ladurner-desmos. MEGLIO IL SILENZIO E L’OBLIO

Mangoni e Acciai chiedono il silenzio alle opposizioni, facendo però appello alla Magistratura di intervenire per le evidenze penali sulle vicende di Agosto. Un episodio da affogare con reticenza e menzogne
L’inceneritore di Montale

MONTALE — AGLIANA. Il Comune di Agliana nega la Commissione dedicata alla comprensione dell’ignoto evento del blocco impianto del 20 Agosto (o forse molto chiaro, scegliete voi).

Interessante rilevare che anche Mangoni, come il Sindaco Betti ha già dimenticato le criticità emerse e contestate come “perplessità” da Usl Centro.

Però hanno bene chiaro il parere (loro compiacente) di Arpat che con una sintetica battuta rilevò “plausibile” la poco credibile narrazione delle “chips incombuste che volavano” in realtà raccolte dal personale del Cis sull’argine da poco incendiato, come riportato dal Brizzi ai Commissari nell’accesso impianto del 16 dicembre.

Il direttore di Arpat Andrea Poggi è stato raggiunto da una richiesta di chiarimento per la specificazione dell’autentico significato di quell’aggettivo dal Comitato antinceneritorista, ma non l’ha ancora evasa come invece ha ben chiaramente fatto il Dipartimento prevenzione di Usl Centro con una illuminate nota interna che spiega molto a chi sa far uso della logica argomentativa.

La commissione Ambiente congiunta Montale-Agliana

Mangoni e Acciai, però dicono altro e di più: rilevando anche loro la sussistenza di un illecito penale, e auspicano addirittura una dirimente inchiesta dell’autorità giudiziaria ( questioni la cui rilevanza dovrebbe essere risolta in altra sede): sono davvero encomiabili per l’ardimentosa dichiarazione congiunta, che noi condividiamo appieno. Speriamo che non ci vengano a smentire, altrimenti ci resta solo di pensare che si riferivano allo Spirito Santo e non alla Procura pistoiese essendo l’unico terzo soggetto disponibile, dopo la Politica e la Giustizia.

Insomma, sull’episodio del 20 Agosto la frittata è fatta e nessuno la vuole servire in tavola per l’assaggio. In questo teatrino dell’assurdo, non secondaria la figura del Presidente Franceschi che nella tormentata Commissione svoltasi a Montale il 23 scorso avrebbe solennemente ribadito che l’Avv. Vescovi avrebbe contestato per ben due volte a due soggetti (uno siamo noi) per smentire le dichiarazioni del mai nominato ing. Brizzi, riconfermando l’unica (a loro ) verosimigliante versione della relazione Desmos: non lo sa Franceschi che la ripetizione unilaterale di una tèsi indimostrata, solo auspicata, non la rende certamente vera e dimostrata? Ebbene, lo sappia.

Questo il testo del Comunicato ai consiglieri del Comune di Agliana:

Prima di tutto occorre premettere che la questione è nata a seguito del sopralluogo congiunto tra consiglieri di Montale e Agliana, avvenuto il 16 dicembre scorso, al quale hanno anche partecipato rappresentanti di Cis e di Ladurner, attuale gestore dell’impianto.

A seguito del sopralluogo alcuni consiglieri comunali di Montale di opposizione hanno evidenziato una discordanza tra quanto affermato dal responsabile di Ladurner, Ing. Brizzi, rispetto a quanto contenuto nella perizia Desmos presentata in occasione della commissione ambiente congiunta Agliana Montale del 27 ottobre 2017.

In particolare il rilievo è stato posto, a loro dire, sulla dichiarazione fornita dell’Ing. Brizzi in merito al collocamento, operato dallo stesso Brizzi, di materiale vegetale all’interno della sala quadri, quindi in palese contrasto con quanto contenuto in perizia Desmos.

Su questa premessa, alla quale è seguita la richiesta di convocazione della commissione congiunta, occorre procedere con alcune riflessioni.

Prioritariamente occorre ricordare che Arpat, a seguito della commissione congiunta del 27 ottobre, ha fornito risposte esaustive in merito alla mancanza di danni ambientali provocati dall’incendio dell’agosto scorso, che rappresenta la questione di maggiore interesse da parte dei cittadini, pur rilevando sensibilità della sala quadri risolvibili con accorgimenti tecnici da adottare a cura del gestore dell’impianto.

Di seguito si rileva che la contestazione all’Ing. Brizzi è stata oggetto di una lettera al Sindaco di Montale da parte del legale di Ladurner, apparsa la scorsa settimana anche sulla stampa, per evidenziarne l’infondatezza.

In base a queste riflessioni ci si è posti la domanda se convocare una commissione congiunta con Montale e su quali approfondimenti discutere.

Abbiamo ritenuto che, ad oggi, non ci siano questi presupposti, specie per fornire approfondimenti, o ulteriori elementi di novità, rispetto a quanto già noto e riportato in atti, a maggior ragione per discutere di questioni la cui rilevanza dovrebbe essere risolta in altra sede.

Tutto quanto sopra esposto comunque nel rispetto dell’autonomia decisionale del Comune di Montale in merito ai provvedimenti e le misure che vorrà prendere.

A tale proposito si evidenzia che con nota del 15 gennaio scorso, indirizzata al Prefetto di Pistoia e per conoscenza al Sindaco di Montale, il Comune di Agliana, relativamente al guasto del termovalorizzatore provocato dall’incendio dell’agosto 2017, ha fatto presente che le valutazioni tecniche sull’impianto, gli eventuali ulteriori approfondimenti ed i rapporti con gli Enti, rientrano nella piena titolarità del Comune di Montale in quanto responsabile del coordinamento di tali attività, nonché unico titolato a presiedere l’apposita conferenza dei servizi a tale scopo prevista.

In caso di ulteriori elementi di novità si resta a disposizione per fornire la documentazione disponibile e prendere le eventuali iniziative di merito.

[Alessandro Romiti]

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