LASCIATECI LAVORARE

«Siamo qui perché sia chiaro che, quando c’è qualcosa che non va o che non sembra andare, lo diremo e continueremo a dirlo fino allo sfinimento: e senza che il rischio di una querela ci turbi»
Indro_Montanelli
Indro Montanelli

PISTOIA. Come diceva Montanelli, il mestiere del giornalista è bello e grande, ma è anche pericoloso: e non solo perché ti fai un sacco di nemici e avversari, ma anche e soprattutto perché la gente “crede”. E quando “crede” si mette in testa di essere vittima e di essere perseguitata: anche perché la gente non è affatto abituata a sentirsi messa in discussione; e invece le farebbe bene. Gli uomini “credono”, spesso e volentieri, di essere comunque santi e giusti e che gli altri non abbiano alcun diritto di sfiorare non dico il loro corpo, ma addirittura la loro aura.

Tutto questo serve a introdurre un particolare – sgradevolissimo – della vita del giornalista. Un particolare che (e non è la prima volta) è toccato a me e si è concluso stamattina con una camera di consiglio dinanzi al dottor Alessandro Buzzegoli.

A luglio dello scorso anno, per l’esattezza l’11, quando si parlava dei fatti del Legno Rosso, ebbi modo di scrivere poche righe dal titolo Legno Rosso, nuovi provvedimenti in corso?. Fra l’altro, parlando di Luca Fontana, avevo aggiunto «Addirittura per Fontana voci diverse parlerebbero di ordine di custodia cautelare pronto alla firma del magistrato (si badi, però, bene: notizia assolutamente non confermata)».

Preciso che non conosco Luca Fontana, non l’ho mai conosciuto, non ho mai saputo chi fosse né cosa facesse. Eppure mi sono trovato “indagato per diffamazione”, e, anche dopo che il p.m. dottor Luigi Boccia aveva chiesto l’archiviazione della denuncia-querela, mi sono visto chiamare in camera di consiglio dal dottor Buzzegoli, perché il difensore del cosiddetto offeso, avvocato Sergio Mazzone, aveva proposto opposizione alla richiesta di archiviazione del p.m.

Linee Future- Legno Rosso
Linee Future – Legno Rosso

Il dottor Boccia, dal canto suo, lo aveva richiesto perché nelle mie parole non aveva trovato niente di niente: il fatto era vero, la voce di cui parlavo era riportata al condizionale e la continenza nell’espressione era ineccepibile. Ero dunque curioso (e trepido: perché non può essere diversamente) di vedere come si sarebbe messa la faccenda.

Faccenda che stamattina, in pochi minuti, è stata dipanata e chiarita dal dottor Buzzegoli con il rigetto dell’opposizione proposta dall’avvocato Mazzone per il suo cliente.

Il giudice, infatti, su istanza della mia legale, l’avvocato Pamela Boniauiti, ha «ritenuto che in totale mancanza di indicazione dell’oggetto della investigazione suppletiva e dei relativi elementi di prova» l’opposizione del difensore era «da considerarsi inammissibile» e nel merito erano «condivisibili e da fare dunque integralmente proprie le considerazioni del P.M. (dottor Boccia – n.d.r.) circa la natura non diffamatoria della notizia: infatti, sia pure evitabile (in quanto ‘non notizia’ visto che il provvedimento cautelare non esisteva) le espressioni usate non travalica[va]no il limite della cosiddetta ‘‘continenza” e, allo stesso tempo l’espressione usata “si badi, però, bene: notizia assolutamente non confermata” [era] in se stessa tale da escludere la riconducibilità al Fontana di un provvedimento di natura cautelare». Per questo motivo il giudice, visti gli artt. 409 e 410 cpp ha dichiarato inammissibile l’opposizione e ha disposto l’archiviazione del procedimento e la restituzione degli atti al P.M.

Bene. Non posso dire di non aver tirato un respiro di sollievo: come sempre, del resto quando veniamo a trovarci in certe situazioni.

Palazzo del Tribunale
Palazzo del Tribunale

Ma a questo punto mi chiedo:

  • non sarebbe stato più logico e prudente pensare bene prima di far perdere tempo e denaro alla giustizia solo sull’onda emotiva del “mi sento offeso”?
  • E la cosa non si sarebbe potuta risolvere con una semplice richiesta di rettifica ex legge 47/1948 art. 8 (vedi) senza stare a distrarre, da altre attività più rilevanti, magistrati, cancellieri, impiegati, notificatori e altro?

È vero: a Pistoia da sempre nessuno è abituato a sentir parlare di sé. Ma le cose possono cambiare e ora ci siamo anche noi, di Linee Future: e noi intendiamo fare cronaca, informazione e critica come legge concede e comanda.

Perciò vorrei – e vorremmo, io e i miei giornalisti e collaboratori: un grande gruppo di grandi persone – essere liberi di lavorare in pace: perché non siamo partiti affatto per sparare a vista su chiunque (chi lo crede, lui, sì, è in malafede!), ma neppure per dare dimostrazione che ci lasciamo intimorire, che pieghiamo la testa e che obbediamo a chi si fa grosso dinanzi a noi.

Siamo qui perché sia chiaro che, quando c’è qualcosa che non va o che non sembra andare, lo diremo e continueremo a dirlo fino allo sfinimento: e senza che il rischio di una querela ci turbi nelle nostre più che ponderate scelte professionali e umane che nascono solo dal nostro essere etico e civile.

Scarica: Il Vangelo di «Linee Future»

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

4 thoughts on “LASCIATECI LAVORARE

  1. Mi unisco e aggiungo…ma non è che l’Italia è il Paese col maggior numero di avvocati al mondo perchè gli italiani eterni pecoroni, compensano con un’ego smisurato?
    Massimo Scalas

Lascia un commento