LA DESTRA SERRAVALLINA PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

Roberto Daghini
Roberto Daghini

SERRAVALLE. La destra Serravallina perde il pelo ma non il vizio. La propaganda politica messa in atto dalla sua rappresentante Elena Bardelli si commenta da sola. Spacciarsi per destra sociale, quando per sociale non hanno neppure la S. Se mettere pubblico i redditi personali dei consiglieri e aderire a un codice etico di comportamento è ideologia, noi la chiamiamo trasparenza capisco che a qualcuno questa parola può dare fastidio ma per noi è molto importante . Il registro delle coppie di fatto è solo un gesto politico per sensibilizzare le istituzioni, su un tema di grande importanza.

I cartelli turistici migliorano l’arredo urbano e sono un importante biglietto da visita del comune. Le tasse e le tariffe sono state imposte dai governi centrali e a Serravalle per la maggior parte della popolazione sono largamente inferiori a altri comuni. I casi di morosità incolpevole, sono solo uno e sconosciuto ai servizi sociali, per la mensa scolastica è pura speculazione politica, esiste un comitato genitori con la preside e il servizio mensa è ottimo. Solo un caso di un errore di scambio ha provocato dei problemi a un alunno.

Fare della speculazione di bassa lega su questi argomenti, è un vero e proprio colpo basso , tipico di una certa parte politica.

Elena Bardelli
Elena Bardelli

Per le barriere assorbenti in autostrada, da molti anni il Comune ha avviato contatti per la loro realizzazione sfortunatamente la programmazione di una terza corsia autostradale ha cambiato le priorità della società autostradale. La signora Bardelli sul sociale è di memoria corta, dimentica che in consiglio comunale ha ampiamente criticato, la scelta dell’amministrazione di aumentare di 100.000 euro i contributi per il sociale, bollandoli come assistenzialisti e proponendo di dirottarli alle imprese in un ipotetico ritorno di occupazione. I fatti le hanno dato torto, le agevolazioni invocate a livello locale furono messe in atto dal governo Letta a contributi zero per chi assumeva, il risultato è stato negativo.

Mentre i contributi erogati nel sociale dal comune hanno aiutato i pensionati o chi aveva perso il lavoro sul territorio. Per quanto riguarda la lezione di democrazia, che bolliamo come fascisti chi non la pensa come noi, la respingiamo al mittente, che in materia è a nostro parere è molto carente e non ha nulla da insegnare a nessuno.

Prc Serravalle

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5 thoughts on “LA DESTRA SERRAVALLINA PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

  1. Notiamo che il PRC di Serravalle, presumibilmente tramite il suo esponente istituzionale Daghini, risponde in maniera molto tempestiva alle argomentazioni critiche di una sua collega consiliare. Ciò significa che è abbastanza attento (il Daghini) a quanto viene riportato dagli organi di stampa e soprattutto, in questo caso, da “Linee future”.
    Non ci interessa, se non marginalmente, il merito della querelle.

    Ci preme rilevare e sottolineare piuttosto come una così veloce e puntigliosa risposta alle critiche della opposizione della “destra” isituzionale Serravallina, non sia stata fornita nei confronti delle critiche al PRC che sono state portate da “sinistra” dal PCL Pistoia in questa – come in altre – occasione

    http://www.linealibera.info/rifondazione-coalizioni-imposte-o-innaturali-non-hanno-futuro/#comment-2946

    In linea generale possiamo affermare che lo stalnismo che ancora alberga nel PRC (e che fa parte evidentemente di un DNA politico difficile da smaltire) porta i loro esponenti a vedere in chi sta alla loro sinistra – soprattutto, se non principalmente, i marxisti rivoluzionari – i loro più acerrimi nemici (la lunga storia del PCI – comprese tutte le sue successive derivazioni – ne è testimone inconfutabile).

    E non avendo nessuna valida, concreta e plausibile argomentazione da contrapporre alle loro rivendicazioni teorico/pratiche, preferiscono ignorarle.

    Ne prendiamo atto.

