-cura-al-san-jacopo-esperienza-di-riferimento-nazionale/

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One thought on “ITALIANI E ‘TROMBOVIOLINATE’: CIECHI E FELICI DINANZI ALLA CRISI

  1. Bene, sig. Fiore! Complimenti per la precisione e la capacità di osservare e mettere insieme tanti aspetti del problema, anche se posso non concordare su alcuni particolari sui quali occorrerebbero approfondimenti a parte.
    Di mio, a proposito di protezione civile e simili, ci metto un particolare a carico della Regione Toscana.
    Recentemente di questa materia delicatissima sono state chiamate ad occuparsi, fra le altre, persone scelte senza prima avere esercitato una attenta selezione per competenza ed anzi messe lì previa elargizione di Posizioni Organizzative che puzzano molto di premio dovuto a precise appartenenze sindacali, più che ad una provata competenza in materia. E non mi sembra, ovviamente, un bel modo di fare, su un argomento così delicato.
    C’è ovviamente solo da sperare che, quando sarà il momento, tutto fili per il verso giusto; altrimenti, sarà inevitabile chiamare qualcuno a rispondere…a cominciare dal sig. Presidente, detto anche, da qualcuno, il Granduca….
    Piero

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