la battutaccia. TI C’HO NEL CUORE MA TI VO NEL Q

O cittadin, che da Quarrata vieni: fermati e ascolta me che t’ho da dire,
sinceramente, e senza in bocca freni, cose che ti faranno impallidire.
Son suoni lacrimosi e tutti pieni di sospir che farànnoti soffrire.
E mentre ancor dell’acqua a patir stai, guarda il Romiti: ride – e in culo vai!


Che miele, che miele… Ma è burro tra le mele?


TIENI LA BOCCA CHIUSA, TE NE PREGO,

CHE NON CI NASCAN I BACHÌN DA SEGO!


 

I buoni compagni della canonica comunal-chiesastica hanno pensato alle popolazioni amministrate e alle loro sofferenze per via del trabocco della Fermulla.

Dopo più di trent’anni di pacchi, ora arriva il pacco di Natale, quello della consolazione: i generi alimentari in distribuzione al polo tecnologico. Tutta roba donata dagli uomini di buona volontà, frutto della generosità di tutta Italia e dello stesso sforzo dell’amministrazione: la medesima che, dagli anni 90 ad oggi, ha fatto cementificare il Montalbano a gente arrivata a corsa solo a far guai con muri, cancellate, abusi edilizi e troiai di ogni sorta anche lungo i corsi d’acqua.

Ed è particolarmente confortante vedere le letterine spedite ai cittadini con cui si annuncia la vicinanza (il procuratore capo di Pistoia, Tommaso Coletta, direbbe «prossimità sociale») alla cittadinanza rovinata dal dissesto idrogeologico causato e voluto dalla vendita dei condoni e dei permessi a costruire, grazie a certi solerti dipendenti degli uffici tecnici comunal-comunisti. Gente tutta, infine, protetta dalla stessa procura inquisitrice.

Ma mentre l’anima dei politici è tutta a stringersi al petto di chi ha avuto danni e guai dovuti all’amministrazione scriteriata dei benefattori rossi; i loro corpi, molto più concretamente, sono tutti protesi verso il posteriore orifizio del popolo. Perché…

Chi mòre giace e chi resta pappa e tace!

E pappa sia l’assessore abusivista, che porta avanti la lotta agli abusi – ma solo degli altri –, Simone Niccolai, che non ha ancora capito che non può portar la fascia da sindaco (specie se la nappa gli sventola sui coglioni); sia quel bravo ragazzo del Romitino, apriporta santonovino.

Un puercolo un po’ ambiguo, dato che va alla Toscana in bocca e al popolo in culo (non è una parolaccia, visto che in lingua Zulu, Dio si dice, appunto, Unkulunkùlu).

Godi, allora, popolo! Chi ti vuol bene t’è vicino (anzi… dentro)!

Folgóre da San Carmignano
Poeta zotico & villano
[redazione@linealibera.info]


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