  2. ROBERTO DAGHINI RISPONDE
    ___________________________

    Cari compagni PCL, dovreste dirmi a che tipo di comunista vi riferite, quando dite che, “bisogna esserlo veramente”; Stalinista, troskista, guevarista, internazionalista, maonista ecc.. Io mi ritengo comunista nella filosofia di vita e bene comune. Gli elettori di Rifondazione, mi hanno votato perché, condividevano il programma di coalizione. Ciò è stato pienamente realizzato, anzi grazie alla nostra presenza si è andati oltre, toccando anche temi etici e resistenziali, prima scarsamente trattati.
    Aspettando la rivoluzione, il comune di Serravalle, ha erogato in un anno 100000 euro, di maggiori contributi per il sociale e io stesso, ho difeso questa politica dagli attacchi della destra, che li bollava come contributi a pioggia. Un amministrazione di destra sarebbe stata preferibile? Non credo, che i pensionati al minimo beneficiari dei sussidi comunali sarebbero molto favorevoli a rinunciarvi, in nome di una ipotetica rivoluzione.
    Forse in un idea rivoluzionaria si poteva fare di più, eliminare la proprietà privata, rendere pubblici tutti i servizi, aziende municipalizzate che danno lavoro a tutti (anche a chi non lo vuole) o che altro. Cose a oggi in occidente utopistiche, per il motivo, le classi popolari non le vogliono, è cambiato il modo di pensare e il comunismo come era stato concepito 70 anni fa, non è più proponibile in alcuni aspetti della sua ortodossia, ma ancora valido nei principi.
    Secondo il mio modesto parere,quando si è dentro una coalizione si deve operare correttamente, per l’interesse del bene comune che non è detto coincida con quelli puramente ideologici. State certi, tra le due io, sceglierò sempre l’interesse delle classi più deboli e del mio comune.
    Quando queste condizioni non ci saranno più, non esiterò un solo minuto a uscire da qualsiasi coalizione.
    Roberto Daghini, Prc Serravalle

  3. Prendiamo atto della risposta del Daghini.
    Niente di nuovo nelle sue affermazioni e nelle sue rivendicazioni, che peraltro sembrano più ascrivibili ad un socialdemocratico che non ad un comunista. Oramai è diventato tipico quell’argomentare da riformista fra le file del PRC et similia.

    Evidentemente parliamo linguaggi non solo diversi, ma, sotto moltissimi aspetti, addirittura opposti. Per cui ci appare purtroppo quasi inutile approfondire il discorso.

    Vogliamo però concludere sottolineando che ci pare quantomeno assurdo, se non inconcepibile, che in partiti sedicenti comunisti e fra i loro militanti (il Daghini è uno fra i tanti) si prescinda in maniera così clamorosa e plateale da ogni principio del comunismo. Che, caro Daghini, è unico e non di vario tipo. Tutte le aggettivazioni a cui fai riferimento sono derivate da quella enorme mistificazione del comunismo operata da Stalin dopo la sua presa del potere in Unione Sovietica.
    Evidentemente, alla base di tutto questo, c’è una profonda ignoranza del marxismo e del leninismo dai quali il comunismo non può prescindere. Circostanza confermata dal fatto, per esempio, che il Daghini si ritiene comunista sulla base della «filosofia di vita e bene comune». Puro “idealismo” che, appunto, non ha niente a che vedere con il “materialismo” su cui si basa il marxismo.

  4. DAGHINI RISPONDE ANCORA
    ___________

    Ai compagni del PCL. Se gli elettori non vi votano, un motivo ci sarà, invece di pensare alle differenze tra Stalin e Trotskij e fare analisi cervellotiche sul marxismo, argomenti storici interessanti, ma nel concreto, non interessano a nessuno, tanto meno ai pensionati al minino e ancora meno ai lavoratori, i quali da molti anni votano: Lega, 5 stelle e Berlusconi.
    Questo anche grazie a una certa sinistra, che in passato ha proposto solo soluzioni ideologiche assurde, dividendosi al suo interno, su chi era più comunista.
    Non vi ho mai visti proporre cose concrete, su temi veri, solo teorie rivoluzionarie, attuali nel secolo scorso, oggi irrealizzabili.
    In tutto questo proliferano le idee di Salvini e compagni, che ringraziano del terreno politico, lasciato libero a sinistra.
    Flippatevi meno il cervello e agite di più, concretamente, altrimenti di una certa sinistra, non rimarrà che il ricordo. E magari invece di nascondervi dietro le sigle, abbiate il coraggio anche di firmarvi.
    Roberto Daghini Prc

