“LA GIOSTRA DELL’ORSO NON PUÒ ESSERE SOPPRESSA”

La giostra dell’Orso
La Giostra dell’Orso

PISTOIA. Dopo le dichiarazioni del sindaco Samuele Bertinelli sui festeggiamenti jacopei e la Giostra dell’Orso, rilasciate tramite la propria pagina facebook, desideriamo comunicare la nostra posizione. Ci piacciono le ricostruzioni storiche del Bertinelli, che ricopre così bene il ruolo di relatore storico… tanto da farci dimenticare a volte che è il nostro primo cittadino.

Apparteniamo al movimento Rotta Comune, che nasce con lo scopo di portare il cittadino al centro del confronto politico di Pistoia e con l’intento primario di creare un dibattito costruttivo per il futuro della città. Abbiamo partecipato all’evento organizzato dall’associazione PistoiaAttiva sul futuro della Giostra, perché siamo convinti che ormai questa faccia parte della nostra tradizione culturale, ritenendo altresì che sia di centrale importanza per sfruttare al meglio il ricco potenziale storico della nostra città. Obiettivamente la relazione del Sindaco ci trova favorevoli sulla parte storica e sull’aspetto religioso della festa patronale; ma ci trova alquanto critici quando opera una vera e propria strumentalizzazione della Giostra riguardo alla sua reale necessità e alla descrizione del primo ed unico vero dibattito pubblico che si è svolto sull’argomento.

L’amministrazione si vanta, anche per voce della propria rappresentante – l’assessore Becheri, che ha partecipato alla serata, di aver fatto degli incontri, sostenendo che a tutt’oggi stia ancora tentando di trovare un’intesa con il Comitato cittadino e con i Rioni. Degno di nota è il fatto che il Sindaco dichiari che la gente si sia scandalizzata per la sospensione della Giostra. Il vero scandalo, secondo noi, è non aver trovato una soluzione dopo un anno a disposizione, visto che c’era tutto il tempo necessario per riflettere e per rivisitare e migliorare la manifestazione. La sospensione ci appare onestamente come il classico pretesto per non decidere o comunque rimandare a lungo nel tempo la decisione, affinché poi la gente si dimentichi. Facciamo notare che le famose riunioni sono sempre state rivolte a pochi eletti e mai con un dibattito vero, aperto a tutta la popolazione.

L’impressione che ricaviamo dopo gli incidenti della corsa dell’anno scorso è che l’amministrazione abbia cercato di scaricare le proprie colpe, anche se queste vanno sicuramente riconosciute pure ad altri livelli. In primis la responsabilità è proprio dell’amministrazione perché da sempre si è mostrata lontana dalla organizzazione e dalla gestione degli eventi legati al culto jacopeo.

La Giostra, dopo 70 anni, anche se con molte interruzioni, fa ormai parte del patrimonio folcloristico di Pistoia, benché sappiamo che la forma in cui si svolge adesso è ben lontana dall’originale medievale.

Noi non ci schieriamo a favore della sua soppressione, bensì, considerati i reali rischi per i cavalli impiegati nella corsa e per i cavalieri, siamo a favore di una Giostra rinnovata nelle modalità, che tenga conto degli aspetti della sicurezza; siamo convinti che una tale manifestazione possa costituire l’evento centrale del luglio pistoiese, per la cittadinanza e per gli stranieri in visita alla città durante l’estate.

Non pubblichiamo volutamente foto di animali in difficoltà
Un’altra immagine della Giostra

Proponiamo dunque nuove regole, che per forza, in nome del principio della democrazia e della partecipazione, debbono essere discusse in dibattiti pubblici come quello dell’altra sera.

Avanziamo proposte concrete anche per quanto riguarda la creazione di una vera cultura pistoiese, incentrata sul culto e i festeggiamenti Jacopei, per l’acquisizione di una maggiore consapevolezza storica e di un più forte senso di appartenenza a una comunità civile caratterizzata da una identità forte e ben delineata. Pensiamo che per questa operazione sia opportuno partire dai luoghi privilegiati dove “si crea” e si trasmette cultura, la scuola, diffondendo tra i giovani e i ragazzi progetti finalizzati a una maggiore conoscenza della città e delle sue tradizioni.

Rimaniamo anche sbigottiti che ci sia la volontà di proporre un referendum o qualcosa di simile ai cittadini: con quali risorse verrebbe effettuato, visto che proprio il sindaco non manca mai di ricordarci in quali difficoltà si trovino le casse comunali? Perché non è stato indetto un referendum per questioni ben più importanti che riguardano la vita quotidiana dei cittadini?

La volontà di indire un referendum che apparentemente sembra la massima espressione democratica, in realtà avrà un esito scontato. La disaffezione dei pistoiesi a tutto, causata dal distacco sempre più evidente tra amministrazione e vita cittadina, molto probabilmente porterà al non raggiungimento del quorum che in un referendum popolare dovrebbe essere il 50% più 1 degli aventi diritto al voto.

La scelta del referendum popolare sull’esecuzione della Giostra 2016, anche se votato con la maggioranza del Consiglio comunale, ci sembra una mancanza di volontà da parte di questa Giunta di prendersi la responsabilità di una decisione in merito.

[rotta comune – pistoia]

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