LA MENSA DEL PACINI CHIUDE PERCHÉ CI PIOVE: «E AL SAN JACOPO, DOVE L’ACQUA È DI CASA, COSA DOVREMMO FARE?»

Il Tirreno, 18 febbraio 2014
Il Tirreno, 18 febbraio 2014

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Premetto che non ho avuto alcun contatto personale, o partecipato all’assemblea tenutasi a San Marcello, riguardo la faccenda della chiusura della mensa all’ospedale Pacini, ma di aver solo letto articoli, su quotidiani e internet, tuttavia vorrei esprimere delle perplessità.

La prima riguarda la motivazione della chiusura, nel locale ci piove! Ora la primissima domanda che sorge è: ma non è riparabile? Con i recenti cambiamenti climatici (di cui molti ancora negano l’esistenza),che hanno portato forti venti e le diaboliche “bombe d’acqua”, riguardare e riparare tetti è diventata una normalità; poi vien da chiedersi, come mai non ci se ne è accorti prima e non si è provveduto per tempo, ma qui ci possono essere tante risposte variabili, che sarebbe impossibile definirne una certa.

Poi mi vien da dire che visto che continuano a “potenziare” il Pacini, ovvero lo svuotano di ogni cosa che possono, non c’è un altra stanza dove possa essere ripristinata una nuova mensa?

Un’altra perplessità riguarda naturalmente i costi di fare arrivare i pasti da Pistoia, come si è discusso molto in questi giorni, mi viene anche da chiedere se capitassero due-tre giorni di neve, anche a bassa quota, e non potessero arrivare fin quassù, che facciamo? Andiamo a prendere dei tranci di pizza in piazza?

Piot Pacini di San Marcello P.se
Piot Pacini di San Marcello

La perplessità finale riguarda la “velocità” con cui è successo: non sarà mica che è stato così rapido per smantellare un altro pezzo del Pacini “legalmente”? Forse sarò maligno io…

Vorrei infine dire ai nostri amministratori che non basta che le persone che lavoravano in mensa, abbiano salvaguardato il posto di lavoro, ma che quei posti di lavoro rimangano quassù, sennò sapendo come vanno le cose (e non dovrei essere certo io a spiegarvelo) se queste persone andassero a lavorare a Pistoia, farebbero le loro spese di tutti i giorni giù dove i prezzi sono più convenienti, non certo da farci un viaggio apposta, ma se uno deve già andarci tutti i giorni sì; questo porterebbe a un leggero calo di consumi nella montagna e qualcun altro porterebbe perdere il posto (dicesi questo fenomeno: indotto).

Poi mi vien da farmi un’ultima domanda, che ho tenuto volutamente per ultima, perché mi fa troppo ridere porla: ma se chiudiamo la mensa al Pacini a causa delle infiltrazioni d’acqua, cosa dovremmo fare con il “fior fiore d’ospedale” San Iacopo a Pistoia, dove la pioggia all’interno è di casa?

Marco Poli

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