LA STORIA FAMILIARE E IMPRENDITORIALE DI LIDIANO ZELARI

Ieri a Casalguidi la presentazione del libro su una delle figure storiche del vivaismo pistoiese. All’incontro di presentazione moderato da Luigi Bardelli sono intervenuti, insieme ai figli Andrea, Stefano e Mariachiara Zelari e ai nipoti, il sindaco di Pistoia Tomasi, la consigliera regionale Fratoni, il presidente del Distretto vivaistico Ferrini, il vivaista Vannucci, il presidente della Fondazione Caript Zogheri e i parroci di Valdibrana e Chiazzano

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PISTOIA. Un grande vivaista, lucido e lungimirante, operoso, onesto e collaborativo perché privo di invidie, capace di dare spazio alle nuove generazioni senza perdere il controllo, amato dai propri dipendenti. E come uomo saggio e gentile, socievole pur essendo di poche parole, capace di mettere a proprio agio gli interlocutori senza mai perdere il loro rispetto, profondamente cattolico ma non bigotto, saldamente ancorato ai valori familiari tradizionali.

Sono i tratti della figura di Lidiano Zelari emersi ieri dalle parole degli intervenuti all’incontro di presentazione a Villa Zelma a Casalguidi (Pistoia), a due anni dalla sua scomparsa, del libro a lui dedicato dai figli Andrea, Stefano e Mariachiara Zelari (in ordine d’età): Lidiano Zelari – I valori della terra e della famiglia in un protagonista del vivaismo pistoiese, a cura di Arnaldo Nesti, edito da pochi giorni dalla casa editrice Diogene Multimedia.

Un testo biografico, arricchito da immagini fotografiche e contributi scritti di familiari e personalità delle istituzioni che lo hanno frequentato a lungo, che ne ripercorre la storia familiare e imprenditoriale gettando inevitabilmente uno sguardo “dal di dentro” e inedito anche nella storia del vivaismo pistoiese fin dalle sue origini. E in cui si conferma il ruolo svolto da Zelari, ad esempio, come uno dei quindici fondatori dell’Associazione Vivaisti Pistoiesi (ora Italiani), come ha ricordato l’attuale presidente di AVI Luca Magazzini su Facebook, oppure in qualità di consigliere per molti anni di Confagricoltura Pistoia.

Mentre sul piano più privato viene illustrato con efficacia e dovizia di aneddoti il fatto che per lui vita aziendale e familiare sono sempre state in stretta continuità, all’insegna di valori ben precisi: l’impegno lavorativo ma anche il rispetto umano e la fede cattolica. E tutto ciò senza bisogno di ricorrere a molte parole, solo con l’attenzione costante e intelligente alla famiglia, alla sua azienda e al comparto vivaistico, ma anche all’intero contesto sociale della sua città, con grande dedizione pure ai buoni rapporti con le istituzioni.

Alla presentazione, moderata con cognizione di causa da Luigi Bardelli che ben conosceva Lidiano, c’erano con i familiari numerosi esponenti delle istituzioni pistoiesi, del distretto vivaistico ornamentale e della chiesa cattolica, il suo mondo.

La copertina del libro

Il primo a intervenire è stato il primogenito Andrea Zelari, che è presidente di Confagricoltura Pistoia, il quale ha definito suo padre come la figura dell’«uomo saggio di poche parole e molti fatti» e ha poi ricordato che il giorno della morte nel settembre del 2019, dovendo allestire la camera ardente nel vivaio di domenica (il luogo dove trascorreva la quasi totalità del tempo), coinvolsero i dipendenti dicendo loro di segnare le ore necessarie, ma nonostante un’intera giornata di lavoro non vollero farsi pagare niente, a testimonianza dell’affetto che nutrivano per Lidiano.

A seguire, il nipote Leonardo, figlio di Andrea, ha fra l’altro detto che il nonno Lidiano, benché di poche parole, amava la compagnia e riuniva tutta la famiglia per il pranzo domenicale dopo la messa: stava ad ascoltare, ma le poche volte che prendeva la parola «calava il silenzio, perché era fonte di ispirazione».

Inoltre era un tifoso assiduo della Pistoiese e andava regolarmente allo stadio. Mentre il prof. Arnaldo Nesti, presentato da Bardelli come «uomo brillante, che sa di scienze sociali e di teologia e quindi ha saputo raccontare in maniera interessante la vita di Lidiano», dopo aver tratteggiato gli inizi dell’avventura imprenditoriale Zelari, ha sottolineato tra l’altro il cattolicesimo sociale di Lidiano, un tratto comune ad altri vivaisti pistoiesi, e l’ha definito «uomo operoso e gentile, cattolico ma non bigotto, dotato di intelligenza lucida».

«Spero che il libro vada nelle mani di un giovane – ha detto il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi — perché parla di famiglia, fatta di riti e consuetudini e di sforzo per tenerla unita, e poi del coraggio di fare impresa, che costa fatica e comporta rischio e investimenti. Magari uno su 10 avrà il coraggio di aprire un’azienda pure lui ed entrare nel mondo del vivaismo».

Parole condivise dalla consigliera regionale Federica Fratoni, la cui famiglia è legata da antica amicizia agli Zelari, che ha aggiunto: «le grandi storie imprenditoriali del vivaismo sono grandi storie familiari». 

Passando al mondo del vivaismo, il prof. Francesco Ferrini, presidente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia, pur ammettendo di non averlo conosciuto bene, si è ricordato di quando lo incontrò al Flormart, il salone del florovivaismo, e pur essendo lui un estraneo «lo mise subito a suo agio, come se facessi già parte di una grande famiglia».

Il pubblico presente

Nel suo saluto, Vannino Vannucci, che l’ha conosciuto bene, l’ha ricordato come «grande imprenditore e pioniere del nostro settore» e come «uomo onesto», «mai invidioso» di fronte a un successo altrui. Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia Lorenzo Zogheri, dopo aver confermato con un aneddoto personale di giovane notaio quanto detto da Ferrini sulla disponibilità di Lidiano a mettere gli altri a proprio agio, ha aggiunto: «nel corso degli anni ho potuto notare un’altra sua virtù: la capacità di lasciare spazio alle nuove generazioni, farle crescere, però mantenendo lui l’ultima parola, delegare ma continuando ad avere il controllo».

Il parroco di Valdibrana don Eusebio ha raccontato che i dipendenti di Lidiano, quando sono venuti a sistemare il giardino a lui dedicato lì vicino, lo hanno descritto come un secondo padre. Mentre il parroco di Chiazzano Don Cristoforo ha sottolineato la coraggiosa e serena tranquillità con cui ha affrontato gli ultimi giorni prima di morire. Entrambi ne hanno testimoniato la profonda fede, per quanto mai esibita.

Infine il figlio Stefano Zelari ha associato al ricordo del padre quello dello zio Renzo, figura altrettanto importante per lo sviluppo del Gruppo Zelari, che ha operato anche nel mondo delle casse rurali e del credito cooperativo. Fratello a cui Lidiano era molto legato. Stefano ha anche sottolineato che per quanto suo padre Lidiano fosse più attaccato al comparto vivaistico non gli ha mai impedito le sue attività negli altri settori in cui si è allargato il Gruppo Zelari: «non è stato un padre padrone e mi ha lasciato libero di scegliere».

[lorenzo sandiford]

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