LA CITTÀ DI TUTTI, LA CITTÀ DI CHI

Il Tirreno, 2 febbraio 2015 - Ceppo
Il Tirreno, 2 febbraio 2015 – Il Ceppo

IL FALLIMENTO del comunismo non è stato solo un inarrestabile sfarinamento ideologico: è stato, in primis, una cancellazione culturale totale iniziata da quando i compagni cominciarono a far marameo a Gramsci e alle persone serie come lui, andando in tasca al rispetto dello studio e della scienza.

Dopo aver belato per tutto il secolo scorso sulla necessità irrinunciabile dell’interpretazione della vita in base a stretti criteri marxo-storicistici non emotivi, èccoli qua, i ‘comunisti’ di oggi (la mentalità è quella della meraviglia trionfalista, la sostanza quella dei poveri paria che non sanno leggere una riga di storia passata per capire il presente…) èccoli qua ad affacciarsi sulle piazze rosse dell’oggi (i megaprogetti dei compagni che comandano e sciupano soldi e persone realizzando piramidi in tutti gli angoli del mondo tranne che in Egitto) per applaudire la grandeur di chi, l’Italia, l’ha resa povera in canna, stracciona, senza una lira e “lavapanni alla gora” dei non-più-compagni tedeschi della Ddr, aguzzini, oggi, mutatis mutandis, della finanza e dei ricchi a sfare.

Mi si rizzano i capelli (i due o tre che mi restano) a ripensare, anche per un istante, al danno che la politica rossa dei comunisti toscani ha fatto a Pistoia. A cominciare dall’area ex-Breda, la più grande presa di culo del secolo (guardatela com’è e legatevi una macina al collo per gettarvi nei Laghi Primavera, se non direttamente al Campo di volo quando una piena inattesa dell’Ombrone lo sommergerà e con esso il San Jacopo), fino alla, ora osannata, riedizione dell’Ospedale del Ceppo: fiore all’occhiello dei neo-comunisti-demo-cattolici-renzian-mattarelliani etc.

Ci faranno negozi, strombettano. E negozi per chi, scusate? Dato che il centro s’è svuotato come il guscio di una capasanta? E che ci venderanno dentro? La miseria di chi non compra? E nel frattempo, con il nuovo San Jacopo e tutta quella massa di fesserie che è venuta dietro al project financing, per vent’anni pagheremo, tutti, più di mezzo miliardo di € di affitti e altro.

Levate i filosofi dalla guida dello Stato! Levateci anche i professori universitari, gli avvocati e i medici! Mandàteci le massaie che ogni giorno devono fare la spesa alla Coop, alla Conad, all’Esselunga, ai discount più tirati, a Panorama, dove spariscono le macchinine dagli incarti poi accuratamente nascosti dietro lo scatolame degli scaffali!

Antonio Gramsci
Antonio Gramsci

E fàtela studiare, la storia (ma senza abbuoni e senza una scuola che passa tutti), ai giovani che, invece, vengono presi in giro. Fàtelo perché capiscano che i politici, per lo più, prendono il popolo per il culo e si fanno gli affari loro. Perché comprendano che, come giudici costituzionali, questi politici-professori dicono che abbiamo un Parlamento illecito, ma, se designati da quel Parlamento illecito, vanno a fare i Presidenti della Repubblica con l’aura di Padre Pio e il sorriso francescano sul volto a cui manca solo l’espressione dell’estasi di Santa di Teresa!

Smettete di sognare! Perché gli ultimi risparmi finiranno, a forza di Renzi e di tasse. E i pistoiesi si troveranno (tutti i bravi pistoiesi che hanno studiato sin qui la storia) con le toppe al culo; con una ex Breda vuota come il deserto; con una Breda svenduta ai cinesi che ci faranno costruire lanterne rosse, ma dai loro connazionali senza articolo 18; con un bell’ospedale nuovo che affonda e con un vecchio, storico ospedale pateticamente pieno di mercatini delle pulci e di negozi con i vetri di cristallo lerci di polvere e i cartelli affittasi, ma vuoti e trasformati in emblema dell’umana stupidità.

Oggi Rossi e Bertinelli pregano, verso la massa china sul tappeto, dai minareti dalla Mecca di Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10, Firenze.

