LA NETTA POSIZIONE DEI CARC SUI MIGRANTI

Uguaglianza dei cittadini. I Carc e la questione sociale
Uguaglianza, i Carc e la questione sociale

PISTOIA. Tra chi fa dell’assistenzialismo e dell’accoglienza la propria bandiera e chi invece dice “cacciamoli tutti”, noi rispondiamo che la lotta per la costruzione di nuovi posti di lavoro è l’unica soluzione credibile.

Mettendo al centro la questione del lavoro, i migranti passano da essere persone da assistere o da respingere a diventare compagni di lotta con cui costruire un futuro luminoso.

Con l’elezione a sindaco del fasciata Alessandro Tomasi (ovviamente si tratta di un’asserzione del tutto infondata, oltremodo ridicola, che lasciamo tale e quale per ricordare ai Carc che se vogliono essere coerenti nell’abbattere i muri dovrebbero essere i primi ad abbandonare odio e delegittimazione nei confronti del sindaco Tomasi, eletto democraticamente e rappresentante di tutti i pistoiesi, nonché persona di rettitudine e correttezza spiccate – n.d.r.), anche a Pistoia le organizzazioni che promuovono la mobilitazione reazionaria si sono “ringarzullite”.

Le vicende di questi ultimi mesi ne sono prova lampante: dalla divulgazione di comunicati stampa pregni di odio e razzismo da parte Casa Pound e da Forza Nuova (ma, come detto nella precedente nota, anche da parte di chi dà gratuitamente di fascista a chi amministra la città con inequivocabile senso senso delle istituzioni, alimentando così una tifoseria becera funzionale solo alla richiamata guerra tra poveri – n.d.r.), fino ad arrivare a palesi intimidazioni nei confronti del parroco della chiesa di Vicofaro e al taglio dei copertoni alle biciclette dei migranti che fanno riferimento alla struttura di Don Biancalani.

Come avviene in larga parte del paese, i principali promotori delle prove di fascismo sono quei gruppuscoli che scimmiottano il ventennio nero, ma assistiamo sempre più spesso anche a dichiarazioni di soggetti che fanno riferimento ad organizzazioni politiche parlamentari (Lega Nord, Fratelli d’Italia), che facendo leva sui sentimenti peggiori e più gretti generati nelle masse dalla putrefazione del sistema sociale capitalista, cercano di raccogliere voti per costruirsi un misero consenso elettorale.

Attività dei Carc
Attività dei Carc

In un contesto esplosivo come quello attuale, i migranti subiscono passivamente le vicende del mondo in cui vivono: dalle condizioni di isolamento dovute al sistema sbagliato dei progetti (in modo particolare chi rientra nei Centri di Accoglienza Straordinaria – Cas), alla difficoltà a parlare e cercarsi un posto di lavoro in quanto rischiano l’espulsione dal progetto stesso.

Promuovere l’unità tra italiani e migranti è fondamentale per superare la contrapposizione tra autoctoni e stranieri e la battaglia per creare nuovi posti di lavoro (ad esempio attraverso la pratica degli scioperi al rovescio), è la base da cui poter partire per indirizzare “l’odio” verso i veri responsabili della situazione generale di crisi, disoccupazione e precarietà, ovvero il Partito Democratico.

Ebbene sì, la principale causa della mobilitazione reazionaria nel nostro paese è il Partito Democratico, con il suo monopolio nelle cooperative che si occupano di migranti, con il ruolo di applicatore nei territori di disegni legge criminali come quello scritto dal ministro dell’interno Marco Minniti e dal ministro della giustizia Andrea Orlando (entrambi ministri Pd), degno delle peggiori leggi razziali del 1922 di Benito Mussolini e con la politica di lacrime e sangue imposta dal governo centrale Renzi-Gentiloni.

Le soluzioni che i partiti espressione della Repubblica Pontificia possono mettere in campo per superare le contraddizioni oggettive realmente esistenti nel nostro paese (come appunto quella dei migranti), non sono affatto delle soluzioni positive per le masse popolari, ma al contrario, non fanno altro che aggravare la situazione.

Logo Carc

I partiti delle larghe intese (Pd e Forza Italia), propongono soluzioni che si stanno rivelando peggiori degli effetti che nei loro intenti pretendono di contrastare. I partiti antisistema (Lega Nord e “scimmiottatori” del fascismo), non fanno altro che alimentare il razzismo e la guerra tra poveri.

La sinistra borghese (quella che tiene alta la bandiera dell’accoglienza a tutti i costi e dell’assistenzialismo), produce a profusione soluzioni di “buon senso” che però si stanno rivelando un fallimento: “Perché tutto questo attivismo per gli immigrati e per gli Italiani invece non si fa niente?” dicono sempre più spesso ampi strati di masse popolari.

Per questo motivo i comunisti, gli antifascisti, i sinceri democratici e tutti coloro che vedono nel progresso la soluzione ad ogni problema reale, devono contribuire alla costruzione di un contesto tale per cui l’accoglienza ai migranti si possa inserire in un percorso di lotta per l’emancipazione, per un lavoro utile e dignitoso, per l’attuazione delle parti democratiche e progressiste della costituzione del 1948.

Un esempio positivo di quello che intendiamo per “costruire di un contesto tale in cui l’accoglienza ai migranti si possa inserire in un percorso di lotta per l’emancipazione…” ci viene dalla vicina Prato, dove da qualche mese è nata una associazione composta da disoccupati e precari pratesi (indistintamente dal fatto che siano italiani o immigrati, l’aspetto d’aggregazione è che entrambi vivono a Prato), che si sta occupando della costruzione di una rete di solidarietà e di sviluppare la battaglia per conquistare nuovi posto di lavoro, poter vivere dignitosamente e senza dover chiedere nulla a nessuno (vedi: http://www.carc.it/2017/06/08/ne-razzismo-ne-assistenzialismo-da-prato-un-esempio-di-lotta-di-classe/).

Quando cento anni fa la classe operaia e le masse popolari della Russia, dirette dal partito comunista di Lenin, fondarono il primo paese socialista della storia, aprirono una prospettiva nuova e di progresso all’umanità intera, mostrarono il futuro possibile che le masse popolari possono costruire e devono perseguire.

L’esperienza della Rivoluzione d’Ottobre ci mostra e ci insegna come la classe operaia russa, nel giro di qualche anno, sia riuscita a superare divisioni secolari tra popoli e tra differenti etnie russe, sia promuovendo una crescente partecipazione delle masse popolari alla vita politica del paese, che mettendo fine al corso disastroso delle cose, attraverso la regolamentazione della produzione di beni e servizi in base alle necessità delle masse popolari e alla compatibilità con l’equilibrio ambientale.

Sabato 9 settembre a partire dalle ore 18:00 la sezione Pistoia del Partito dei Carc (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo) organizza presso il circolo Arci di Pontenuovo a Pistoia (via Sestini), la lettura e discussione dell’articolo tratto dal foglio di Resistenza n.7-8 “Il segnale dell’Aurora: imparare dall’Ottobre per fare dell’Italia un nuovo paese socialista” (vedi: http://www.carc.it/2017/07/04/il-segnale-dellaurora-la-campagna-del-p-carc-per-il-centenario-della-rivoluzione-dottobre/).

[Carc Pistoia]

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