LA TOSCANA E LA SANITÀ DI MARRONI & C.[ECCARELLI]

Vincenzo Ceccarelli, Luigi Marroni e il Sindaco di Bibbiena
Vincenzo Ceccarelli, Luigi Marroni e il Sindaco di Bibbiena

BIBBIENA. Nel tardo pomeriggio di ieri, 30 aprile, alle 17:30, al Teatro Sole di Bibbiena si è svolto l’incontro pubblico sulla sanità del Casentino, promosso dalla Conferenza zonale dei Sindaci.

Due gli assessori regionali presenti: quello alla Salute, Luigi Marroni, e a quello alla Mobilità, Vincenzo Ceccarelli. Al tavolo istituzionale, tutto democraticamente targato Pd, casualità messa in evidenza dal consigliere di minoranza del Comune di Poppi Enrico Lettig, sedevano il direttore della Asl 8 Arezzo, Enrico Desideri, e il Sindaco della cittadina Aretina nonché Presidente della Conferenza dei Sindaci, Daniele Bernardini.

Molte i cittadini che hanno raccolto l’invito a partecipare tra cui il Presidente del locale Comitato Salute Marco Roselli e, giocando in casa, non poteva mancare, il C.r.e.s.t. con Valerio Bobini e alcuni componenti.

Il C.r.e.s.t. c’è! Come c’era a Bonelle (vedi San[t]ità, e Rossi fu a Bonelle fra sassate del pubblico e carezze dei suoi e Sanità dei tagli: ma rossi non ha apprezzato Eva Giuliani), in un’opera di marcatura a uomo dura e asfissiante, stile Gentile su Maradona ai campionati di Spagna del ’82.

Valerio Bobini, Presidente del Crest
Valerio Bobini, Presidente del Crest

Fatti gli onori di casa da parte del Sindaco con un intervento incentrato sui patti territoriali e la preoccupazione se questi saranno ancora validi alla luce della nuova ed ennesima riforma sanitaria partita da oggi 1 maggio (vedi Rossi colpisce ancora: Aree vaste, da domani i tre “supereroi”), la palla passa prima a Ceccarelli che poi la passa a Marroni, nella più classica melina per tirare lungo e scoraggiare i presenti.

Quaranta i minuti d’intervento dell’assessore Marroni, dieci quelli di Ceccarelli, altrettanti quelli del Sindaco di Bibbiena a cui si aggiungono i trenta minuti iniziali di ritardo. Si sono fatte le 19:30, inizia a essere l’ora di cena e la gente inizia a sloggiare.

Quanto detto da Marroni nella sua lezione imparata a memoria, può essere sintetizzato in:

  • quanto siamo stati bravi a riorganizzare la sanità
  • quanto siamo stati bravi a fare una sanità di eccellenza prima in Italia nonostante il taglio delle risorse
  • quanto siamo stati bravi a non chiudere nessun piccolo ospedale
  • quanto siamo stati bravi a dare un futuro a tutti i piccoli ospedali che ora hanno una missione
  • quanto siamo stati bravi a fare 47 case della salute
  • quanto bene ha fatto la carica dei 101 Sindaci che hanno firmato i patti territoriali incisi, l’ha sottolineato nuovamente, nel bronzo (vedi Quarrata/news, San Marcello. Marroni, le sue domande e le sue autorisposte)

Bobini interviene, mette sulla poltrona l’assessore e lo serve di barba e capelli:

  • mancanza di posti letti con ospedali alla paralisi
  • la Toscana fanalino di coda per l’attesa di ricoveri
  • la Toscana fanalino di coda nelle liste di attesa
  • una banale influenza è stata sufficiente per chiudere le sale operatorie di 3 dei 4 nuovi ospedali e cercare di arginare la carenza dei posti-letti
  • ospedali che costano un miliardo e 200 milioni
  • il nuovo ospedale di Prato che spende 2 milioni in più di energia elettrica rispetto al vecchio
  • una riforma-Sanità che taglia surrettiziamente tra 1000 e 1500 unità di personale sanitario non reintegrandolo
  • una regione indagata per il buco di Massa
Enrico Desideri, Direttore Generale dell’Asl 8 di Arezzo
Enrico Desideri, Direttore Generale dell’Asl 8 di Arezzo

Lo shampoo a secco lo fa Desideri, ma non a Bobini, che non ne ha bisogno: inaspettatamente a Marroni, invece, che getta, per agevolare il compito al suo direttore di Asl, gli occhiali sul tavolo.

Una difesa a spada tratta dei piccoli ospedali: “Chiudere i piccoli ospedali è una scemenza. Una scemenza soprattutto in termini di contabilità analitica, perché per pareggiare il bilancio bisogna saper far di conto, porca miseria! Noi abbiamo dimostrato se si fanno le cose giuste, ma solo se si fanno le cose giuste, che servono e si dà l’attività dell’ospedale, nei piccoli ospedali costa persino meno l’attività di percorso, la protesi fatta a San Sepolcro costa meno che la stessa fatta ad Arezzo. Ovviamente si parla di attività programmate. I piccoli ospedali possono avere un grande ruolo e non si è capito perché mai le case di cura private con pochi posti letto fanno affari e noi dovremo rimetterci. I nostri piccoli ospedali pubblici dobbiamo farli viaggiare come se fossero delle cliniche private. In Canada hanno dovuto riconoscere, dopo aver iniziato con questo luogo comune, che (la chiusura dei piccoli ospedali – n.d.r.) non era conveniente dato che i costi aumentavano e soprattutto aumentava il numero degli ammalati”.

Marroni
Marroni

Il direttore Desideri continua e affronta l’altro importante aspetto della sanità della periferia e delle zone difficili: “Noi si continua a parlare di ospedali e di sanità della cronicità, ma dimentichiamo che la sicurezza del malato è data dalla rete dell’emergenza-urgenza, dato incontrovertibile. Se noi non abbiamo una rete che funziona con personale preparato. La rete dell’emergenza-urgenza deve essere sicura e tale da garantire risposte in tempi rapidi, spesso minuti”.

Al termine dell’incontro c’è chi giura di aver sentito il direttore della Asl 8 di Arezzo dire che il pronto soccorso di San Marcello lui, per le ragioni sopra esposte, non lo avrebbe tolto. Marroni prova a rispondere ma s’incarta da solo.

Per rispondere al maggior consumo energetico dei nuovi ospedali, lui ex manager Fiat, giustifica la maggiore esagerata spesa con una metafora motoristica: dice infatti che basta guardare alle nuove automobili. Meno male che qualcuno dal pubblico evidenzia che queste consumano meno.

Vincenzo Ceccarelli
Vincenzo Ceccarelli

Ma non importa l’assessore va in un crescendo. Si fa prendere dalla fiammata di ritorno del suo primo amore marchionnico e inizia a parlare di fusioni industriali che falliscono, di medioevo e progresso.

In un medioevo, però, in cui anche nei piccoli ospedali c’era il chirurgo che ti operava. Per togliere i marroni dal fuoco interviene provvidenzialmente Ceccarelli: che strappa il microfono all’Assessore alla Salute e prova chiudere la serata.

Anche questo è un sintomo della Sanità di Rossi. Anche questo è un sintomo della libertà di espressione nell’èra del Partito Democratico.

Quando manderanno al confino nella “terra dei fuochi” (non in Siberia) tutti noi che, in cronaca, ogni giorno, cerchiamo di raccontare faticosamente come le cose stiano davvero…?

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