Date retta: levate i filosofi dalla guida dello Stato! E metteteci le massaie. Anche se è già troppo tardi, faranno senz’altro meglio di loro.

 

OSPEDALE DEL CEPPO DI PISTOIA

ACCORDO REGIONE-COMUNE SULLA SUA DESTINAZIONE

 

Il lavatoio ci attende...
Il lavatoio ci attende…

FIRENZE. È stato definito l’accordo di programma per la rigenerazione dell’ospedale del Ceppo, il vecchio presidio ospedaliero di Pistoia.

Il presidente Enrico Rossi, l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni e il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli illustreranno i contenuti dell’accordo nel corso di una conferenza stampa che si terrà domani, lunedì 2 febbraio, alle ore 13, nella Sala stampa di Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10.

[scritto da lucia zambelli, domenica 1 febbraio 2015 alle 12:49]

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11 thoughts on “LA CITTÀ DI TUTTI, LA CITTÀ DI CHI

  1. speriamo che il sindaco riferisca in consiglio comunale che, se non sbaglio, c’è proprio oggi pomeriggio. Appunto la minoranza della maggioranza aspetta una buona ragione per restare o andare…

  2. Non entro nel merito dell’articolo.

    Dichiarandomi orgogliosamente comunista, voglio solamente affermare che mi sento particolarmente offeso dal sentirmi equiparato politicamente a questi politici borghesi considerati ancora eredi di Gramsci.
    È un errore storico e politico considerarli tali solamente per il fatto che, fino a qualche anno fa, facevano parte di partiti che del tutto impropriamente si definivano comunisti.

    Capisco l’accanimento politico contro certi personaggi (che, ovviamente da sponde opposte, comunque condivido), ma per rivolgersi a loro usate qualunque altro termine che non sia comunista.

    Mario Capecchi – Partito Comunista dei Lavoratori – Pistoia

    1. Caro Capecchi,
      mi dispiace che la veda così. In fondo il termine comunista non ha il copyright e può ben essere liberamente usato anche nei confronti di coloro che hanno fatto più danni della grandine per finire fra le braccia dei Dc e dei tedeschi…
      Si consoli, però, del fatto che qui, su Linee Future, lei può dire quello che vuole e che crede, in piena libertà. E senza che nessuno di quegli pseduo-comunisti la castri o la censuri.
      Cari saluti.
      Edoardo Bianchini

  3. Caro Bianchini
    dissento profondamente da quanto lei afferma circa l’uso del termine “comunista”. Lei non può ridurre quel termine alla semplice etimologia che può chiamare in causa le più diverse origini e dunque prestarsi a diverse interpretazioni.
    Qui si parla inequivocabilmente in termini politici riferendosi ad un periodo di tempo ben riconoscibile e individuabile. Con queste chiare caratteristiche, valga per tutti e a puro titolo di esempio, il “Manifesto del Partito Comunista” di Marx ed Engels del 1848.
    Su quelle radici e su quei contenuti è ovviamente legittimo dissentire (magari portando argomenti non ideologici ma concreti) ma senza ridurre il tutto ad una questione semantica o comunque astratta.

    Evidentemente, tutti “coloro che hanno fatto più danni della grandine per finire fra le braccia dei Dc e dei tedeschi…” come lei descrive quell’accozzaglia di farisei (l’elenco dei loro misfatti – politici, sociali, economici, morali, ecc. – è lunghissimo), si sono sentiti autorizzati e legittimati a farlo – sotto le mentite spoglie di comunisti – per un malinteso, o meglio, per quel falso ideologico cavalcato da lungo tempo dallo stalinismo e al quale, per motivi opposti ma comunque opportunisticamente complementari, la politica (con la p minuscola) si è adeguata.

    Le do comunque atto a prescindere che, a differenza di altri organi di stampa locali, mi dà la possibilità di esprimere le opinioni e le ragioni del PCL.

    Ricambio i saluti.

    Mario Capecchi

    1. Fra i commenti sono compresi anche i collegamenti ipertestuali ad altri articoli. Il programma di editing li legge così. Noi, contrariamente ad altri giornali, non tagliamo niente e non facciamo censure.

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