la pioggia nel canneto. SERRAVALLE IN PIENA PANDEMIA ELETTORALE: CHIACCHIERE, BERLINGOZZI, CENCI E… «TIGELLINO, PORTAMI IL LACRIMATORIO» DISSE NERONE

Devo sinceramente dire che un po’ di morsi nelle chiappone stanno bene a tutti. Il Lunardi, portato alle stelle dal La Pietra, pessimo politico da quando è entrato in Senato, è stato piantato in asso perché, forse, ritenuto colpevole di non aver voluto fare come il senatore e la Pira volevano con la loro desiderata ristrutturazione della giunta serravallina…

 

Già iniziate alla grande le grandi manovre per il Comune di Serravalle. La conclusione, però, sarà la somma delle incursioni più o meno sbagliate del duo La Pietra-Pira. Stiamo alla finestra a guardare l’aria che tira…

 

FUORI GORBI, O CITTADINI!

FATE LARGO ALLA… GARGINI?

 


 

Il Mochi è risoluto come le fasce elastiche dei pistoni. sta sempre a grattar l’olio senza stancarsi… Ora, però, ha un ugnello rotto

 

BISOGNA riscrivere La pioggia nel pineto di D’Annunzio. Occorrerà reintitolarla – seguendo la metafora del Lunardi che si incontra in segreto con il gattone di Castellina in uno dei canneti della Stella – La pioggia nel canneto. Ovviamente pioggia di pianto.

Le cose non sembrano andar bene da nessuna parte. E il cuore mi dice (cito Omero, ma è la mia Gola profonda che parla…):

L’incontro Lunardi/Mochi non ha sortito gli effetti sperati. Mochi resta nel Pd e rilancia forte la candidatura della Querci.

Questo però causerebbe la frattura con Italia Viva che, con Tabarin, non può assolutamente sostenere la Simona. E Corsini reggerebbe una prevalenza della parte di Serravalle rispetto a quella di Casalguidi?

Intanto Lunardi, dopo l’incontro con il senatore (andato piuttosto male, si dice) accarezza l’ipotesi di ritiro lanciando, però, la candidatura della Gargini: insomma va bene chiunque basta che non sia il Gorbi.

Nel frattempo però la Lega pensa a Cristiano Giovannelli che ha ben figurato, secondo la Pira, alle regionali. La Lega vuole un candidato sindaco visto che non gli toccherà né a Pistoia, né a Quarrata.

Insomma, se poi ci metti anche il Bolognini, la Bardelli… altro che quattro liste!

Il sindaco Lunardi ritratto dal vignettista Massimo Borgioli

Devo sinceramente dire che un po’ di morsi nelle chiappone stanno bene a tutti. Il Lunardi, portato alle stelle dal La Pietra, pessimo politico da quando è entrato in Senato, è stato piantato in asso perché, forse, ritenuto colpevole di non aver voluto fare come il senatore e la Pira volevano con la loro desiderata ristrutturazione della giunta serravallina.

Piero – che secondo me ha fatto bene – paga il fio della sua anima da maresciallo: non ha ceduto e ora viene spazzato da parte. Tanto al senatore va bene chiunque e – forse – viste certe brillanti carriere improvvise, anche lo stesso Stefano Agostini che (se conosco bene il sentore) gli sta più a mano della Gargini, che odora troppo di Lunardi.

Agostini, abituato a partire da Rifondazione per diventare destrofilo e meloniano, è – come si dice – “più da bosco e da riviera”. In effetti la Gargini sta troppo zitta e in disparte per non dare l’impressione di non essere papabile secondo l’occhio del Lunardi e con il suo olio santo.

In politica i no si pagano, Piero. E ormai comincia a essere il tempo degli scontrini fiscali e delle lotterie sulla spesa, anche se al posto di Conte c’è Draghi.

Il Pd, però, cari compagni, è spaccato come una pesca spiccace: Corsini contro Mochi. Sembran tanti, ma son pochi. Tra loro si vedono come due gatti in amore, uno tondo e uno pelle & ossa. Li spinge alla lotta la voglia di fare il bene del popolo o l’ambizione di fregare la seggiola al Lunardi?

L’assessore Ilaria Gargini studia da sindaco?

Ma il Mochi ce la farà dopo che gli è cascata di mano la sede dell’Arci Masotti e gli è finita – dicono – su un ditone del piede troncandogli un ugnello? Come farà a squartare gli avversari per riportare la Simona, nemica mortale del duce, con sé?

Della Lega non parliamone: inconsistente e debilitata dalle defezioni locali e pistoiesi; ferma come un cane da punta, quando ha annusato il fagiano, si contenta di portare Giovannelli come candidato sindaco. Vorrà dire che, se passerà, sotto la torre di Castruccio si farà un bel brindisi collettivo a prosecco doc!

Pistoia e Quarrata avranno i candidati del La Pietra. È lui che fa i danni. Ma la storia finisce lì, con la designazione. A Pistoia, perché tornano i compagni del dopo-Tomasi; a Quarrata perché, anche se l’Irene Gori, sua prediletta, piglia tanti voti grazie ai vegetariani del Vannino Vannucci, e il di lei “babbino caro” Fiorello amerebbe aver stretti rapporti con un parlamentarone di stazza, che è in commissione agricoltura (mi pare), non è detto che l’Irene non si fermi a bordo-piscina prima di fare il tuffo. Le geometre a volte sono strane: e mi spiace per FdI che mi accusa di parlar male dell’Irene. Io, infatti, non conoscendola, non potrei mai parlarne male. Mi limito a esprimere solo delle opinioni.

Me la vedo brutta, disse la marchesa camminando sopra gli specchi…

Dagli arresti domiciliari, Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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