italoputtanate. BACIO A UNA DONNA, BACIO DI GIUDA E BACIO DI GRILLI & PD

La Cassazione ha finalmente deciso su una questione capitale. «Se però i politici di una nazione che si definisce libera e democratica si inginocchiano e baciano non la bocca dei burocrati venduti ai mercati che vivono e proliferano a Bruxelles, ma…»
Kisses of Judas

Dal vaffanculo al bacio

 

Più moltiplicherete le leggi, più le renderete detestabili
Jean-Jacques Rousseau

Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia
Montesquieu


UN’AMICA mi scrive:

Stavo leggendo tra i miei aggiornamenti che la Cassazione ha ritenuto violenza sessuale il bacio sulle labbra sgradito… quindi integra il reato di violenza sessuale dare un bacio sulle labbra a sorpresa, dopo che la persona offesa ha dimostrato di non gradire le avances

La Cassazione ha così ribaltato l’orientamento della Corte d’Appello.

Quindi i signori uomini devono stare attenti quando baciano qualche donna…

La sentenza parla solo di “bacio”… e per un bacio siamo arrivati in Cassazione, quindi al terzo e ultimo grado giurisdizionale.

Non conosco il fatto, ma, messo così, è, si direbbe, un segno dei tempi. Dei tempi in cui ci si focalizza sulle caccole e si lasciano da parte le cose serie. C’è infatti bisogno di parlare di violenza sessuale – e di arrivare in Cassazione – per un bacio sgradito?

Scorrettamente, secondo la nostra abitudine, proviamo una specie di vertigine, un accenno di vomito, dinanzi a un paese che affonda ma che perde il tempo dietro a delle minchiate insofferibili. Nell’ottica moralistica radical, tutto deve essere sottomesso «all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia». E più moltiplichiamo le leggi, più il vomito cresce.

Anche i giudici della Cassazione, così accigliati, severi e parrucconi fino al punto di censurare in termini di moralismo (si decapita uno che dà un bacio a una donna nolente, ma non si fa una mazza se vicini di casa ti tormentano per anni con ogni sorta di angherie e soprusi: finché, un bel giorno, qualcuno dà di fuori e spara), hanno perso il ben dell’intelletto (ammesso che lo avessero posseduto in partenza e non fossero stati spostati al Palazzaccio per qualche interessamento delle bande cosiddette “correnti”). E magari respingono – come accade sempre più spesso – un ricorso su temi più seri perché prolisso, ma ne mandano avanti un altro perché legato alla cortigianeria del Santo Vangelo delle Quote Rosa.

Senza parole

Il tempo che viviamo è così barbaro che dimostra tutta la sua rozzezza culturale: caratteristica che, come in tutte le altre arti e mestieri, abbonda a sfare anche fra i rappresentanti della presunta indipendenza della legge.

«Pisistrato fu assai mite. Avendo un giovane, acceso d’amore per sua figlia, dato un bacio in pubblico sulla sua fronte, la moglie di Pisistrato arse di rabbia e chiese che suo marito punisse il giovane con la morte. Ma lui: se uccidiamo quelli che ci amano, cosa faremo a quelli che ci hanno in odio?».

Così ci ha lasciato detto Catone. Ma questi Catoni seriosi e severi censori perdono il tempo e si spremono le disseccate meningi su temi che trovano già abbondanti strumenti di giustizia e riparazione nel nostro codice penale tanto detestato perché fascista.

Due sganassoni e cignate sul culo a chi fa questo, non basterebbero (tanto per dire) a infliggere la giusta pena a uno che, stravolto dalla passione, rompe i corbelli a una donna (e perché non anche a un uomo, visti i diritti dei gay?) o a una lesbica che bacia una donna (sarebbe un caso impossibile?), entrambi o tutt’e tre vittime di un/a “bacione/a” a cui, poniamo, puzza il fiato perché ha denti marci o è ubriaco/a fradicio.

No: per far bene, ci vuole il sigillo moralistico del disonore, il marchio del giglio sempre presente nei romanzi storici di cappa e spada.

Ma il bacio di Giuda, quello dei traditori, dei puzzoni che fanno il contrario di ciò che dicono, dove lo mettiamo? Va in cavalleria o passa come bonus per chi lo ha dato?

Col nuovo governo d’inciucio chi ci fermerà?

Se – mettiamo – i politici di una nazione che si definisce libera e democratica si inginocchiano e baciano non la bocca dei burocrati venduti ai mercati che vivono e proliferano a Bruxelles, ma addirittura il culo, come Grillo e i suoi accoliti, che non si limitano a farlo solo così, ma che, addirittura, lo baciano anche per interposto culo del Pd che, a sua volta, bacia il culo dei brusselliani: se si verifica un fatto come questo, tutto va ben, madama la marchesa? Perché è tipico di chi esercita il potere di mezzo (cioè quello dei falsi-liberi che si fanno schiavi della finanza per succhiare, vedi Conte e Gentiloni & C.) leccare per terra dove transitano i Soros e le loro Carole? Perché loro possono pisciare in testa al popolo dicendogli, con inatteso stupore: «Toh, guarda, bue! Sta scendendo “la pioggerellina | Di marzo, che picchia argentina | Sui tegoli vecchi | Del tetto, sui bruscoli secchi | Dell’orto, sul fico e sul muro | Ornati di gemmule d’oro”»?

E noi, trattati come negri delle piantagioni del cotone, dovremmo credere a tutti questi babbuini-tromboni che scodinzolano fieri mostrando il loro culone rosa senza pudore? Ma che ci vadano loro affanculo. E tutti insieme!

Quando se ne accorgeranno, avranno le tasche piene di quattrini: ma sulla coscienza un popolo di 60 milioni di italiani venduti a degli €uroNazis dell’accoglienza.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Per quanto ancora durerà l’art. 21?
Lo aboliranno come il 18?


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