la lettera. LA SOLIDARIETÀ È PIÙ FORTE DEL CORONAVIRUS

Scrive don Massimo Biancalani: Al “sciacallaggio politico e al virus dell’ignoranza e dell’ipocrisia” Vicofaro risponde con la cultura e la solidarietà!

PISTOIA. [a.b.] Scrive don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro: “Al sciacallaggio politico e al virus dell’ignoranza e dell’ipocrisia Vicofaro risponde con la cultura e la solidarietà!”. Lo fa per introdurre la “Lettera dei migranti di Vicofaro” resa nota questo pomeriggio sui social all’indomani delle parole del sindaco Tomasi sulla situazione del centro di accoglienza migranti.

Una situazione in divenire che in queste ultime ore ha visto sempre su Facebook emergere una notizia (fake news?) su un presunto incendio di materassi proprio a Vicofaro da parte degli stessi migranti.

LETTERA DEI MIGRANTI DI VICOFARO AI CITTADINI ITALIANI E PISTOIESI 

La lettera ai cittadini italiani e pistoiesi

Sappiamo che l’Italia vive ormai da giorni un momento drammatico per il diffondersi di questa tremenda malattia chiamata Coronavirus. Perciò abbiamo deciso di scrivere una lettera per esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime, ai malati, a tutti coloro che vivono situazioni dolorose e angoscianti.
La speranza ci ha spinto fin qui, a Pistoia, dopo aver attraversato deserti, numerose nazioni, il mare in tempesta, spesso subendo sofferenze di ogni genere, perché cercavamo speranza di futuro per noi e un aiuto per le nostre famiglie.
Esprimiamo profonda gratitudine per l’accoglienza ricevuta a Pistoia, grazie prima di tutto a don Massimo che ci ha ospitati generosamente nelle strutture della chiesa, che ci vive sempre a fianco, grazie ai volontari che impegnati in tante attività collaborano con lui.

Grazie infine anche a chi deve accettare il disagio di noi che in tanti viviamo nel quartiere di Vicofaro e nel piccolo paese di Ramini.
Condividiamo e comprendiamo la paura attuale dei cittadini italiani e pistoiesi per la minaccia del mortale virus. L’abbiamo vissuta durante il viaggio dal nostro Paese, attraverso tante fatiche, tante sofferenze, tanti pericoli per terra e per mare.

Abbiamo scelto di vivere, spesso facendo lavori umili e faticosi, nel vostro Paese, nelle vostre città anche per ripagarvi di quanto avete fatto per noi senza chiedere nulla, ma uniti dalla comune umanità.
Comprendiamo anche la sofferenza delle famiglie italiane, tanto simile a quella delle famiglie che con dolore abbiamo dovuto lasciare in Africa nelle campagne, nei villaggi, nelle città e che sono preoccupate ancora una volta per la nostra sorte.

Siamo certi che supereremo un momento così difficile, che ce la faremo, soprattutto se lotteremo insieme per vincere questa malattia subdola e micidiale, se tutti non ci rinchiuderemo nel nostro egoismo. Anche la nostra fragilità di uomini e donne deve accomunarci a renderci più forti per resistere.
Supereremo insieme il momento attuale per costruire nell’avvenire una società in cui poter vivere nel pieno rispetto dell’altro, senza pregiudizi, senza risentimento o odio.
Il colore della nostra pelle è diverso dal vostro, talvolta per qualcuno suscita timore e diffidenza, ma le nostre speranze, i nostri sentimenti, perfino le ansie e le paure sono le stesse che avete voi.

Vorremmo ringraziare particolarmente quanti in questo momento di grande difficoltà stanno aiutando i Centri di accoglienza di Vicofaro e di Ramini tramite contributi in denaro a don Massimo o portandoci direttamente alimenti e generi di prima necessità.
Siamo sicuri che il popolo italiano, generoso e forte anche in questa durissima circostanza, ce la farà.

Un abbraccio infinito a tutti i pistoiesi e a tutti gli italiani.

Gli emigranti accolti a Vicofaro e a Ramini

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