L’AUMENTO DELL’IMU È LA MORTE DELL’ABETONE

Fabbri attacca il Sindaco «reo di coprire errori del passato»
Il logo dei «Piccoli Comuni Montani»
Il loco dei «Piccoli Comuni Montani»

ABETONE. “L’aumento dell’Imu da parte della Giunta Danti è immotivato e rischia di far morire l’Abetone. Una azione immotivata visto che i tagli del Governo avevano già fatto correre ai ripari nel 2011 l’attuale Giunta portando l’aliquota allo 0,76 e successivamente allo 0,82. Ma se i tagli sono pari quanto avvenuto negli anni passati come si giustifica un aumento allo 0,93? O forse l’aumento dell’aliquota è per ripianare scelte errate del passato?”. Torna all’attacco dell’amministrazione il capogruppo della lista “Noi piccoli Comuni montani” Giorgio Fabbri.

“Decidere come ha fatto Danti di penalizzare le seconde case significa, specie in un comune come Abetone a vocazione turistica, far morire tutto l’indotto che sostiene l’economia. È fin troppo facile capire che chi vedrà tassarsi sistematicamente un bene come la casa sarà portato nei prossimi anni a mettere in vendita il bene ed emigrare verso comuni montani che hanno fatto scelte diametralmente opposte. Sarà sicuramente la morte del Comune e di tute le attività commerciali.

“Porterebbe tutto il comprensorio ad una declassificazione turistico economica difficile da controvertere negli anni. Il dubbio è che l’operazione sia un espediente per ripianare centri di costo del bilancio che negli anni passati sono serviti per supportare interventi privati nel settore sciistico. Torniamo a ripetere, come in campagna elettorale, che il nostro Comune – conclude Fabbri – deve essere gestito come fonte di produzione di ricchezza per gli abitanti e i commercianti e non come impianto sciistico privato”.

[comunicato]

 

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