LA SANITÀ DEGLI ASINI CHE VOLANO

Faranno vedere perfino che gli asini volano
Faranno perfino vedere che gli asini volano

PISTOIA. Cominciamo a mettere i puntini sulle “i”.

  • Punto 1° – Le lezioni regionali sono sempre più vicine e il “teatrino” è iniziato.
  • Punto 2° – Il P(artito) D(democristiano), sempre più dilaniato al suo interno, e suddiviso on bande, seppur in mancanza di un’opposizione almeno apparente, inizia il giochetto delle tre carte sul problema sanità, che finirà, come dice giustamente Giorgi (vedi), per annientare i toscani residenti nell’area vasta Prato, Empoli e Pistoia.

Tuttavia al popolo si deve continuare a carpire il voto facendo vedere che ci si oppone ai tagli che la Sanità in Provincia di Pistoia subirà, con comunicati apparentemente focosi – a partire dal Sindaco Cormio (vedi)  – che si traducono in un non possumus, mentre i compagni-amici di cordata in Regione, possunt eccome!

Qui il gioco si fa sporco, perché si presume che le persone siano talmente “rincoglionite” e “smemorate” da non ricordarsi che la Sanità, bene primario ed essenziale del cittadino e dal cittadino lautamente pagato, è già stata smantellata nelle periferie del territorio, da Pescia a San Marcello, a tal punto da spostare il problema alla “questua” di ripristinare la mensa a San Marcello o alla pretesa di un eliporto: perché, sempre secondo il Sindaco di San Marcello, esiste ancora un reparto di ortopedia ed una medicina generale. Prosit!

Marroni, l'uomo che parlava ai trattori
Marroni, l’uomo che parlava ai trattori

Il problema, però, è più complesso nella sua semplicità, ovvero si cerca di spostare l’attenzione dell’elettore sul particolare, come il pronto soccorso, “cadaverizzato” Piot, a San Marcello, e i suoi diciotto metri di maggiore estensione, le rimostranze del Consigliere Venturi che non accetta adesso l’ulteriore taglio ai servizi e la susseguente risposta dell’Uomo che parlava ai trattori, cioè Marroni (vedi), che dichiara che il tutto è per colpa dei tagli governativi (cioè del “suo” governo, quello del bomba-Renzi), ma di essere disposto a riparlarne: un po’ come con i patti territoriali sulla Montagna, il cui risultato è sotto gli occhi di tutti.

A maggio si vota ed è necessario ricompattare il “gregge P(unto) D(emocratioco)” con il metodo semplice e arrogante che classifica loro, i politici, nella categoria dei furbi e gli altri, i cittadini, nella categoria degli imbecilli e dei coglioni.

Scommettiamo che presto si verrà a sapere che la Regione butterà sul piatto della Sanità un dono di qualche centinaia di migliaia di euro per la nostra provincia e tutti gli attuali critici nel Pd innalzeranno peana e Te Deum alla loro capacità di essere ascoltati e di avere correttamente operato per il nostro/loro territorio/interesse?

Le scommesse sono aperte. I nostri amici sono sicuri che il “giochino” riuscirà perché la maggioranza Pd che conta, in Regione e non solo, è di ceppo democristiano e quindi è adusa, come ha fatto dal 1948 in poi il Biancofiore, a considerare che i votanti, quelli che credono che gli asini volino sommati agli amici e agli amici degli amici (Renzi Compreso), sui quali sempre hanno potuto contare, non “diserteranno”. Per amor di Patria e di Dio.

Ma il Pradeterno non potrebbe, stavolta, mandare storto qualcosa…?

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