LA MONTAGNA DI BALDI, IL GIARDINO VOLANTE E L’INTERVENTO DEL PROF. IVANO PACI

La Nazione, 19 settembre 2014
La Nazione, 19 settembre 2014

PISTOIA. Leggo due articoli di Linee Future apparentemente fra loro distanti per contenuti: quello di Massimo Baldi (vedi) e quello del Presidente della Fondazione Caripit (vedi).

Il primo tratta della Pistoia che vorrebbe, il secondo della Pistoia che attualmente è.

Sono segnali di risveglio delle coscienze che generano ottimismo perché la disposizione a creare anche per gli altri, è il presupposto di una partecipazione attiva alla creazione di una città nuova: è Politica.

Baldi ipotizza una sinergia territoriale attraverso i mezzi della politica alla quale crede; il Prof. Paci ci illustra le metodologie usate per realizzare il “Giardino Volante” in via degli Armeni, argomento che approda solo oggi anche sulla stampa cartacea cittadina.

Grazie a tutti e due. Del primo non tratto perché il concetto di politica/partitica l’ho perso da tanti anni, da quando cialtroni, ancora sulla cresta dell’onda, proponevano e adesso blaterano e chiacchierano del nulla o di listini bloccati col Bomba-Renzi. Mi riferisco all’ex camerata Matteoli, alias onorevole “La Mastice”, che, mi riferiscono, non viene più a Pistoia per tema di “brutti incontri” – e fa bene.

Vi sembrerà strano ma desidero parlarvi del Prof. Ivano Paci, Presidente della Fondazione Caripit. Avrete compreso che non mi ispira particolarmente e oggi, dovendo andare agli ambulatori della Misericordia in via Bonellina per una visita privata, guardando quei mostri di fabbricati, fatti tirare su imperante ancora il fu Aligi Bruni, a ridosso della Chiesa del Michelucci, l’istinto è stato di voltarmi altrove.

È una schifezza, una conigliera e un sacramentato stupro alla città. Ne sono tuttora convinto e penso che quattro milioni di € – soldi nostri e non solo della Fondazione Caripit – si sarebbero potuti spendere meglio assai.

La Nazione, 19 settembre 2014. 1
La Nazione, 19 settembre 2014. 1

È pur vero che il Prof. Paci mai avrebbe pensato di poter essere l’unico soggetto in grado di elargire fondi pubblici, poiché il Comune di Pistoia è rimasto un Ente senza soldi – perché “distratti” – dove anche i dirigenti “vincitori di concorso” reclamano dal Giudice del Lavoro (vedi) quello che a pedate andrebbe lor dato, contratti o no: il famoso premio di produzione partorito dalla fervida mente dei Sindacati sorretti dal compagno Bassanini, per cui ti premio per un lavoro per il quale sei già iper-lautamente e spropositatamente retribuito.

Il Prof. Paci che ha fatto politica e “con” la politica è divenuto il «gran tesoriere pistoiese», non può non chiedersi perché per ogni bisogno e/o necessità ci si debba rivolgere alla sua Fondazione.

Dal recupero di un fabbricato a un orinatoio pubblico, tutto passa attraverso la Fondazione. Non è colpa del Prof. Paci: è colpa di quella progenie post-bellica, a partire dai Consigli Comunali, dai quali il nostro amico ha preso il volo; lui, come migliaia di “clientes” della politica, con diversi destini ma con un unico obiettivo: il raggiungimento democratico del potere.

Onestamente non vorremmo essere nei panni del Professore, al quale tutti si rivolgono questuando, a partire dal ragazzo/Sindaco di Pistoia per finire all’amico di parrocchia che gli ricorda i suoi trascorsi negli Scout o nel chiostro.

Insomma, del Prof. Paci non mi riesce parlare senza riserve, anche se – ve lo garantisco – vorrei.

Ma comincerò senza remore a farlo se darà una sostanziosa mano a rimettere in sesto la Chiesa di Santa Caterina a San Marcello, e la S.S. Annunziata a Pistoia. Sulla prima ci affidiamo ad un nuovo ingresso di suo gradimento nel Consiglio della Fondazione, delegato dal Comune di Cutigliano; sulla seconda ai suoi ricordi di ragazzo e ai nostri.

Prof. Paci, per Pistoia-Comune già stiamo pagando abbastanza, non le sembra?

Se il ragazzo/Sindaco vuole strapagare i suoi dirigenti, assunti “per concorso” (di colpa…?), affari suoi.

Lei che “ha la cassa” pensi a Pistoia e al suo popolo, grazie!

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