LA PROVINCIA DOPO “L’UOMO CHE CAMBIÒ VERSO ALL’ITALIA”

Una riforma che rischia di trascinare l’Italia a fondo. «Vi sembra che se i politici sapessero cosa fanno e come farlo farebbero un casino di questa disumana portata?»
L’assemblea dei dipendenti della Provincia di Pistoia. 8 luglio 2015
L’assemblea dei dipendenti della Provincia. 8 luglio 2015

PISTOIA. Oggi si dice, comunemente, “essere alla canna del gas”. Come lo è, in questo preciso momento, la Provincia di Pistoia.

L’uomo che cambiò verso all’Italia e che ha permesso a Delrio (o Del Rio, come scrivono in Regione…) di disfare il buono e far crescere il caos, èccolo qua: che pimpa a destra e a manca e dà buoni consigli sull’Europa e Tsipras, a Tsipras e all’Europa; ma che non sa togliersi il classico dito di dove né con i bilanci di previsione dei Comuni d’Italia (approvati a luglio, cioè nel secondo semestre dell’anno!), né con il ri-disordino delle Province. E non sarà finita qui: vedrete.

Lo abbiamo già affrontato, questo tema, con uno scritto molto critico in relazione alla conferenza stampa del Presidente f.f. Rinaldo Vanni (vedi). Lo riaffrontiamo, qui, con l’assemblea (e annessa conferenza-stampa) dei dipendenti della Provincia di Pistoia, sempre più in ebollizione e non solo per il caldo di questi giorni. Il tutto stamattina, 8 luglio.

Andrea Mucci, Rsu, ci spiega analiticamente quello che sta per succedere, ma di cui tutti – addetti e non addetti ai lavori – siamo ormai bene a conoscenza.

In assemblea qualche “spirito vola” e se la prende focosamente con la Signora Fratoni, ritenuta responsabile delle difficoltà dell’oggi: in realtà il peggio viene da lontano; da una politica – e va detto anche se non piacerà ai compagni come Moreno Seghi, presente in sala consiglio – piddina miope e, come s’è dimostrato in questi giorni roventi, prona alla Merkel e ai suoi diktat neo-Ddr.

Se una soluzione c’era, e l’unica, per risolvere i mali d’Italia, sarebbe stata quella – da noi a suo tempo accennata (vedi) – di tagliare sì: ma le Regioni. Licenziare un esercito di gente che prende 10-12 mila € al mese (i consiglieri), sopprimere strutture che spendono milioni di € in personale e ambasciate all’estero ingiustificabili (come la Toscana del Granduca) e che apportano tagli generosi alla sanità che sotto il regno di Rossi stanno raggiungendo l’Everest dei sacrifici per la gente comune, derisa e mazziata (pur se poi rivota l’uomo di Pontedera come il Padre Pio per la Toscana).

L’assemblea dei dipendenti della Provincia di Pistoia. 8 luglio 2015
L’assemblea dei dipendenti della Provincia. 8 luglio 2015

Ma restiamo a noi. C’è tempo appena 10-15 giorni per fare ingozzare al Governo la cancellazione delle cose che non vanno e far passare dei provvedimenti che potrebbero salvare il personale della Provincia (Pistoia) e delle altre Province d’Italia, in questi termini:

  • cancellazione dei tagli operati dal Governo
  • proroga delle assunzioni dei precari almeno fino al 31 dicembre prossimo

Tagli, quelli di cui stiamo parlano, dovuti al fatto che sono stati operati su un bilancio (Pistoia) non particolarmente gravato da debiti e mutui, quindi virtuoso, e che, proprio per questo, sono più gravi e assassini di quelli operati laddove il rosso di bilancio è più profondo: 5 milioni su 50 (Pistoia, per esempio) è una mannaiata molto più grave di 7-8 milioni su 80 o 90 milioni di bilancio “arrossato” (altre Province d’Italia).

A Pistoia, come al solito, c’è il peggio del peggio: i 75 dipendenti che dovrebbero andarsene in Regione sono ancora qua, ma a pagarli è Pistoia e non sua Altezza Granducale Enrico Rossi (che pagherà, se tutto va bene, non prima del prossimo anno); i dipendenti della Comunità Montana sono ancora sulle spalle della Provincia in disarmo; le decine di precari dell’ufficio-lavoro rischiano, se non prorogati (la Fratoni non lo aveva fatto a suo tempo), di perdere il bollino che garantisce il giusto “diritto alla salvezza” dopo anni e anni di rinnovi.

Più di così, c ’era verso...?
Più di così, c ’era verso…?

Aggiungiamoci anche il problema, non secondario, della Polizia Provinciale (vedi) che sarà letteralmente smembrata e disseminata fra le varie polizie municipali dei comuni di riferimento, se non messa, addirittura, in mobilità, almeno in parte. Niente controllo sul territorio, nessuna sicurezza di nessun genere. E tanto scompiglio nella vita di questi dipendenti.

Intanto settembre è alle porte: l’erba cresce sulle strade e la Provincia non può sfalciare: le potrebbe chiudere; le aule mancano e la Provincia non ha soldi: metterà su delle tendopoli?; i laboratori delle scuole tecniche rischiano il fermo fin dall’inizio del nuovo anno scolastico; i portatori di handicap potranno essere ancora trasportati a scuola?

Si aspettano, tutti, una proroga di gestione dal Governo. E la possibilità di rinnovi contrattuali, fino, almeno, al 31 dicembre prossimo. Ma siamo in mano – lo diremo fino alla nausea – a politici che non sanno quello che fanno, che non sanno come farlo.

Parliamoci chiaro, signori, direbbe il Bomba: vi sembra che se sapessero cosa fanno e come farlo farebbero un casino di questa disumana portata?

Vedi: http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministri_gov.html

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