LA FACCIA OSCURA DELLA SANITÀ

Le norme e gli atti che regolano la sanità, una storia con molti lati oscuri, fatta da non-eletti
Sanità montana... al buio
Sanità montana… al buio

LIMESTRE-MONTAGNA. Per capire il problema dell’ospedale Pacini è necessario conoscere gli interlocutori e come operano.

A distanza di un anno, al teatro della Dynamo Camp vi è l’ennesima assemblea, riunione o incontro con i signori del politica. Presente il dott. Marroni, un non-eletto, un nominato messo alla guida – ma qui non si tratta di trattori ma di esseri umani – della sanità toscana, un colosso da molti miliardi di euro e con gomme bucate da svariati centinaia di milioni di euro, come il caso del buco di Massa.

L’assessore Marroni è l’estensore della 1235/2012, il decreto legge regionale alla base dei “potenziamenti” della sanità toscana. Una legge votata solo da un ristretto manipolo di persone: i componenti della Giunta regionale. Una legge che ha di conseguenza bypassato il Consiglio regionale, vale a dire il luogo naturale dove si dovrebbe formare la volontà legislativa. Una riforma, quella della sanità, fatta in assenza del nuovo Piano Sanitario Regionale che la Toscana intera sta aspettando da ormai 3 anni. Siamo quindi in presenza di una riforma messa in atto senza una cornice legislativa di riferimento. Una situazione che già il dott. Marco Remaschi, presidente della IV commissione sanità dello stesso Consiglio regionale evidenziò, a metà dello scorso anno, come illegale.

Il Piano Sanitario Regionale è stato recentemente riscritto in fretta e furia – esisteva infatti già quello preparato dalla dott.ssa Scaramuccia, ma, vista l’aria che tirava, dette (o fu costretta a dare?) le dimissioni. Riscritto con il solo scopo di condonare quanto fatto fino ad ora, inserendovi, come punto cardine i “patti territoriali”. Si è giocato sostanzialmente una partita di calcio tentando, a partita conclusa, di validare il risultato con regole ad hoc fatte per di più dalla squadra vincente. Prima si fa o si disfa e poi si scrivono le regole che ovviamente sono “democratiche” e fatte per il bene di tutti.

Il nuovo Piano Sanitario è passato recentemente al vaglio di una commissione, l’ennesima, questa volta di saggi – ma non esisteva già una commissione sanità preposta a questo? – che lo ha sonoramente bocciato, definendolo illegittimo. Evidentemente si sperava, che da questa commissione, uscisse un parere diverso. La realtà è che siamo ancora in assenza dell’atto fondamentale che dovrebbe regolare la sanità della Toscana.

Se si considera poi che il Drg 1235/2012 su cui forzatamente si è voluto basare tutto questo castello di carte non è stato neanche pubblicato sul Burt, la Gazzetta Ufficiale della Regione, ne viene fuori uno scenario preoccupante, con tanti saluti alla trasparenza dell’azione amministrativa e alla partecipazione dei cittadini.

Il passo successivo è in conseguenza di questo scenario in cui si fa fatica a trovare la fonte normativa che possa spiegare cosa è stato fatto nella sanità Toscana e in quella montana, che la stessa Asl nel 2010 definiva un’eccellenza.

Scaramuccia-Marroni
Scaramuccia-Marroni

Nella 1235/2012 il dott. Marroni scrive che le aziende sanitarie dovevano procedere all’attuazione delle suddette iniziative “cioè i potenziamenti”, stipulando entro il 1° marzo 2013, un protocollo attuativo, con gli enti locali.

Vengono quindi previsti due soli soggetti: la Regione con l’emanazione dell’Asl e gli enti locali cioè i Comuni. In mezzo a questi due soggetti e per meglio veicolare il volere della Regione/Asl ed aver la certezza del buon esito dell’operazione, spunta l’onnipresente Cav. Oreste Giurlani, capo dell’Uncem Toscana, un altro ente di secondo livello fatto di nominati dai soliti noti.

I due soggetti, la Asl e Comuni, con l’intromissione dell’Uncem, dovevano, è scritto, redigere un protocollo attuativo, in cui dire cosa si sarebbe fatto entro il 1° marzo 2013. Era il tempo di un’altra commissione quella di salvaguardia, di un non meglio definito Ospedale «F. Pacini», in cui mentre la Asl, in maniera affabile e cordiale intratteneva i membri della suddetta commissione, spiegando i “potenziamenti”, smantellava, dalla sera alla mattina senza concertare niente con nessuno, la sala operatoria del Pacini, caricandola su un camion con destinazione il nuovo efficientissimo San Jacopo, quello, per intenderci delle 13 sale operatorie di cui non si sa quante funzionanti.

Il volere della Asl/Regione, con un ritardo di tre mesi rispetto a quanto stabilito dalla stessa delibera di giunta, veniva messo nero su bianco solo il 17 di giugno dello scorso anno con la delibera n. 2 presa in conferenza dei Sindaci. La delibera con annesso il patto territoriale con cui è stata ridefinita l’organizzazione del sistema sanitario provinciale, è rimasta chiusa in qualche cassetto del Comune di Pistoia fino al 22 di novembre 2013, data di pubblicazione nell’Albo Pretorio del Comune di Pistoia.

Nell’atto, approvato a maggioranza da tutti i Sindaci, c’è il condono di quanto fatto in Montagna per l’ospedale Pacini. Dalla data della stipula si sancisce che qualsiasi decisione relativa alla riorganizzazione dei presidi territoriali e/o distrettuali anche (e viene specificato, della Montagna), deve essere preceduta dalla preventiva concertazione con i Comuni interessati.

Belle parole che alla prima occasione vengono immediatamente disattese. Infatti i primi cittadini apprendono della chiusura della mensa dai giornali. In questo caos di norme forse non rese pubbliche in maniera compiuta e di atti che seguono la stessa sorte, viene ventilata come soluzione finale la formazione dell’ennesima commissione con relativo tavolo di lavoro. I risultati di queste commissioni incapaci di prendere una qualsiasi decisione sono sotto gli occhi di tutti.

La ricreazione e il tempo delle chiacchere è finito. Inizino i signori che della politica ne hanno fatto una professione a fare quello che è sancito dall’art. 44 della Costituzione: “La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”. Noi della montagna non chiediamo così tanto, né tanto meno pretendiamo trattamenti di favore: si chiede solo di non venire penalizzati e presi in giro.

marcoferrari@linealibera.info

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