LA STAGIONE TEATRALE DI POPIGLIO

La locandina
La locandina

POPIGLIO. Anche quest’anno con la presentazione della stagione del Teatro della Montagna-Teatro Mascagni Popiglio si completa la programmazione artistica che l’Associazione Teatrale Pistoiese cura sul territorio provinciale, in stretta sinergia con tutti gli Enti soci.

La stagione teatrale, elaborata dal direttore artistico Saverio Barsanti e promossa dai Comuni di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese, unitamente all’Associazione Teatrale Pistoiese, viene a confermare con rinnovata energia il ruolo significativo che il Teatro Mascagni ha ormai assunto quale presidio culturale per il territorio della montagna, pur in una fase economica particolarmente difficile che tocca in prima linea proprio gli Enti locali.

La stagione è stata presentata stamani, 2 aprile, al Teatro Mascagni di Popiglio alla presenza del Sindaco di Piteglio Luca Marmo, dal Sindaco di San Marcello Pistoiese Silvia Cormio, dal Presidente dell’Associazione Teatrale Pistoiese Rodolfo Sacchettini, dal consigliere comunale del Comune di Piteglio Giulio Baldassarri, membro del Cda dell’Associazione Teatrale Pistoiese e dal Presidente Unicoop Montagna Pistoiese Adamo Bugelli.

Un cartellone di livello con cinque appuntamenti, due in orario serale e tre, alla mattina, questi ultimi riservati agli studenti delle scuole materne ed elementari della montagna.

Con la stagione 2015, si inaugura anche la collaborazione con Unicoop Montagna Pistoiese – una realtà economica particolarmente importante per l’intero territorio montano – che avrà modo di rafforzarsi nel futuro, attraverso ulteriori iniziative. La collaborazione si concretizza, quest’anno, non solo attraverso un sostegno economico alla stagione, ma anche nell’apertura di un punto prevendita presso la sede Unicoop di San Marcello Pistoiese la mattina del venerdì precedente ai due spettacoli serali (in orario 10/13).

Da segnalare, inoltre, la riduzione del prezzo del biglietto, che passa da 11 euro a 10 euro.

Inaugura la programmazione, domenica 19 aprile (ore 21), Elisabetta Salvatori con lo struggente spettacolo che la straordinaria ‘affabulatrice’ versiliese porta da anni per i teatri e le piazze italiane con immutato successo, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli: Scalpiccii sotto i platani, un intenso lavoro di teatro civile, dedicato alla strage di Sant’Anna di Stazzema ed ora proposto in occasione del 70° anniversario della Liberazione.

Raccontare è quel sapere povero che tutti conoscono…

Le storie che Elisabetta Salvatori sceglie sono vere, le raccoglie incontrando anime, luoghi e tradizioni con la curiosità di chi sa scoprire episodi rimasti nascosti, ne documenta l’origine con cuore e perizia, per poi riportarle alla luce e riconsegnarle al pubblico con la cura e la passione di una restauratrice: storie di vita vissuta, di sentimenti vibranti, di minime azioni, di dolori e passioni, di coraggio e amore, portate in scena con un linguaggio intimo, reale semplice e per questo dirompente che rende vive le sue trame e cattura chi ascolta.

Assolutamente toccante la sua ricostruzione degli ultimi momenti di vita degli abitanti di Sant’Anna di Stazzema prima del compimento dell’eccidio, perpetrato nell’estate del 1944 nel piccolo centro sulle Alpi Apuane (dove molti sfollati avevano trovato rifugio per scampare agli orrori della guerra) ad opera del 16° battaglione SS della “Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Reichsführer”, guidato dai fascisti versiliesi e comandato dal maggiore Walter Reder: 560 morti in poco meno tre ore, donne, vecchi e persino 130 bambini, nel corso di una rappresaglia compiuta perché il villaggio non aveva rispettato il bando tedesco di abbandonare il paese.

Scalpiccii sotto i platani,  Elisabetta Salvatori
Scalpiccii sotto i platani, Elisabetta Salvatori

Il racconto riporta lo stato d’animo degli abitanti di Sant’Anna ma anche degli sfollati, uniti ad aspettare la fine della guerra, fra paura e mancanza di cibo, nei giorni precedenti all’eccidio, giorni che si snodano in modo apparentemente normale. Il 24 luglio nasce una bambina, che viene chiamata Anna. Il 26 luglio, giorno di Sant’Anna, c’è festa per le strade del paese. Il 10 agosto, la notte delle stelle cadenti, sotto i platani della piazzetta della chiesa i bambini fanno un girotondo, e qualcuno ricorda ancora lo scalpiccio dei loro piedini. Due giorni dopo, si sentono salire lunghe file di soldati, fra canti e il suono di un organetto… È quanto è dato di ricostruire dall’ascolto delle testimonianze di quattro superstiti, quattro bambini che assistettero a quell’eccidio (uno dei quali Ennio, attuale custode del museo della memoria di Sant’Anna) , tra i più efferati fra quelli condotti dai nazisti in ritirata.