  5. Povero Roberto Daghini PRC, stai mostrando il peggio di te.
    Non entriamo nel merito delle tue affermazioni. Ci sarebbe troppo facile sputtanare politicamente il tuo Partito con argomenti talmente evidenti che solo chi ha gli occhi foderati di prosciutto non vede.
    Il tuo argomentare è talmente privo di ogni ragionevole analisi politica che non merita dilungarsi a controbattere.
    Diciamo soltanto che, nelle vesti di “comunista”, parli di cose che non conosci minimamente con una superficialità che un uomo maturo non si dovrebbe permettere.

    Ti suggeriamo però di allargare un po’ il tuo orizzonte visivo politico, cercando di vedere cosa succede anche al di là del tuo “orticello Serravallino”. Capisco che hai bisogno di coltivarlo e mantenerlo ben in vista per ottenere quei voti ai quali tu e il tuo partito siete così ossessivamente attaccati. Ma alzare la testa ogni tanto potrebbe giovarti.
    Ti potresti accorgere che con il tuo invito “Flippatevi meno il cervello e agite di più, concretamente …” (ma che ca..o di termini usi. Neologismi riservati ai letterati? Quel “flippatevi” lo interpretiamo comunque come un “fatevi meno pippe mentali”) a noi rivolto hai pisciato abbondantemente fuori dal vaso.

    Il PCL è presente ovunque ci siano movimenti di lotta dal basso organizzati. In Toscana, per esempio, in realtà importanti come Firenze, Pisa, Livorno, nella Maremma, ecc. abbiamo Sezioni ben organizzate, e siamo sempre fra gli organizzatori di tutte le manifestazioni contro le devastanti politiche portate avanti da tutti i Governi e da tutte le Amministrazioni Locali. Soprattutto nelle manifestazioni antifasciste siamo molto spesso l’unico partito presente con i suoi simboli e i suoi militanti. Ma questo accade in varia misura un po’ in ogni parte d’Italia.
    La stessa cosa non si può certamente dire, per esempio, del tuo PRC. Siete troppo occupati a strisciare vicino al potere per mantenere qualche strapuntino in qua e la o per non compromettere la possibilità di conquistarne qualcuno in futuro. Per questo motivo vi interessano assai di più le cerimonie ufficiali, quelle istituzionali. Il vostro antifascismo, per esempio, si riduce ai classici riti celebrativi, tipo il 25 aprile. “Forza Nuova”, “Casa Pound”, che sono movimenti dichiaratamente fascisti, a voi non interessano. La “piazza” non fa per voi, la lasciate volentieri a quelli che “fanno analisi cervellotiche sul marxismo”. E intanto i “fascisti del terzo millennio” continuano ad aprire loro sedi anche in città da voi amministrate. Alla faccia di quella Costituzione che citate spesso e, altrettanto spesso, a sproposito.
    Anzi, paradossalmente, in certe occasioni vi trovate ben consapevolmente in loro compagnia. Il nome di Alessandro Leoni (dirigente nazionale e toscano del PRC) ti ricorda niente?

    Per finire. Come vedi ci siamo anche in questa occasione rivolti a te nella forma della prima persona plurale, ma non certo per un vezzo, diciamo così, maiestatico. Bensì per il fatto che noi ci rivolgiamo al Roberto Daghini PRC e dunque in senso strettamente politico. È la sezione del PCL di Pistoia che parla.
    La tua affermazione che chi scrive a nome del PCL si nasconde dietro una sigla e non ha il coraggio di firmarsi è molto offensiva e gratuita. Sai bene, e non puoi non saperlo, che a Pistoia chi si occupa delle questioni del PCL è lo scrivente Mario Capecchi.
    Quel Mario Capecchi che orgogliosamente da anni non fa mistero della sua appartenenza politica e partitica e, coerentemente, parla e agisce di conseguenza in piena libertà ed autonomia. Anche nei confronti del suo Partito.
    A differenza di molti come te che sono attaccati alla bandiera con la falce e martello senza avere una seppur minima contezza di ciò che è il Comunismo.

    Partito Comunista dei Lavoratori Pistoia

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