LA DEMOCRAZIA SOVIETICA E LE LACRIME DI SIMONA

Simona Laing, democraticamente esclusa
Simona Laing, democraticamente esclusa

PISTOIA. “Quando si prende uno schiaffo, si può discutere all’infinito sui motivi che hanno spinto quella mano ad offenderti; ma il dato inconfutabile è uno solo: hai preso uno schiaffo”.

C’è poco da obiettare sulla sostanza del discorso con il quale, oggi, sabato 11 aprile, in tarda mattinata, alla libreria Lo Spazio in via dell’Ospizio a Pistoia, Simona Laing ha aperto la conferenza stampa da lei stessa indetta nella tarda sera del giorno precedente in merito all’esclusione (sofferta) dalla lista del Partito Democratico alle prossime regionali.

E che sia trattato di un dolore, di una coltellata, come ha testualmente detto la Presidente di Far.Com., non ci sono dubbi: le lacrime, seguite ad un nodo che le si è formato alla gola, hanno preso il sopravvento; un rumoroso, seppur breve, scroscio di applausi – regalàtole dalla saletta della libreria piena di compagni curiosi di vedere dove voglia arrivare questo partito, ma anche di sindacalisti, soprattutto della sanità, che salutavano con piacere una candidatura tanto competente – le ha riconsegnato la serenità per continuare a raccontare, a colleghi e tantissimi presenti, come sono andate le cose. Dei vertici del partito, non fosse stato altro per curiosità, nemmeno un galoppino. Anzi, qualcuno c’era, ma con troppo fondotinta!

“Non mi sto permettendo il lusso – ha così esordito Simona Laing – di sindacare la mia esclusione, anche se, nel dettaglio, ho parecchio da ridire, soprattutto pensando a quelle benedettissime primarie che a volte sono indispensabili e altre, superflue, perché ci pensa il partito, da solo, ma anche in relazione ai requisiti sbandierati dal partito, che sono la competenza, la pluralità e la territorialità, tre elementi sui quali ho ben poche lezioni da prendere e molte da dare, anche e soprattutto dalle candidate che mi sono state preferite, condotte alla mia eliminazione da Caterina Bini, renziana d’occasione. Datemi i vostri indirizzi mail e vi invierò la telefonata che ho avuto, qualche giorno fa, da un esponente renziano del Pd pistoiese: non faccio nomi, ma men che mai misteri.

“Sono una renziana della prim’ora – ha aggiunto la Laing –, appoggiata, in questa corsa che non mi è stata fatta fare, anche dai civatiani; una renziana che ha messo a repentaglio la propria carriera professionale, qualche anno fa, quando decisi di concorrere per la candidatura a Sindaco proprio di Roberto Bartoli. Perse Roberto e perdemmo tutti noi che lo caldeggiavamo, ma perdemmo con l’onestà dei numeri democratici che dettero ragione a Samuele Bertinelli che, una volta divenuto Sindaco non solo mi ha rinnovato l’incarico in Far.Com., ma mi ha addirittura scelto come Presidente. Sono una renziana che inizia ad avvertire disagio nei confronti di Renzi, che dovrebbe forse lasciare la segreteria del partito, che ha perso di vista; e concentrarsi sulla politica da primo ministro, che non riesce ancora a metabolizzare a dovere”.

La schiettezza dei numeri è dalla parte della dottoressa Laing, perché come sancirà la prossima settimana a Ferrara l’Unione Farmaceutica, i dati di Pistoia, tra costi, ricavi e implementazioni, sono i migliori su scala nazionale, un en-plein di giudizi sui tre dati di analisi che confermano come una sana e professionale conduzione trasformi la macchina pubblica in un apparato più che efficiente, dove si riducono costi, esuberi, sprechi e si premiano gli addetti ai lavori con incentivi.

“Sono stata Presidente della Circoscrizione 3 – ha continuato a raccontare ai numerosissimi presenti Simona Laing – per poi entrare in Consiglio Comunale, dove sono stata eletta Presidente della Commissione Cultura: l’ho fatto all’interno del Partito Democratico, un’indispensabile gavetta fatta di volontariato, studi, sacrifici, abnegazione, un credo cieco e indiscriminato per la comunità, che è quella di Pistoia, dall’osservatorio privilegiato del Pd, che è la mia casa, nella quale mi riconosco fino in fondo, almeno fino a ieri sera”.

Simona Laing, icona della democrazia del Pd
Simona Laing, icona della democrazia del Pd

Il suo cellulare, infatti, in tarda serata, dopo la burrasca del tramonto, è squillato: nessuno dei suoi a rincuorarla, a ringraziarla per aver animato in modo così vibrante i preliminari che altrimenti sarebbero stati, come tutto quello che appartiene alla politica, agonizzanti. Dall’altra parte, un leader di un partito che le chiedeva la disponibilità a candidarsi con loro, a scapito di chiunque altro da sacrificare.

“La forma ha il suo valore – aggiunge Simona Laing –. Sarebbe stato completamente diverso se al termine del voto, quando dopo il mio nome sessanta iscritti al Pd hanno rivolto verso il basso il pollice, vincitori e loro delegati mi avessero ringraziato per la sana competizione messa in atto all’interno del partito, facendomi sentire una risorsa, e non certo una nemica, che continuerà a battersi per la sanità pubblica, dal pronto soccorso di San Marcello all’ospedale di Pescia, chiedendo lumi e ragioni al Presidente Rossi perché dopo il referendum sull’acqua, le cose per i cittadini sembrano essere addirittura peggiorate”.

Il resto lo sapete tutti: la triade Niccolai-Baldi-Fratoni è quella che tirerà la corsa pistoiese del Pd alle prossime Regionali.

“C’erano tre posti disponibili – incalza Simona Laing –, non capisco perché il partito abbia voluto rinunciare a una risorsa come l’avrebbe rappresentata la mia candidatura. Con Giovannelli, Logli, Trallori e in particolare con Alice Giampaoli non mi metto a confronto, perché dovrebbero lavorare dieci anni ancora, intimandomi contemporaneamente l’immobilità, per riuscire a fare la metà di quello che ho fatto io in tutto questo tempo. Ho perso, ne prendo atto e mi prendo un anno sabbatico. Torno alle mie occupazioni, alla mia famiglia e guardo, con la speranza di chi crede in un mondo migliore, alla prossime amministrative, in programma nel 2017”.

Il silenzio tombale seguito immediatamente dopo l’eclatante esclusione di Simona Laing dalle liste regionali, potrebbe interrompersi già nella tarda serata di oggi, o al massimo nella prima mattinata di domani, quando il partito, registrato l’autogol, potrebbe opportunamente ricredersi e stilare un comunicato con il quale, da buon manager, ringrazia comunque l’operato di una sua prestigiosa addetta invitandola a non spazientirsi, perché la torta della politica ha ancora parecchie fette da distribuire agli invitati.

Però occorre stare fermi e buoni e soprattutto non fare polverone; altrimenti il partito democratico si arrabbia e lo sapete tutti quanto bene e male riesca a fare il partito democratico quando ci si mette!

Grazie, proprio, alla sua… democrazia.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento