“LA MANIF” RINGRAZIA CHI LOTTA CONTRO IL GENDER NELLE SCUOLE TOSCANE

la manif pour tous_PISTOIA-FIRENZE. I Circoli territoriali toscani de La Manif Pour Tous Italia esprimono il proprio ringraziamento ai consiglieri regionali che hanno supportato la mozione “Contro l’introduzione dell’ideologia gender nelle scuole di ogni ordine e grado” (16 settembre 2015, gruppo consiliare Lega Nord).

La mozione coglie il punto centrale del problema mettendo in risalto che, come riconosciuto anche dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il diritto di educare i propri figli spetta ai genitori.

Lo Stato, secondo il principio di sussidiarietà, interviene mettendo a disposizione i mezzi per provvedere all’istruzione: nel far questo può certamente trasmettere anche valori positivi come il rispetto del prossimo e la buona educazione, ma non può imporre una determinata visione del mondo né un certo modo di approcciarsi alla costruzione della propria identità o all’intimità sessuale.

L’ideologia gender (o il gender studies come qualcuno preferisce chiamarla), che non ha alcuna valenza scientifica, tende a scindere il dato biologico dalla percezione che una persona ha di sé.

La Manif Pour Tous Italia. Bandiera 3Come sottolineato nella stessa mozione, non è da oggi che tale ideologia entra nelle scuole: il comma 16 della legge sulla “Buona scuola”, infatti, disciplina legislativamente una situazione già in atto almeno dall’applicazione della Strategia Nazionale Lbgt 2013-2015 dell’Unar che, non a caso, aveva escluso del tutto il contributo delle associazioni dei genitori.

Che il comma introduca effettivamente questo pensiero ideologico è confermato anche dalle disposizioni a cui esso rimanda in cui, a dispetto delle rassicurazioni giunte dai livelli istituzionali, ritroviamo tutta la terminologia usata negli anni per legittimare il gender nelle scuole e in altre realtà pubbliche.

La stessa consigliera Monni, nell’opporsi alla mozione, non fa altro che ribadire che il reale intento non è affatto quello della mera prevenzione del bullismo quando mette l’accento sull’art. 29 della Costituzione che, secondo lei, detterebbe una «disposizione neutra»: è noto infatti che i costituenti pensavano precisamente alla famiglia naturale fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e non alle «famiglie» di vario sesso e genere descritte appunto nei libretti per bambini circolati nelle scuole grazie alla Strategia Nazionale Lbgt!

Riteniamo offensive le parole della consigliera e di quanti continuano a ignorare un popolo che è già sceso in piazza per far sentire la propria voce e che non smetterà di lottare per difendere i diritti dei bambini.

La Manif Pour Tous Pistoia

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