LA LEZIONE SEMISERIA DI CARLO CECCHI

Carlo Cecchi
Carlo Cecchi

PISTOIA. “Tutto può finire su internet, meno che il teatro”. Si è chiuso con questa frase nostalgica e simbolica, nobile e coraggiosa, fatta da un uomo, Carlo Cecchi, che ha speso una vita sui palcoscenici, l’incontro con il pubblico alla libreria Feltrinelli di via degli Orafi a Pistoia da parte del cast, al gran completo, della Dodicesima notte, di William Shakespeare, portato in scena da Carlo Cecchi, nobile mattatore di una piacevolissima ora trascorsa a parlare di teatro.

Nella saletta della libreria posta al primo piano, troppo piccola e nata non certo per questo tipo di incontri, posti in piedi per la stragrande maggioranza del pubblico, che non ha voluto perdere l’incontro con uno dei più grandi mattatori del teatro contemporaneo, Carlo Cecchi, shakespearianamente annoiato, ma umanamente divertito, dall’eterogenea formazione dei presenti.

Rodolfo Sacchettini, Presidente dell’Atp, ha a tutti i costi voluto essere il moderatore, dell’incontro e chiedendo al Direttore artistico Saverio Barsanti, naturalmente presente, di non scomodare critici e giornalisti, ha brillantemente condotto la serata. Seduto al fianco del maestro, che l’ha sùbito messo bonariamente in difficoltà.

“Il teatro di Shakespeare – ha detto Carlo Cecchi tra una battuta e l’altra – somiglia quei giocattoli che circolavano ai tempi della mia infanzia: si chiamavano caleidoscopi ed erano delle specie di cannocchiali nei quali, guardando da una delle due lenti posta ad un’estremità e muovendo continuamente il cilindro che le sorreggeva, le immagini, dentro, cambiavano forma e colore. Una cosa restava sempre la stessa ed era il fuoco centrale del disegno, completamente vuoto. Il teatro di Shakespeare è questo: un insieme di mutevoli protagonisti che girano attorno ad un fulcro assente, che è il protagonista, naturalmente inesistente. Bene, tutte le volte che mi sono misurato con Shakespeare, a partire dalla sua opera massima, Amleto, mi sono sempre preoccupato di rispettare il valore e volere sacro del maestro, annullando il cuore dello spettacolo per offrirlo in parti uguali a tutti i protagonisti”.

Rodolfo Sacchettini e il cast della Dodicesima notte
Rodolfo Sacchettini e il cast della Dodicesima notte

Seduti parallelamente al regista, in ordine sparso, tutto il cast, eccezion fatta che per Eugenia Costantini, giunta con qualche minuto di ritardo all’appuntamento e scoraggiata dalla ressa. C’erano Tommaso Ragno, Remo Stella, Federico Brugnone, Rino Marino, Loris Fabiani Dario Iubatti. C’era anche Daniela Piperno, milanese trapianta a Roma, volto noto di fiction televisive, ma inguaribile appassionata dello spettacolo vero, dello spettacolo, che è il teatro.

“Con Carlo Cecchi – ha detto l’attrice – ho ulteriormente rafforzato un concetto che fortunatamente mi perseguita da quando faccio questo mestiere: non esistono le prove e non esistono le repliche. Tutte le volte che si indossano i panni di un personaggio nel quale veniamo catapultati, diventiamo un’altra persona e tutte le volte non siamo mai quelli della volta precedente e mai della successiva”.

Stasera, al teatro Manzoni, alle 21, andrà in scena la prima delle due repliche e domani, domenica, la seconda e ultima. Lunedì, l’intera compagnia punterà la prua verso nord: sono attesi in parecchi altri teatri, una lunga tournée che si chiuderà il 31 maggio, nella periferia torinese. Ogni volta sarà un’esperienza nuova, perché La dodicesima notte cambia sempre: dipende quando si inizia a contare.

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