LAVORI NUOVA ESSELUNGA, OFFERTA TRE PER DUE

Lavori Esselunga
Lavori Esselunga. 1

PISTOIA. Scrive un nostro lettore:

“È mattino presto a Pistoia. Molto presto. Guardo fuori dalla finestra e vedo la città ancora assonnata. Esiste un momento all’alba in cui la natura si sveglia, all’improvviso sembra prendere vita. Attorno c’è silenzio, ne sento il respiro. Un silenzio di alberi, di animali, di erba e di fosse coperte dalla bruma.

C’era, dietro casa mia, un vasto spazio di terra incolto. File di cipressi, macchie di rovi, sbalzi d’argilla, siepi selvagge, alberi cresciuti spontaneamente, canne di bambù e nel centro, lontano dai margini della strada, qualche piccolo, limitatissimo chiaro d’acqua. Quello spazio incontaminato era straordinariamente bello.

Lo era in primavera quando la natura sembrava svegliarsi da un lungo torpore, d’estate quando nella notte si illuminava di migliaia di lucciole ma era bello anche d’autunno quando le piogge facevano brillare le foglie degli alberi e d’inverno quando cadeva la neve e tutto era impalpabile, silenzioso, ovattato. In alcune giornate di inizio ottobre, quando i primi venti gelidi iniziavano a soffiare gli uccelli di passo si radunavano in attesa della partenza.

Lavori Esselunga
Lavori Esselunga. 2

Erano colombacci, fischioni, rondoni e tanti altri che trovavano in quel pezzo incontaminato un’oasi di pace. A volte si fermava anche l’airone cenerino col suo lungo collo ad esse, la piccola testa e le ali enormi, sproporzionate. Talvolta le specie migratorie si confondevano con gli storni, migliaia, che con i loro voli compatti formavano nel cielo incredibili figure danzanti.

Non davano noia le luci lontane della città, anzi, quel pezzo di terra faceva da scudo al caos e alla frenesia, mi faceva sentire al sicuro, mi rendeva felice e trasmetteva un senso di granitica libertà.

Ero certo che nessuno avrebbe mai sconvolto quello spazio verde, multiforme, dalle mille tonalità. E invece è successo. Sopra a quella terra, nella zona sud di Pistoia, sorgerà l’Esselunga. Ormai anche gli ultimi cipressi sono stati abbattuti e decine di operai lavorano incessantemente dalle prime luci dell’alba a sera inoltrata.

Gru edili altissime, trivelle gigantesche ed enormi autocarri che fanno la spola avanti e indietro carichi di terra hanno sostituito forteti e roveti. Mi sforzo di trovare a quello che sta succedendo una giustificazione e, sorvolando sul comprensibile aspetto economico commerciale dell’operazione, con un occhio guardo alla creazione di molti posti di lavoro ma con l’altro penso alle tonnellate di cemento che prenderanno posto là, a due passi dalla mia camera da letto.

Lavori Esselunga
Lavori Esselunga. 3

Vedo un futuro punto di vendita della grande distribuzione vicinissimo a casa, un luogo dove chiunque può soddisfare bisogni e desideri senza peregrinare di negozio in negozio e, nello stesso tempo, rimpiango il cinguettio mattutino di innumerevoli specie di uccelli.

Mi era simpatico anche il verso della civetta che a volte compariva nottetempo sui rami della grossa acacia, quella lontana, vicino agli orti di confine alla strada o il gracidare ininterrotto delle rane nei piccoli stagni e nei fossi.

Mi sforzo di trovare una giustificazione e penso a tutto ciò che farà da contorno al complesso: il parco pubblico, i percorsi ciclo – pedonali, il viale alberato, la palestra. Forse aveva ragione Marco Polo di fronte al Gran Kan ne “Le città invisibili” di Calvino. L’ultimo approdo non sarà la città infernale se noi non lo vogliamo e se eviteremo di essere risucchiati dai vortici della corrente. Non accetteremo l’inferno, non ne diventeremo parte, sapremo riconoscere ciò che non è inferno, gli daremo spazio, lo faremo durare. Eh sì, forse riuscirò a rassegnarmi per la scomparsa di quel pezzo di terra incolta.

Forse, felicemente, farò footing sulla pista appena inaugurata, oppure mi siederò a leggere un buon libro su di una panchina salutando, di volta in volta, mia moglie affacciata alla finestra. Forse qualche domenica mattina mi ritroverò a fare la fila in quel grande supermercato e alle parole della giovane cassiera «Lo sa signore che su questo prodotto c’è l’offerta tre per due» risponderò ridendo «Grazie signorina non mi interessa, forse la prossima volta…» Ed uscendo, con le buste della spesa, continuerò a pensare al mio airone cenerino”.

[Alessandro Orlando]

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