LA CRISI, LA MUSICA E I MUSICISTI

Ferruccio Scorcelletti e Emiliano Degl'Innocenti
Ferruccio Scorcelletti e Emiliano Degl’Innocenti

PISTOIA. Quando la crisi sferra i suoi attacchi più duri obbligando molti ad inginocchiarsi, i musicisti si alzano. E si mettono a suonare. È vero, il riverbero è epico, ma in realtà la sostanza è proprio questa. Lo spunto lo prendiamo dai mercoledì del Mèlos, il locale di Pistoia di via dei Macelli, le jam session del Mèlos, che rappresentano, da quando sono nate – nel settembre dello scorso anno – il dovere di non darsi per vinti, la voglia di stare ancora insieme, la resistenza. Come ieri sera, come tutti i mercoledì, del resto.

“Abbiamo deciso di riprenderci la nostra vita che è soprattutto la musica – raccontano Ferruccio Scorcelletti e Emiliano Degl’Innocenti, due musicisti pistoiesi che sono l’anima di questa iniziativa, che si è fatta idea ed è diventata rassegna –. Lo abbiamo fatto in un preciso momento, che è quello che stiamo vivendo, un periodo delicatissimo, dove molto sembra poter essere rimandato ad altra data, se non omesso. La pensiamo esattamente al contrario. Siamo insomma convinti che senza la cultura, e la musica ne è una delle più tangibili testimonianze, non solo si stia peggio, ma si pensi meno e male”.

Basta con l’insostenibile leggerezza filosofica: il palco del Mèlos è illuminato; le chitarre, la batteria, il basso, un sax, un’armonica e un Hammond in miniatura aspettano, coricati, che qualcuno faccia loro del male, che qualcuno li usi e ne abusi. Inizia la prima jam. Con i due promotori, Ferruccio all’armonica e alla chitarra acustica, Emiliano alla chitarra elettrica, ci sono anche Ninja alla batteria e Luca Capecchi al basso. In sala, la gente, che ha aspettato fuori fino all’ultimo per potersi gustare boccate di nicotina, entra e si accomoda. La maggior parte di loro è composta da musicisti: si sono iscritti alla serata per tempo; succedeva così quando il Mèlos era gestito da Cscs, succede ora che il locale l’ha preso in gestione l’Associazione Pantagruel. La musica, per fortuna, è rimasta la stessa, senza etichette, ma con la solita, identica, passione.

Due aspiranti musicisti in ascolto
Due aspiranti musicisti in ascolto

“Abbiamo fatto un investimento umano e stiamo già maturando gli interessi – aggiungono i due pionieri delle jam session al Mèlos –. Quando siamo partiti con questi appuntamenti fissi del mercoledì abbiamo avuto il dubbio che ci fossimo costruiti la nostra nicchia e che tutto servisse a soddisfare solo le nostre esigenze musicali, prima che artistiche. Per fortuna, sulla nostra lunghezza d’onda ci si sono messe immediatamente un sacco di altre persone e il mercoledì, il Mèlos, è diventato un punto nevralgico di incontro, e non solo per noi pistoiesi; arrivano da Firenze, Lucca, Prato e zone limitrofe, per suonare. La padrona indiscussa è la musica, ma anche l’aspetto umano, è valorizzato al meglio, gli incontri e gli scontri, le contaminazioni, le crescite, la palestra”.

Credevamo che il termine palestra venisse usato metaforicamente. Poi, però, quando abbiamo visto entrare in sala marmocchi accompagnati dai loro genitori e dai loro strumenti, abbiamo capito quanto la definizione fosse appropriata.

“Ci sono una miriade di atmosfere che possiamo consegnare alle generazioni successive alla nostra – concludono Ferruccio ed Emiliano –. possiamo lasciare loro in dote lo zapping televisivo e quello che passano i vari conventi iscritti nel tubo catodico; possiamo affidare loro il virtualismo dei social network o possiamo coinvolgerli nell’amore e nella passione per le arti. Noi abbiamo scelto quest’ultima opportunità: non sappiamo se sia la migliore, ma è quella nella quale in cui abbiamo sempre creduto, in cui crediamo e in cui non smetteremo di credere”.

[foto di luigi scardigli]

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One thought on “LA CRISI, LA MUSICA E I MUSICISTI

  1. Al cospetto di ogni nota suonata un miracolo ha costantemente la possibilità di compiersi.
    Quando succede, tutti ne siamo artefici, anche se non tutti consapevoli. Ogni tanto intravedo un merito in più, quello di costruire un messaggio, di custodire in parole rubate al sonno e alla stanchezza il proprio commento alle note suonate, o alle battute recitate, per metterlo a disposizione di tutti. Un personale inchino all’ arte e agli artisti, nel viavai delle troppe parole lanciate all’aria, ma senza contenuti.

    Grazie Luigi.

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