LA FILOSOFIA E LO STATO: UN VARCO CONCETTUALE INEVITABILE

Michele Maggi
Michele Maggi

PISTOIA. Con i termini filosofia e Stato designiamo non entità tra loro estranee, ma modalità dell’agire umano. Si tratta di modalità in se stesse costitutive, originarie che si sono caratterizzare nel proprio essere in forma storica.

La filosofia come noi la intendiamo si è formata nella polis greca, nel confronto inevitabile con la retorica, l’oratoria, la disputa pubblica, le lotte di potere. In questo ambito, proprio attraverso la filosofia, ecco che le prime teorie e dinamiche di comportamento statali vengono teorizzate e poste in essere, ecco che fiorisce anche il pensiero democratico. L’esperienza delle città greche, nei loro pur vari ordinamenti, è l’esperienza della politica. Una politica che pone in pratica la partecipazione dei detentori dei diritti alle assemblee pubbliche in cui vi è la gestione dei comuni interessi. Nel piccolo laboratorio della polis si mettono a punto degli strumenti che non andranno in scadenza con la fine di quel mondo.

Certo l’avvicendarsi della prassi giurista romana, nella cornice culturale ellenistica, con il pensiero cristiano hanno non poco mutato l’orizzonte del pensiero filosofico rispetto allo Stato e per lunghi secoli si è argomentato sulla distinzione tra prevalenza di potere atemporale e temporale.

Inoltre la tensione tra diritto naturale e diritto storico è l’humus su cui si innesta un concetto di universalismo che condurrà a ripensare un’etica pubblica e privata che hanno aspetto e colore nuovo rispetto a ciò che era stato patrimonio dell’antichità classica.

Si giunge così alle moderne teorizzazioni filosofiche dello Stato. Il rapporto filosofia-Stato si misura da quel momento sul tema della sovranità e della sua giustificazione.

Il concetto di legittimità, potere legittimo, esercizio legale e legittimo del potere, dimensione di questo potere, capacità decisionale, sovranità delle leggi e degli uomini sono gli aspetti che interessano filosofi, scienziati della politica, giuristi allo stesso modo, ma da punti di vista diversi.

Cosa significa legale? Cosa significa eticamente corretto? Cosa fa dello Stato un’entità che ha capacità di farmi essere e diventare qualcosa che io, se lo Stato non ci fosse, non diventerei? Quali sono i limiti dell’azione statale nei confronti del privato? Chi e perché può determinare questi confini?

Martedì 4 marzo alle ore 21.15 presso il conservatorio san Giovanni Battista il prof. Michele Maggi dell’Università di Firenze discorrerà di questi temi nell’ambito della scuola di pensiero “Pensando ad Atene: riflessioni sulla democrazia contemporanea” organizzata dallo stesso Conservatorio da Associazione Culturidea ed Amici di Groppoli, ingresso libero.

[comunicato culturidea]

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