“LA NOTTE LAVA LA MENTE”

Liceo Classico Forteguerri, La notte lava la mente
Liceo Classico Forteguerri, La notte lava la mente

PISTOIA. Nuovo appuntamento con la Rassegna La scuola in scena, promossa da Provincia di Pistoia e Associazione Teatrale Pistoiese: venerdì 15 maggio, alle 21, sul palco del Piccolo Teatro Mauro Bolognini di Pistoia, saliranno gli studenti della Compagnia dell’Incanto del Liceo Forteguerri-Vannucci di Pistoia, guidati dalla professoressa Giuseppina Adamini.

Gli studenti metteranno in scena La notte lava la mente, libera riduzione da Il purgatorio. La notte lava la mente del grande poeta Mario Luzi. Questi i protagonisti: Sabina Balint, Chiara Mazzei, Matilde Barbini, Giulio Scorcelletti, Caterina Bartolozzi, Riccardo Bonaguidi, Alessandra Chiti, Francesca Monciatti, Martina Ricci, Pietro Muluye Buongiovanni, Alberto Bernacchi, Marta Cappellini, Lucrezia Degli Esposti Pallotti, Gioia Ducci, Lapo Ducci, Michele Gaiffi, Pietro Pinna Pintor, Chiara Rafanelli, Ilaria Diana Giannini, Mirco Innocenti, Bianca Massaini, Francesca Michelozzi, Meriem Sahi, Sara Michelozzi, Andrea Miluccio, Vittoria Mori.

“Nel 1914 nasceva Mario Luzi – spiega Giuseppina Adamini – e il 1265 è l’anno di nascita del sommo Dante. Per celebrare i due poeti in questo anno scolastico 2014/15 il nostro Gruppo teatrale ha scelto di mettere in scena una riduzione e un adattamento del dramma luziano “Purgatorio. La notte lava la mente” che rilegge la seconda cantica della Commedia. La notte in cui Dante riemerge dall’abisso d’inferno, nel mattutino che precede il giorno di Pasqua del 1300, lava la mente del poeta pellegrino dagli orrori del male e lo prepara a compiere il viaggio nel secondo regno oltremondano. L’ascesa del poeta fiorentino ci conduce dallo stato di spaesamento, incertezza e dubbio dell’Antipurgatorio al fervore della Montagna, con visioni folgoranti di luce (immagini esemplari di vizi puniti e virtù esaltate), fino a farci addentrare nell’Eden, luogo della riacquisizione della purezza originaria, della riappropriazione dell’uomo di sé. Il Purgatorio è ascesi, ascensione di una Montagna, è percorso di purificazione. Il Purgatorio è un luogo d’attesa, perché nell’attesa, nella separazione dal nostro destino ultimo, consiste la penitenza. Purgatoriale è anche l’esperienza terrena di noi vivi, che nel nostro andare intersechiamo il percorso di altre esistenze, di altre anime, forse anche loro, come Dante e Luzi, alla ricerca della Verità. Il Purgatorio è viaggio, tra realismo e accensione visionaria, è dramma e esperienza di persone vive, che scoprono nell’altro, in tutto ciò che è altro da noi, la nostra finitezza esistenziale, il nostro inferno e la nostra salvezza. Con luci, parole e geometrie di movimento abbiamo cercato di restituire questo viaggio, terreno e ultraterreno a un tempo”.

[marchiani – teatro manzoni]

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