LA BASSANINI? È L’EBOLA DI QUESTA NAZIONE

La Nazione, 15 novembre 2014
La Nazione, 15 novembre 2014

PISTOIA. L’attenzione di moltissimi italiani è concentrata anche sul virus Ebola, un altro gentile regalo della mondializzazione e della globalizzazione.

Per evitare inutili polemiche, basti affermare che, costruendo con il mecenatismo d’accatto che si dilapida in Europa, quattro Ospedali tipo “gommone” San Jacopo nelle terre più povere e interessate a questo flagello, il problema sarebbe fortemente ridimensionato se non debellato.

Lo dicono “virologi”, medici e organismi internazionali; non ci dicono, però, che dietro l’assistenza ai più deboli e bisognosi si celano interessi indescrivibili e vergogne che, in fondo, ci fanno essere quello che siamo. Pistoia docet

La premessa è necessaria per poter affermare che noi italiani siamo primi in tutto, quando decidiamo di esserlo: e la legge Bassanini è la nostra “Ebola” amministrativa. Creata per “arruffianarsi” la Lega con il falso scopo di responsabilizzare i quadri dirigenti della pubblica amministrazione, mettendo invece al sicuro le responsabilità politiche – vedi Comunità Montana –, e dando loro un potere che anche a Pistoia (vedi il recente caso di appalti sul verde pubblico “motu proprio” di un dirigente interno al Comune: qui, qui e qui) è molte volte mal gestita, non per reconditi fini, ma solo per conclamata incapacità, rendendo però la politica “incolpevole” nel concetto variamente interpretato e criminalmente applicato del “poteva non sapere” o nel “non poteva non sapere” a secondo del “soggetto” interessato.

Avrete certamente compreso e se mai qualche dubbio vi resta, quando non si sa più dove appellarsi, un Licio Gelli, classe 1919, è sempre pronto all’uso: un usato sicuro.

La Nazione del 15 novembre u.s. ci informa che la quasi totalità dei dipendenti della Prefettura di Pistoia è sotto indagine per assenteismo con un danno erariale, cioè a scapito nostro, di circa 5.500 €.

I signori inquisiti corrono un grave rischio perché, come tutti sanno, l’azione penale è obbligatoria, specialmente quando questa applicazione fa comodo: non lo è quando sentenze della Repubblica Italiana, in vari gradi di giudizio, confermano l’assoluta inesistenza di un ente che però continua a essere foraggiato con pubblico denaro (Bardelli – Sentenza Roma).

Il Tirreno, 09 maggio 2014
Il Tirreno, 9 maggio 2014

Diciamolo francamente, la diagnosi attuale è infausta: a tal punto che ci si può permettere di dare lezioni su tutto lo scibile umano, financo su la Costituzione Italiana o sui Paralipomeni alla Batracomiomachia, solo se si è parte di quel gruppetto del vecchio e sgualcito extraparlamentarismo di sinistra che andava a tirare molotov, come ha ammesso “baffino” D’Alema (ma una sola, eh!) o impegnarsi in comizi e cortei “pacifici”

per poi approdare ai vertici di aziende pubbliche, dimentiche, lor signore/i, di quando contestavano il potere, fresche/i del Liceo dell’obbligo e del mal interpretato Dante Alighieri e del suo “Le mani alzò con ambedue le fiche |gridando: togli, Iddio, ch’a te le squadro!”, ma ben consapevoli che in questo canto si parla di ladri.

Un piccolo dubbio si insinua, ovvero che un altro fumogeno, con il “caso Prefettura” sia stato lanciato e ingenuamente recepito, per intorbare ancora più “il popolo”, quello che non conta un caxxo.

Una certezza la abbiamo: le varie cosche di natura innominabile e le loro lobbies di riferimento sono in affanno; la necrosi di questo Stato è incurabile, anche loro “sono alla frutta”, non ci sono più dindi e il cannibalismo alla rosso-Rossi che vuole mangiarsi i dirigenti che lui stesso ha creato ne è una prova.

Disfattismo? Lo vedremo e comunque la meglio vecchiaia e la meglio gioventù, cari signori, è pronta!

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One thought on “LA BASSANINI? È L’EBOLA DI QUESTA NAZIONE

  1. Egregio,
    mi permetta di dissentire in parte sulle sue affermazioni.
    La Legge Bassanini non è una cattiva Legge, almeno all’inizio ha funzionato. E’m quello che è successo dopo che è inquietasnte, ma pochi se ne sono accorti, soprattutto tra coloro che non vivono in prima persona la cosa pubblica e non conoscono come realmente stanno le cose.
    All’inizio i dirigenti, inamovibili, sottoposti solo alla legge, si assumevano le loro responsabilità anche mettendosi “contro” i politici.
    Poi, piano piano, la politica si è ripresa il controllo della cosa pubblica. Come ha fatto?
    Con i dirigenti assunti a contratto, così se non fai ciò che voglio io politico, non ti confermo!;
    Con i contratti di lavoro dove il politico “nomina” di volta in volta il dirigente (e chi meglio di chi ci asseconda?);
    Con la determinazione di una parte importante economica del contratto da parte del politico (se fai ciò che voglio hai tanto, altrimenti poco), leggasi indennità di posizione e di risultato, mercificati dalla politica come “meritocrazia”;
    Lo stesso per i funzionari titolari di PO, defenestrati se non in linea con il “volere del potente di turno”.
    Cioè la politica ha creato le condizioni per circondarsi da una manica di “yes man”.
    Il dirigente bravo non serve, perchè “ti mette i bastoni tra le ruote”, meglio uno mediocre, ma asservito al potere.
    Questa è la realtà.
    Se non si torna al dirigente/funzionario inamovibile al servizio della Nazione e non del “politico”, poichè l’inamovibilità è l’unicità dell’emolumento economico tolto dalla discrezionalità, che spesso sfocia in arbitrio,che sono la sola garanzia di imparzialità, la china sarà sempre più in discesa.
    E mi dispiace vedere che il “popolo” si è lasciato cullare dall’idea dei “dirigenti” licenziabili, che è servito solo a creare le condizioni per avere una categoria di “ricattabili” a discapito della trasparenza e del bene comune.

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