lavàti con perlana • 2. LITI IN MAGGIORANZA? NON BASTA IL CALDO A FAR BOCCHEGGIARE: CI SI METTE ANCHE “FRATELLI D’ITALIA” CON LA LEGA

Torniamo sulle dichiarazioni di alcuni indignados leghisti, una provocazione per avviare la revisione della politica dei due forni assicurata dal trio Pedrito/Aveta/Agnellone


Il sindaco di Agliana, Luca Pedrito Benesperi

 

 

AGLIANA. Sembra che il recente sfogo leghista non sia andato giù al sindaco Benesperi che adesso deve serrare le file dei suoi assessori per resistere alle pulsioni critiche dei consiglieri leghisti.

Infatti è chiaro che se il capogruppo Silvio Buono comincia a fare delle domande (non in senso di interrogazione al Sindaco, ma di chiarimento sul più bislacco andamento dell’amministrazione) potrebbe/dovrebbe – scegliete cosa preferite – diventare un po’ meno “buono”.

La Lega – sinora dormiente (manina del direttore – n.d.r.) potrebbe svegliarsi e avversare gli assessori che promuovono le politiche tofanian/direnziane che hanno fatto incazzare gli elettori per l’approccio di restaurazione più diccì (non come verbo, ma come aggettivo qualificativo).

Uno squallore deludente, che non permette alcuna replica o spiegazione ai colonnelli Pira-La Pietra, muti come pesci (e speriamo che, per questa innocente espressione, il duo Pira/Pietra non ci quereli come quel popò di sindaco di Montale, don Ferdinando, che per un baccalà e uno stoccafisso ha avuto i Pm di Pistoia dalla sua parte: anche se forse, prima di querelare, farebbe meglio a  spiegare al popolo cosa ha fatto con la storia del carbonizzo di Fognano, indagine – a quanto sembra – stoppata dal Pm Leonardo De Gaudio che, da un po’ troppo, pare l’abbia messa nel suo freezer a 5 asterischi – questo neretto è del direttore – n.d.r.).

L’assessora Avvanzo (sulla vicenda sussiste un alone di segretezza davvero inspiegabile, ma l’Autorità Anticorruzione dovrebbe pronunciarsi presto) sembra che abbia inviato le proprie dimissioni dal board della Fondazione di Misericordia di Piazzetta di Misericordia 1, a causa del suo potenziale conflitto di interesse che non si rileva sulla elargizione di compensi (inesistenti), ma che resta come condizione pregiudiziale per la sua capacità di controllo sulle azioni di indirizzo politico degli atti.

Resta ancora incomprensibile il perché abbia suggerito il riconoscimento “Donna di Agliana” per l’edizione del 2019 alla ex-segretaria e Assessora piddìna Lucilla Di Renzo – oggi direttora del San Jacopo –, pur disponendo di una numerosa aliquota di infermiere impegnate al San Jacopo nella cura dei malati di Covid e che sono state gentilmente ignorate.

Il capogruppo di FdI/An Fabrizio Baroncelli e l’allora consigliere Benesperi collaboravano con Linea Libera per scovare gli scandali dell’amministrazione del Pd di Fragai: era il 2018. Altri tempi, altre cene alla bottarga…

Il capogruppo FdI Fabrizio Baroncelli si astiene da ogni rivendicazione di genuina evidenza politica e, da buon soldato, “tiene il passo”, mandandoci a dire che l’amministrazione ci chiederà i danni per i nostri articoli di denuncia.

Quando Baroncelli pigliava per il culo l’ex-comandante Nesti e le sue testarde quanto inutili azioni legali, dicendo in aula che Agrùmia avrebbe speso meno se avesse preso, come legale, l’avvocato Topolino, era più saggio assai: ma se preferisce dir cazzate… s’accomodi (come sopra: neretto del direttore, pericoloso delinquente abutuale – n.d.r.).

Forse anche il capogruppo ha bisogno di una cura con Acutil fosforo come l’assessore Agnellone/Panettone (lo ha recentemente dimostrato, con impreviste conseguenze) per riattivare la memoria.

Il raddrizzamento politico non potrà avvenire senza il disinnesco del controllo costante della segretaria generale Aveta: lei approvò una delibera che in realtà era stata respinta dal Consiglio Comunale, realizzando una grave irregolarità sanata dopo qualche consiglio con altro provvedimento: ma non era l’Aveta quella preposta alla conta dei voti e profumatamente pagata per assicurare la consulenza legale al Comune?O è tutto a posto così?

Come tutte le cose all’italiana. Autocertificazioni, bollini e bollinature: poi si scopre che sono solo chiacchiere e falsi

Leggeremo la risposta dell’interrogazione fatta sul segretario generale o dovremo fare accesso agli atti? E la leggerà anche la Rossella Bonciolini, che è la reggente dell’organismo interno di valutazione (O.i.v.)? O forse è troppo amica della dirigente per certe curiosità (ci dicono che l’avrebbe chiamata lei stessa in Comune – controllando così la controllora – e che dunque, non la graffierebbe mai).

È vero questo, sjgnora Rossella?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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