LA DIGNITÀ DELL’UOMO DEL RINASCIMENTO

Affidata al professor Stefano Ugo Baldassarri la conversazione della “Scuola di pensiero” di Culturidea, Fondazione Tronci e Conservatorio San Giovanni Battista in programma martedì 3 febbraio a Pistoia
Stefano Ugo Baldassarri
Stefano Ugo Baldassarri

PISTOIA. Prosegue con un rincuorante riscontro la scuola di pensiero organizzata dall’ Associazione Culturidea, Fondazione Tronci, Conservatorio san Giovanni Battista con il patrocinio del Comune di Pistoia e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Il prossimo appuntamento è per martedì 3 febbraio ore 21,20 in corso Gramsci 37 ed argomento della lezione del prof. Stefano Ugo Baldassarri sarà il concetto di dignità nell’uomo del Rinascimento.

La conversazione prenderà le mosse dall’analisi del concetto di Umanesimo (da humanae litterae) parola che significa riscoperta dell’uomo e da quello di Rinascimento che significa rinnovamento, sviluppo filosofico e scientifico della cultura europea. In qualche modo in contrapposizione al medioevo misticheggiante, che aveva rifiutato la cultura antica, ritenuta pagana, gli umanisti riscoprono il mondo classico, ossia ricercano le radici classiche della tradizione d’Occidente, si richiamano a un’illustre tradizione di pensiero, su cui costruire un nuovo modello di cultura, capace di dar vita a un mondo in cui l’Uomo occupa il posto centrale.

Emerge in questo periodo la centralità dell’uomo come forza attiva e trasformatrice. La filosofia rinascimentale è antropologica e attinge dal mondo classico l’affermazione l’uomo è artefice della propria fortuna. La dignità dell’uomo consiste nel forgiare sé e il proprio destino nel mondo. Mentre il Medioevo riteneva che l’uomo avesse un destino ultraterreno, cioè fosse parte di un ordine cosmico prestabilito, per il Rinascimento l’uomo deve costruire e conquistare il proprio posto nell’universo.

Si manifesta, al contempo, proprio nel 1500 uno spiccato interesse per il problema cosmologico. Umanesimo e Rinascimento sono caratterizzati da un fascino straordinario per il mondo e la natura. Mentre nel medioevo prevaleva il dualismo, che poneva da una parte il mondo naturale e dall’altra Dio trascendente e lo studio della natura era prevalentemente metafisico e non fisico, nell’età umanistico-rinascimentale si considera la natura come l’ambiente in cui vive l’uomo. Lo studio della natura in quest’epoca esclude ogni presupposto soprannaturale; si studia la natura fisica e non più metafisica: la natura, studiata in modo libero e autonomo, diventa il regnum hominis.

L’uomo ha così la dignità propria di studiare la natura, la natura come corpo a sé è degna di essere studiata ed analizzata diremmo oggi in modo scientifico.

L’appuntamento per tutti gli appassionati di cultura è per martedì 3 febbraio alle 21.20 in quello scrigno pistoiese che è la Fondazione Luigi Tronci, Pistoia.

[culturidea]

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