LA PITTURA DI RENZO AGOSTINI A TRENT’ANNI DALLA SCOMPARSA

Due mostre, una a Gubbio e l'altra a Volterra, celebrano la statura artistica del pittore pistoiese
Donna dagli occhi chiari

PISTOIA. Si spengeva serenamente nella sua abitazione in Candeglia, un giorno d’estate del 1989, uno dei più talentuosi esponenti della Scuola Pistoiese. Renzo Agostini era stato infatti tra i più promettenti allievi di Giovanni Costetti, che lo iniziò allo Spiritualismo del poeta Lanza del Vasto e alla pittura di Cézanne.

Un lungo soggiorno a Parigi, fra il 1928 e il 1939 gli dà la possibilità di un aggiornamento diretto sulla pittura francese post-impressionista, e si fa notare in importanti esposizioni quali quella del Salon d’Automme del 1935 e quella dell’Accademia degli artisti italiani nel 1938.

Rientrato in Italia nel 1939, tre anni più tardi ottiene l’incarico di assistente alla cattedra di Figura disegnata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, e la nomina ad Accademico nel 1956.

Renzo Agostini, Zinnie nel vaso di vetro, 1938
Renzo-Agostini-Contadino-1924.

Nonostante l’intensa e apprezzata attività pittorica, dopo la scomparsa la critica si è poco occupata di questo poetico artista che ha, nell’equilibro fra istanze stilistiche moderne e tradizione pittorica toscana, il suo punto di forza estetico e concettuale.

A trent’anni dalla scomparsa, due mostre curate da Niccolò Lucarelli ne ripercorrono la produzione pittorica e grafica: il Museo Diocesano di Gubbio ospiterà, dall’11 al 26 maggio, Renzo Agostini. Figure e paesaggi, una selezione di venti pitture a olio che sintetizzano, fra ritratti e paesaggi, i momenti più significativi della carriera dell’artista, raffinato cantore della civiltà rurale toscana per tramite di un moderno stile pittorico improntato a prospettive volumetriche cezanniane.

Invece, dal 18 maggio al 16 giugno, alla Pinacoteca Civica di Volterra si terrà Renzo Agostini, Giovanni Costetti: l’allievo e il maestro: il differente approccio allo spiritualismo secondo la visione dei due artisti, attraverso una selezione di opere grafiche, fra sanguigne, carboncini e matite.

Entrambe le mostre sono patrocinate dai Comuni ospitanti e dalle rispettive reti museali cittadine.

[niccolò lucarelli]

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