L’AGGRESSIONE IN LUNIGIANA? UN CAMPANELLO DI ALLARME CHE NESSUNO VUOLE ASCOLTARE

La prima pagina

LUCCA—PISTOIA. L’argomento è scottante e viola il rigido protocollo imposto dai talebani del politically correct.

Ma il problema esiste. È serio e ancora più inaccettabile se la violenza sessuale, in questo caso per fortuna solo tentata, è compiuta da chi ha chiesto e ottenuto l’accoglienza, da chi è ospite nella nostra Italia.

Nei giorni scorsi sulla Francigena, in zona Terrarossa, una ragazza è stata aggredita mentre faceva footing da tre nord africani. 

La convivenza con gli extracomunitari in Toscana sembra aver superato il limite.

Noi non ci sentiamo intolleranti nel chiederci se l’immigrazione incontrollata possa far aumentare i casi di violenza sessuale. Non accettiamo di esser tacciati di razzismo, per una responsabilità che è solo della sinistra e di un falso cattolicesimo.

Questi protocolli politici di accoglienza, hanno prodotto solo tre effetti: hanno reso l’Italia il bengodi per clandestini e criminali, hanno regalato un senso di paura ed insicurezza in tutti i cittadini, hanno creato una sicurezza ed una impunità psicologica negli immigrati, grazie alle difese illogiche dei buonisti e di una parte della stampa.

Considerare il tentativo di stupro avvenuto in Lunigiana, così come tutti gli altri stupri avvenuti in tutta Italia ultimamente, solo come fatti di cronaca nera è un errore clamoroso.

È un campanello di allarme — avverte il Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia Toscana —che è suonato tante volte ma che nessuno vuole ascoltare.

Ilaria Pancioli Michelucci

Questi fatti criminosi rientrano a pieno titolo nei molti danni di questa immigrazione incontrollata voluta da chi ci ha governato precedentemente.

È un dato di fatto la possibile correlazione tra l’esodo migratorio di giovani maschi e l’aumento delle violenze sessuali: in tutti i paesi che hanno adottato politiche di accoglienza massiccia i reati a sfondo sessuale sono tra quelli con maggiore aumento, insieme ai furti.

Poteva andare peggio. Basta leggere le cronache locali per rendersi conto della grave spirale di violenza in cui stanno scivolando molti dei nostri Comuni.

A quanto pare la Lunigiana non ne è esente e i protagonisti di queste violenze sono sempre gli stessi. A denunciarlo non sono solo i soliti partiti contro i quali fioccano le accuse di razzismo e istigazione all’odio, ma sono gli stessi cittadini che meritano di essere ascoltati e soprattutto rassicurati. Di certo non solo a parole ma con i fatti.

Per questo motivo ci aspettiamo non solo una ferma condanna dell’episodio, ma anche politiche strutturali più incisive in materia di sicurezza e legalità.

Nella gerarchia della sinistra la tutela dell’immigrato è sempre venuta prima di quella degli italiani sia che esso violenti una donna, che picchi le nostre forze dell’ordine, che si ribelli ai controllori dei mezzi pubblici, che spacci o commetta furti, aggredisca cittadini senza alcun motivo, o che sia veicolo di malattie endemiche.

Noi non possiamo permettere tutto questo. Noi vogliamo regole ben precise, dove chi commette reati deve subire pene severe e certe, possibilmente nei loro paesi di provenienza.

Confidiamo ancora una volta nei nostri politici, affinchè ascoltino le richieste di un popolo italiano sempre più insoddisfatto, sempre più stufo di mantenere economicamente questi signori e di subirne intemperanze e reati.

 Ilaria Michelucci — Dipartimento Tutela Vittime FdI Toscana

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