la montagna che muore. LÈVATI LE MANES DI TASCA!

«Vi domanderete perché le piccole imprese sociali non trovano spazio in questo decreto legge di cui stiamo parlando. È la stessa domanda che ci poniamo noi»
San Vincenzo Manes
San Vincenzo Manes

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Dobbiamo osservare con compiacimento che la Montagna è sveglia e non dorme: vigila.

Dobbiamo constatare anche che i vecchi lenoni della politica montana, che per una vita si sono rivolti al popolo, non “per” il popolo ma per cambiare carriera, per migliorarla (la carriera – la loro) e comunque sempre per assentire e condividere, sono sempre meno seguiti e considerati.

Ridotti a fare i presidenti di qualche circolo, magari di bocce, pur di sentirsi ancora attuali e seguiti. Con l’obbligo, naturalmente, di assentire sempre e obbedir tacendo.

Non muoiono, ma sopravvivono, come “l’uomo con il bastone”, cioè Napolitano, che ha scoperto questo supporto proletario per stare ancora in piedi – ammesso che lo sia mai stato – e “sparare cazzate” in Parlamento, dopo avere plaudito alle “sparate”, quelle vere, contro i Magiari e i Cecoslovacchi. Ovviamente plaudendo e assentendo. Altro non sapeva fare.

Usa il bastone, questo povero vecchio mai stato libero, perché al Senato ancora non hanno fatto la scalinata per i disabili e la sua scorta, quando lui vuole accedere direttamente nell’aula “sorda e grigia”, deve necessariamente fermarsi all’esterno.

In Montagna di questi problemi non esistono: i disabili non hanno necessità di percorsi riservati per le incombenze quotidiane, perché l’ospedale non esiste più: lo hanno eliminato i compagni; il Comune è semicadaverico e a niente serve, e la Cri, fortunatamente, è li a presidiare il territorio, ben agibile e ben frequentabile.

E poi c’è il limitrofo Comune di Limestre, un tempo Comune di San Marcello Pistoiese, ma presto Dynamo Comune che a tutto provvederà perché anche la Montagna ha il suo Uomo della Provvidenza: si chiama Manes e, come già abbiamo scritto, sa mettere la Manes dove si deve. Soprattutto nel terzo settore che noi, ignoranti che non parliamo inglese (nemmeno come Renzi) non sappiamo cosa sia – lo sanno solo i montanini evoluti come la Patrizia (vedi qui), esperti, sì, nel parlare inglese e giocare a tennis, ma che batteranno sempre meno facilmente la ganascia, perché qualcuno porterà via loro tutto il portabile, presto. Fino al resto e agli spiccioli.

I pensieri di Manes - Josè Mujica
Intervista a Josè Mujica

Però, se avrete la bontà di leggere qui e di interpretare correttamente questo slancio di umana solidarietà e socialità niente affatto gratuita, potrete comprendere tranquillamente che solo i “grandi elemosinieri della carità” potranno accedere a questi fondi pubblici (pagati con i nostri soldi) e non le piccole e medie associazioni, che non possono permettersi progetti troppo arditi e costosi: questo perché tennis chiama tennis e quattrino chiama quattrino – alla faccia di chi ha sempre giocato a bocce e non ha mai parlato inglese, anche se oggi lo parla assai meglio del bomba.
Avete letto? Avete compreso cosa il signor Manes, “agente pro bono” del terzo settore nel governo non riconosciuto dal popolo del bomba-Renzi, ha partorito?

Allora, leggetevi anche queste altre elucubrazioni congeniali e gradite al signor Manes, quello che ha chiuso le fabbriche sulla nostra Montagna perché folgorato, come San Paolo, sulla via dell’€uro germanico.

Dunque società di diritto privato con un capitale per un terzo pubblico e per il resto privato, il che, tradotto in aramaico moderno per chi oggi si è evoluto e parla inglese, significa la solita storiella: tu, pubblico (cioè noi), metti i soldi tuoi e, se va bene, io, privato, “capto” gli utili – e me li tengo. Se va male, chissenefrega? I bilanci sono come la coperta corta di un letto, che la tiri come vuoi e dove vuoi.

Signori miei (direbbe anche il Renzi di Crozza con la carota in mano), questa è la strategia della sinistra italiana, che ha compreso come sia facile addomesticare un popolo che compri con un semplice “posticino” nella tua azienda, tanto più oggi, tempo nel quale siamo pronti a piangere per tutti, preferibilmente se diversamente pigmentati – ma non per il fratello della porta accanto.

Il cuore, ammesso che questo modo di parlare abbia un cuore, è tutto nei due allegati che vi invitiamo a leggere e rileggere.

Vi domanderete perché le piccole imprese sociali non trovano spazio in questo decreto legge di cui stiamo parlando. È la stessa domanda che ci poniamo noi: cioè, se la partenza di base per accedere al finanziamento si misura per un terzo in una caterva di euro, chi mai, piccolo, potrà accedervi?

La cosa migliore, come detto, è leggere gli allegati proposti. Per il resto ciascuno valuti da sé e con la propria testa.

Certo, se questa è la sinistra che ricordavo io… Eh, compagni!

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