Elisabetta Salvatori, per realizzare quest’opera, ha ascoltato i racconti di quei pochissimi sopravvissuti, le testimonianze dirette di coloro che, bambini, vissero quel tragico giorno: laddove la storia personale di questi figli della Versilia si intreccia drammaticamente alla storia collettiva, sorgono le parole dello spettacolo, in memoria delle persone uccise e delle loro storie di sofferenza, di lutti, di amore e di coraggio.

Nel 2005 il Tribunale Militare di la Spezia ha pronunciato la sentenza (poi confermata dalla Cassazione nel 2007) con la condanna all’ergastolo per dieci imputati tutti ufficiali e sottufficiali del II battaglione del 35° reggimento.

Secondo appuntamento in cartellone, domenica 24 maggio (ore 21), La famiglia Campione, spettacolo scritto e interpretato da Gli Omini (Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini e Giulia Zacchini), la giovane compagnia di Montale, dal 2013 ‘in residenza artistica’ presso l’Associazione Teatrale Pistoiese.

Il gruppo, che dalla sua fondazione ha ricevuto molteplici riconoscimenti (tra i quali, il Premio Enriquez 2014 per la ricerca drammaturgica e l’impegno sociale), è già stato ospite del Teatro Mascagni alcuni anni fa con CrisiKo, un lavoro costruito attorno alle storie, ai personaggi e alle impressioni raccolte durante la permanenza degli stessi attori sulla Montagna Pistoiese, a stretto contatto con la gente del posto, secondo la modalità di lavoro che caratterizza la creatività de Gli Omini.

Prodotto in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola e con il sostegno della Regione Toscana, La famiglia Campione racconta l’ora di una famiglia come tante ed ha, alle spalle, un lungo percorso fatto di indagini e laboratori: un progetto che ha coinvolto cinque comuni della provincia fiorentina e più di ottanta giovani. Così i personaggi sono dieci, ma assumono i modi, le parole, le storie di centinaia di persone conosciute per strada.

La famiglia campione,  Gli Omini
La famiglia campione, Gli Omini

Lo sguardo su un corridoio come tanti, che dà su una porta chiusa. I nonni aspettano di morire, i genitori sono troppi, i figli continuano a girare a vuoto. Ma uno di loro domani parte, abbandona il posto di combattimento. Un altro invece ha scelto un viaggio diverso, si è chiuso nel bagno, dietro quella porta. È da una settimana che non esce, e non parla. Ma mangia, state tranquilli che mangia.

Dieci sono i personaggi. Tre le generazioni a confronto. Tre gli attori visibili in tutto. Così che il gioco si sveli pian piano e che ognuno sia nonno, padre e figlio di se stesso. Così che il ritratto dell’oggi, delle piccole province, della gente di valle, della famiglia campione, si astragga dalla realtà, rimanendo sospesa nel tempo.

Babbo – Inizio a preoccuparmi. Figlio – È un po’ tardi per iniziare…

Il cartellone è completato da tre appuntamenti, in orario scolastico, indirizzati ai bambini delle scuole materne ed elementari della montagna, a cura della Compagna Giallo Mare Minimal Teatro e della stessa Elisabetta Salvatori. Ampia l’adesione delle scuole, che ha fatto registrare già il tutto esaurito per i tre spettacoli, a cominciare dal primo, Perché piangi? per la regia di Lucio Diana e Vania Pucci, che si è tenuto il 1 aprile al Teatro Mascagni. La rassegna proseguirà lunedì 20 aprile (ore 10) con In viaggio, storie in valigia di e con Elisabetta Salvatori (fascia d’età: 6/11 anni), per concludersi con I tre porcellini, sempre firmato da Giallo Mare Minimal Teatro con Renzo Boldrini e la regia di Michelangelo Campanale (6/10 anni).

Scarica: Depliant stagione teatrale 2015 Popiglio

[marchiani – teatro manzoni]

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