L’ACQUA, SAN BARTOLOMEO, PISTOIA E LA DEMOCRAZIA D’ITALIA

Pistoia è sostanzialmente l’emblema di una “democrazia del potere” nata male e mal conservata per oltre settant’anni in nome (e solo a parole) del popolo. Risposta a Mario Bonesi e non solo
Dettaglio della pianta del Cavaliere Martelli. La Gora di Gora e la Gora di Scornio, attraversato il retro di San Bartolomeo, si riuniscono
Dettaglio della pianta del Cavaliere Martelli. La Gora di Gora e la Gora di Scornio, attraversato il retro di San Bartolomeo, si riuniscono

Gentile Signor Bonesi,
rispondo a lei (vedi) perché da cittadino di questa Pistoia, io, ultimo fra gli ultimi, ho l’occasione di poter parlare con lei e ho la possibilità di rispondere anche a Roberto Bartoli.

Mi sono permesso l’accostamento fra Ginevra Lombardi e la “questione” dell’acqua pubblica – e, ripeto la di lei estromissione dalla Giunta Bertinelli – ed il problema del parcheggio del Pantano in San Bartolomeo perché i due problemi non confliggono ma, al contrario, sono la cartina di tornasole di una settantennale gestione “concordata” del potere in Pistoia. Chi vi si oppone, o viene sbattuto fuori (Ginevra Lombardi) o fatto “democraticamente” fuori con le primarie (vedi Bartoli e Ponte alle Tavole…).

La mia premessa potrà trovarla già in disaccordo, ma, vede, bisognerà pure cominciare a comprendere perché certi “lasciti” politici hanno ucciso Pistoia e le sue aspettative di crescita. Gli articoli pubblicati su «Linee Future» e, prima ancora, su «Quarrata/news» da Lorenzo Cristofani dovrebbero fare riflettere in tema di semplice rispetto del territorio e di pervicace difesa del nostro passato, che deve essere goduto senza violenza dalle future generazioni.

Le pongo il quesito dell’Ospedale. Era bastevole alle esigenze dei cittadini, policentrico, facilmente raggiungibile e, logicamente, migliorabile. Poteva espandersi in via della Crocetta nell’ex Convento delle Suorine e nel convento dei Cappuccini in Piazza del Carmine. Ma, maliziosamente a mio parere, il guadagno era misero.

Quello nuovo è stato edificato su un pantano certificato come pericoloso dagli stessi tecnici comunali, fuori dal cuore di Pistoia, con dispendio di risorse enormi e con una efficienza che solo le veline dell’azienda Asl cercano di minimizzare. Un assassinio urbanistico che appare ancora più beffardo leggendo che nelle grandi Città del Mondo, i centri medici sono all’interno e non fuori dal tessuto urbano. I quattro ecomostri ospedalieri (Lucca, Massa, Pistoia e Prato) a cosa servono se reparti di eccellenza sono già presenti in Pisa, Pistoia, Firenze, Fucecchio (!) facilmente raggiungibili?

Acqua a peso d'oro
Acqua a peso d’oro

Anche il reparto di cardiologia, nel vecchio Ospedale, era facilmente raggiungibile, purtroppo. E ora? Anche anatomia patologica a Pistoia. E ora? Anche il centro oncologico a Pescia. E ora? Anche l’Ospedale Lorenzo Pacini a San Marcello. E ora?

Non sorge il lecito dubbio che il profitto, comunque raggiunto, abbia prevalso sul senso del buon padre di famiglia? Non sorge il dubbio, anche a Roberto Bartoli, che questa, come tante altre operazioni, sia solo il frutto di quel capitalismo/politico marcio che opera con i soldi pubblici, impegnando le future generazioni nei “pagherò” e che accumula debiti sulle nostre spalle e profitto nelle loro tasche?

Se mai volessimo toglierci il dovere e il gusto di comprendere, potremmo chiedere agli imprenditori liberi che rischiano in proprio: loro e i dipendenti che, dalla corretta iniziativa privata, trovano alimento per le loro famiglie. Ovviamente non è da chiederlo a Marchionne, a Lapo e all’Emma Marcegaglia! La pantomima delle Breda, condannata a morte e regalata al Sindaco di Napoli Bassolino da un incapace politico pistoiese prima dell’attuazione della legge che punisce lo scambio di voti, dice niente?

L'inaugurazione del San Jacopo
L’inaugurazione del San Jacopo

Roberto Bartoli, docente di diritto all’Università, mi insegna che le leggi (a me insegnavano così) sono la codificazione di comportamenti e situazioni che devono regolare i rapporti umani e civili. Le leggi sono, o dovrebbero essere, la sintesi delle necessità umane che non possono essere lasciate al libero giudizio della persona. Se non sbaglio, leggo sui giornali che questa regola vale per tutti, ma non per i magistrati. Matteo, infatti, nella scure che si sta abbattendo sul pubblico impiego e sulle retribuzioni degli statali, ha trovato il “niet” dei magistrati: loro si pagano da soli e non vogliono inciampi terzi. In funzione della loro terzietà che fa rima con proprietà.

Roberto Bartoli, è assodato che non ci sono più soldi. L’area Pupilli, anche in relazione al reticolo che circonda San Bartolomeo in Pantano, è una soluzione. Non lo è “il regalino” della passata amministrazione del grande manager Berti che, perdendo la causa – e la perderà –, avrà regalato a Pistoia un imperituro ricordo del suo “ben fatto”. Tanto, lui non paga: paghiamo noi anche se questo non è un giochino ma è dirompente negli effetti e nel tempo.

Chi crede in questa democrazia che io aborrisco e che concepisco, invece, come compartecipazione, dovrebbe alzare la voce e arrabbiarsi.

Mussolini si dimette [La Stampa]
Mussolini si dimette [La Stampa]
Un’ultima considerazione: Pistoia è comandata da settanta anni dai catto-comunisti.

Mi permetto di far notare che il cav. Benito Mussolini, avendo vinto le elezioni “a modo suo”, messo in minoranza il 25 luglio dal Gran Consiglio del Fascismo, andò dal Re e rimise il mandato di primo ministro. Fu arrestato.

Berlusconi fece ugualmente ed è stato messo ai servizi sociali, per altri motivi, però.

Monti, Letta e Renzi? Hanno vinto le elezioni? E Napolitano che ne dice…?

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