“LA MEZZADRIA NEL NOVECENTO“, PATRIMONIO DI CONOSCENZE PER TUTTI

Programma-Invito 9.12.2015 Mezzadria
La locandina

PISTOIA. Mercoledì 9 dicembre alle ore 17 nelle sale espositive del Palazzo Sozzifanti a Pistoia (vicolo dei Pedoni 1 – angolo via Abbi Pazienza) si è tenuto l’incontro conclusivo della rassegna sul mondo mezzadrile pistoiese, con la presentazione del libro di Stefano BartoliniLa mezzadria nel Novecento. Storia del movimento mezzadrile tra lavoro e organizzazione”, con un saggio di Francesca Perugi “Storie di vita e di lotta. Racconti di mezzadri pistoiesi”.

Con  questo volume si è concluso il progetto della Fondazione Valore Lavoro dedicato a “La Mezzadria nel Novecento” a Pistoia i cui risultai, oltre a questa pubblicazione, sono stati presentati con una esposizione ricca di materiale documentario, attrezzi da lavoro, oggetti di uso quotidiano del mondo contadino e momenti di incontro con esponenti dell’arte e della cultura pistoiese che in modi diversi hanno affrontato le tematiche della vita e del lavoro nelle nostre campagne.

Il tutto, frutto di un lavoro di ricerca e di studio durato circa due anni, che ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica. Un percorso sapientemente condotto dall’autore del libro, nonché curatore dell’ archivio storico Cgil, Stefano Bartolini, coadiuvato con competenza da Francesca Perugi che ha salvato un patrimonio di conoscenze fondamentale per questo tipo di ricostruzioni storiche, raccogliendo significative testimonianze orali di persone che hanno vissuto direttamente esperienze legate al mondo della mezzadria.

Un lavoro realizzato grazie anche alle collaborazioni di esperti della materia, quali Giovanni Contini, presidente dell’Associazione italiana di storia orale, Claudio Rosati, dell’International council on museums Italia, Ernesto Franchi del Museo Casa di Zela per gli attrezzi da lavoro, Maurizio Tuci per la sezione speciale “Gli artisti pistoiesi e il lavoro dei campi” e, in particolare, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, dimostrato con sensibilità e disponibilità da parte dei suoi organismi dirigenti, oltreché dei funzionari che hanno seguito con interesse e competenza tutte le fasi del progetto.

Un lavoro prezioso che ha consentito di recuperare e inventariare una notevole mole di materiale documentario, talmente ben conservato nel corso del tempo, da far pensare che quella metodica cultura del “fare” – tipica della famiglia mezzadrile – rispettosa dell’ambiente, della terra, dei tempi scanditi dalle stagioni, abbia influenzato anche i sindacalisti di allora, i quali, con fare meticoloso, conservavano copia di tutta la documentazione prodotta. Una dimostrazione di spiccata consapevolezza dell’importanza di salvaguardare la “memoria”.

L’importanza, cioè, di lasciare in dote alle generazioni successive un patrimonio di conoscenze utile per gli storici, ma utilissimo anche per tutti noi, poiché, conoscere la nostra provenienza è indispensabile se vogliamo rendere meno improbabile il cammino da percorrere per l’affermazione di una cultura del lavoro basata sul pieno riconoscimento dei diritti e della dignità delle persone.

Il movimento mezzadrile, che si sviluppò nelle nostre campagne fin dai primi anni del 900, si caratterizzò proprio per questa capacità di guardare avanti con una visione complessiva delle questioni. Si partiva dal contingente, dalla necessità cioè, di migliorare le pesanti condizioni di lavoro a cui si era sottoposti, ispirandosi sempre ai grandi valori della giustizia sociale, dell’interesse collettivo, della solidarietà, della libertà, della democrazia.

Tanto è vero che durante la Resistenza, molti poderi mezzadrili furono veri e propri punti di riferimento e di sostegno dei partigiani che andarono a combattere per la con­quista di quegli stessi valori ideali, soppressi dal regime fascista. Dopo la Liberazione, il movimento mezzadrile si riorganizzò nel sindacato e fu di forte impulso alle lotte per il consolidamento della democrazia e per il progresso economico e sociale della nostra provincia e del Paese.

In pratica, come si evince dal libro di Bartolini, la lezione che arri­va dai lavoratori della terra del ‘900 si rivela molto utile anche per il sindacato del terzo millennio e proprio per questo credo di poter affermare con una certa soddisfazione, che il risultato raggiunto con questo progetto rappresenta un nuovo importante tassello per il mosaico del nostro archivio storico, che si arricchisce e rende pubblicamente fruibile uno spaccato assai significativo di storia sindacale del mondo del lavoro pistoiese.

[frosini – fondazione valore lavoro onlus]

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