ITALO CAROBBI, UN PADRE DELLA RESISTENZA PISTOIESE

Il Comune ha intitolato una strada a Carobbi nella zona Peep di Bottegone nell’ambito della festa della Liberazione
Una squadra di partigiani pistoiesi
Una squadra di partigiani pistoiesi

PISTOIA. Uno dei protagonisti della ricostruzione delle istituzioni democratiche pistoiesi, avvenuta quasi 70 anni fa dopo la fine della Seconda guerra mondiale e la liberazione della città (8 settembre 1944), è Italo Carobbi, nato a Pistoia il 7 ottobre 1896 ed ivi deceduto il 31 ottobre 1977, componente del Comitato pistoiese di liberazione nazionale (Cln), uomo impegnato per la pace e la libertà che trovano sintesi nella nascente democrazia.

Claudia Vicinelli, ricercatrice pistoiese, ha pubblicato un’opera sulla vita del partigiano Carobbi, edita dall’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Pistoia. Figlio di contadini, nel 1915 viene chiamato alle armi per la Grande Guerra, imboccando in questo periodo la via dell’attivismo tra le fila del Partito Comunista.

Dopo la fine della guerra viene assunto nelle Ferrovie, ma nel 1923 viene licenziato assieme ad altri compagni per aver partecipato a degli scioperi, tornando così a fare il bracciante. Nel 1924 è chiamato a dirigere il movimento comunista pistoiese, che in quel momento conta 175 aderenti sul territorio.

Nel congresso di Firenze, estate 1925, al quale partecipa Palmiro Togliatti, Carobbi insieme ad altri rappresenta la provincia di Pistoia. Nello stesso anno viene arrestato per attività di propaganda e condannato dal Tribunale Speciale a due anni di reclusione e tre anni di sorveglianza speciale.

Uscito dal carcere vive tutto il decennio degli anni ‘30 in un alternarsi di periodi di prigionia e sorveglianza speciale. Durante la Seconda guerra mondiale, il figlio di Italo viene fatto prigioniero e quindi deportato in Germania, fatto che comunque non lo scoraggia nell’impegno antifascista.

Il Comune di Pistoia ha intitolato una strada a Carobbi, nella zona Peep di Bottegone, nell’ambito della festa della Liberazione e dell’iniziativa “Un anno per far vivere la memoria” promossa dal Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane (Cudir).

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