la perfidia. E A QUARRATA ECCO “LA MADRE DI TUTTE LE LISTE”

Il Tirreno – H109

QUARRATA. Leggo questa notizia dal Tirreno e rifletto.

Ho 50 anni netti di giornalismo sulle spalle. Iniziai a Quarrata nel 1967 e ho lavorato per La Nazione (una ventina di anni), Il Messaggero (per tutto il tempo in cui la squadra giallorossa fu in serie D), Il Telegrafo (sotto pseudonimo), La Voce Repubblicana (un annetto di elzeviri e non solo), Il Tirreno (cinque anni), Tv Quarrata Libera (per chi non lo sapesse, la avevamo messa in piedi io e Luciano Michelozzi: una follia ma la seconda in Italia, dopo Tele Biella – e uno di questi giorni ve lo dimostro…) e poi testate locali, La Gazzetta di Quarrata, Il Mensile, Il Micco/La tribuna di Pistoia e in séguito Quarrata/news, Linee Future e oggi Linea Libera.

Onestamente credevo di avere visto di tutto, ma devo, nei fatti, smentire il detto della Bibbia “niente di nuovo sotto la luce del sole”: Quarrata, quel marasma di casino in poltiglia così ridotto da decenni di guida di centrosinistra, con un Sindaco esperto di burraco anche “Oltre le parole…”, la città mia, da cui provengo, di cui sono stato il primo giornalista iscritto all’albo e il primo iscritto nell’albo dei professionisti (5 ottobre 1995), è riuscita a stupirmi, capperi!

H109 è stata l’artefice di questa mia “conversione sulla via di Damasco”: la pentola (più che il vaso: troppo nobile) di Pandora; la sentina – permettete – di tutte le acque o del brodo primordiale che si ritrova in Le Cosmicomiche di Italo Calvino.

Giorgio Innocenti

Personaggi che vengono da tutti i partiti e si conglomerano in una mega-formazione, piena di spigoli e spigole e cozze ed altro, bollono tutti insieme per il brodetto ante-elezioni, con punte di ritrovo all’Mcl di Valenzatico dove, democraticamente, il “poeta grande artiere” del Carducci ha la sua fucina per il programma elettorale: un programma che – di nuovo – conglomera sacro e profano, filocomunisti ex democristiani ed ex democristiani non filocomunisti – il che è una formazione chiastica (cioè a X), ma dovete chiedervi, elettori, come sia possibile far stare insieme acqua e olio.

Cito da Le affinità elettive di Goethe e concludo che è vero che si può fare il vino annacquato, ma l’olio annacquato non sono in grado di farlo nemmeno a Valenzatico e non lo faranno nemmeno le due punte ex-democristiane, ma con facce rivolte all’antipodo, Fiorello Gori, che fa eleggere il Mazzanti e poi lo màzzia per strada (sì, ma solo all’ultimo km, un anno fa!) e Giorgio Innocenti, accomunato con il Gori dal fatto di essere stato per decenni responsabile dei lavori pubblici.

Anche Fiorello cantava romanze da Bianco fiore all’ufficio tecnico: politicamente una accozzaglia divergente (uno non di sinistra e l’altro sì); lavorativamente una sintonia in quanto ex dipendenti pubblici che, nelle ore libere, come tutti sanno, svolgevano altri lavori. Non me ne vogliano e non si azzardino a minacciar querele, perché ci sarebbe da ridere alquanto.

Fiorello Gori

Due geometri e con loro un terzo, libero professionista (Alessandro Cialdi – chio pure votai), che in questa salsa sa di eminenza grigia: è così che a casa mia si fanno le analisi politiche. In maniera realistica e spietata.

Intorno al piatto, ornamenti di varia estrazione ed umanità. Il Tirreno poi conclude chiedendosi se allacceranno mai e stringeranno intese anche con il centrodestra.

Qui rispondo io, il decano dei giornalisti quarratini con 50 anni di attività: a questo punto è tutto possibile; solo che questa H109 meglio avrebbe fatto a chiamarsi H2O (da fare i miei giochi) o meglio ancora H24, con uomini dentro per tutte le ore (per tutte le stagioni sarebbe troppo, visto il modesto cabotaggio di queste estemporanee impancate).

Alessandro Cialdi

Quel che ne esce è una zuppa da “carcerato” pistoiese, dove, nel brodo nero degli spartani (informatevi, su Wikipedia ci sarà), ci nuota di tutto e di più.

Specie se si tiene presente che a questa “armata Brancaleone” in cui sembra mancare solo un prete (senza offesa per nessuno), vorrebbero avvicinarsi anche Maurizio Ciottoli e Daniele Ferrranti (così ci dicono) e perfino Noci che, battendo i piedi per terra, di recente avrebbe detto che, se non verrà confermato da Vescovi come unico principe ereditario di Quarrata (ahinoi!), se ne andrà per la tangente.

Commento finale secco: gender e plurisessità non sono niente a confronto!

Qui è il caso di ri-citare l’Ifigonia in Culide (grande opera, cercate in internet) e il suo famoso indovinello:

Avvenne un dì che un nobile prelato
lo mise tutto in culo a un capriolo;
un figlio dal connubio essendo nato,
si domanda: com’era tal figliolo?

E l’ultimo verso è ciò che mi chiedo anch’io, stamattina, su H109.

Checché ne possano dire sia l’amico Alessandro Cialdi (a cui chiedo perdono per la mia vis polemica) che “t.a.”, immagino Tommaso Artioli, del Tirreno.

Buona domenica, Quarrata (ma – alla Razzi di Crozza – io non crètoh proprio)!

E che Adonai ce la mandi buona e senza vento!

[Edoardo Bianchini]

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